Il Buio dell'anima

Il male di vivere... quel senso di vuoto che chiamiamo depressione

Pubblicato il 5 settembre, 2016  / Ansia e Depressione
Il Buio dell'anima
Quel male di vivere chiamato depressione

Tutto è perfetto, la nostra vita è perfetta (o almeno così ci pare), siamo circondati di persone, di cose, di attività da fare…ma quando tutto si spegne, si ferma, è come se anche noi sparissimo, nascosti dietro al sipario.

Molti nostri comportamenti, atteggiamenti ci sembrano quasi una finzione…una bella recita che neanche ci rendevamo conto di portare avanti. Ma tolto il copione cosa ci resta? Sentiamo che in realtà non sappiamo neanche cosa provare, cosa desiderare… non siamo certi di chi siamo fino in fondo. Avvertiamo solo quel senso di vuoto, di solitudine, quasi di morte, a cui non sappiamo dare nome, che non sappiamo come colmare e che sembra indicibile a noi stessi e agli altri.

Come potranno capire ciò che proviamo le persone vicine se neppure noi stessi sappiamo definirlo, comprenderlo? Ma come possiamo continuare a fingere di stare bene, come possiamo continuare a sorridere, conversare, lavorare, uscire, come se niente dentro di noi si fosse rotto? Perché di rottura si tratta…. di una frattura interiore che duole, inspiegabilmente ma inesorabilmente.

La possiamo chiamare depressione, mal di vivere, melanconia, ma non cambia l’oscurità e l’assenza che percepiamo nel profondo e che, se non siamo ben ancorati alla vita, rischia di portarci alla deriva.

Arriva però un momento in cui, forse l’istinto di sopravvivenza, forse il desiderio di vita, ci spingono a non restare passivi davanti alla notte della nostra anima e, ciascuno a suo modo, a chiedere aiuto. A volte è un grido disperato, altre un sussurro che può restare inascoltato o magari venire accolto da chi ci è vicino. Non sappiamo neanche esattamente per cosa chiedere aiuto, se non proprio per noi stessi, per la nostra esistenza, per la fame di vita che ancora evidentemente e nonostante tutto ci scorre dentro. E inizia una lotta, un cammino, una lenta risalita, nel fango, nella notte e nel dolore… un sentiero che a volte non vorremmo percorrere, da cui vorremmo scappare, ma che sentiamo essere l’unico che possa portarci davvero al riparo, in salvo, da questa notte e da quelle che verranno. Sentire nuovamente la vita, questa è la nostra salvezza.