La depressione vista come una riduzione della forza interna

La perdita di capacità di sentire all'interno ed una perdita di capacità di attività all'esterno

Pubblicato il 26 gennaio, 2019  / Ansia e Depressione
depressione

Nella vita attraversiamo molti momenti di abbattimento, ma oltre alla delusione ci si può sentire abbattuti per un rifiuto o scoraggiati per un avvenimento “sfortunato”. Ognuna di queste situazioni può avere un tono emotivo di tristezza che lo contraddistingue dallo stato “depressivo”.

La depressione ad oggi è molto diffusa, alcune persone provano a perseguire degli obiettivi, degli scopi ideali o irreali che molto spesso non coincidono direttamente con i loro bisogni e desideri. Ogni persona sente il bisogno di amare e di essere amato, ha bisogno di sentire che il suo amore sia accettato e in qualche modo “ricambiato”.

Sofia era un tipo di persona, di donna che chiunque l’avesse incontrata per strada o conosciuta per la prima volta, non avrebbe indovinato la natura del suo problema, a meno che fosse abbastanza scaltro e perspicace da comprendere che il suo “modo di fare” nascondeva una maschera!

Ma se si riusciva ad osservarla veramente, il suo corpo, comunicava inconsapevolmente la sua irrequietezza, la sua sofferenza, i suoi occhi erano spenti, la sua respirazione era come appiattita, superficiale ed il suo sorriso spesso svaniva mentre il suo volto perdeva pian piano ogni piccola espressione dando spazio alla tristezza.

Sofia sapeva benissimo di essere depressa, conosceva bene la fatica di alzarsi la mattina dal letto e lo sforzo di andare a lavorare cercando di non far trasparire niente agli altri. Il mondo che la circondava “doveva” avere la convinzione che TUTTO in lei andasse bene ma purtroppo non era così. Quando era sola, Sofia sentiva che quel mondo le cascava addosso, come un macigno, portandola a sentire un VUOTO che nemmeno lei era in grado di descrivere ed una MANCANZA DI PIACERE, di voglia di fare che certamente non era in grado di spiegarsi, aveva tutto, una bella famiglia, un lavoro discreto eppure qualcosa realmente le mancava. Molto probabilmente stava nascondendo a se stessa qualcosa che non era ancora in grado di vedere o capire…

Il più delle volte lo stato emotivo che viene a crearsi è un sentimento legato al senso di mancanza, di perdita, di assenza infatti spesso può capitare che la persona si accusi di aver permesso a se stesso di entrare in questa situazione. In uno “stato mentale” pieno di rimproveri verso se stesso e di recriminazione per ogni tipo di minime mancanze avvenute spesso anche in un tempo passato. Le aspettative giocano un ruolo fondamentale perché spesso vengono tradite, ci si può sentire inutili, non in grado, ci si può sentire dei falliti.

Spesso il desiderio è quello di poter star bene ma quello che si viene a creare nella persona è come una perdita di sensazioni ed emozioni a cui si accompagna una riduzione della vitalità, come se ci si sentisse “morti dentro”. Ma in realtà la persona è piena di desideri e bisogni nascosti che ha imparato a “tener dentro”, non reputandosi importante, e a metterli da parte credendo che non siano poi così importanti.

La persona non riesce a darSI un valore, spesso il suo atteggiamento depresso è strettamente collegato al grado di perdita del suo contatto con il proprio corpo. Quindi non riesce a vedersi così com’è perché la sua mente è concentrata su un’immagine irreale. Non riesce ad essere consapevole delle rigidità mentali e corporee che si impone da sola/o, eppure però queste limitazioni sono la causa della sua incapacità a realizzarsi come persona nel presente.

Da cosa possiamo iniziare??

Una buona e sana respirazione sicuramente potrà iniziare ad aiutarci!

Ma bisogna anche "saper respirare",come afferma Durckheim “nella respirazione partecipiamo inconsciamente alla Vita più grande, in quanto la respirazione è un processo corporeo totale di espansione e contrazione che osserva un tempo conscio e inconscio. La respirazione sana è quella spontanea, inconscia che ci permette di percepire le sensazioni corporee provenienti da tutto il nostro corpo. Una respirazione piena e profonda che ci rende consapevoli della pulsante vitalità del nostro corpo.

Riconoscimento ed accettazione delle nostre emozioni

Il riconoscimento e l’accettazione di una sensazione, di un sentimento, di un’emozione è capace di mutare completamente la qualità dello stato d’animo in maniera del tutto sorprendente. La persona può imparare attraverso un percorso psicoterapeutico ad accogliere consapevolmente il sentimento della tristezza, dell’inutilità o della sofferenza. Sentendosi in questo modo non più “depresso” come quando aveva bloccata la consapevolezza di tutte quelle emozioni.

A. : a cosa ti serve respirare?

P. : a rendermi conto che sono ancora Vivo!

Riferimenti:

  • Tratto dal libro: “La depressione e il corpo” di Alexander Lowen e molte delle esperienze quotidiane vissute nello mio studio di psicoterapia.

I nomi sono puramente di fantasia.