Siamo tristi?

Pubblicato il 20 gennaio, 2021  / Ansia e Depressione
tristezza e depressione

Secondo la definizione del DSM-V il disturbo depressivo maggiore, conosciuto più brevemente come depressione, viene definito così:

“Cinque (o più) dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti durante un periodo di due settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei sintomi è 1) umore depresso o 2) perdita di interesse o piacere.

  1. Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni, come riportato dall’individuo o come osservato da altri
  2. Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni
  3. Significativa perdita di peso, non dovuta a dieta, o aumento di peso oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi tutti i giorni
  4. Insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni
  5. Agitazione o rallentamento psicomotori quasi tutti i giorni
  6. Faticabilità o mancanza di energia quasi tutti i giorni
  7. Sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti) quasi tutti i giorni
  8. Ridotta capacità di pensare o concentrarsi, o indecisione, quasi tutti i giorni
  9. Pensieri ricorrenti di morte, ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico o un tentativo di suicidio o un piano specifico per commettere suicidio”.

Spesso usiamo impropriamente il termine depressione, diciamo agli amici, ai genitori o al partner che ci sentiamo così, nonostante non abbiamo tutti i sintomi elencati dal manuale.

Quanto di questo è vero? Quanto bisogna preoccuparsi?

Sicuramente in alcuni casi è un campanello di allarme che non va sottovalutato, ci sentiamo dire che siamo pigri e dobbiamo darci da fare, che è solo un momento e che passerà se ci impegniamo e pensiamo ad altre cose.

Ma a volte non è così facile: la mancanza di comprensione da parte degli altri ci rende tutto più complesso e ci fa cadere in un baratro dal quale poi è difficile uscire e che a questo punto possiamo in alcuni casi definire “depressione” nel significato clinico del termine.

Altre volte invece esageriamo quello che proviamo, è una sorta di malinconia, di tristezza, che però non arriva ad avere conseguenze così significative sulla vita delle persone.

È importante quindi cercare di captare le differenze e fare chiarezza tra i due stati, capire di quale dei due si tratta e se c’è una causa.

Per tentare di risolvere questo dubbio può essere utile riflettere su se stessi e cercare di comprendere esattamente quello che si prova, imparando a conoscersi, a riconoscere le emozioni che si sperimentano e a pensare se e come si potrebbe stare meglio.

Possiamo affermare che la depressione coinvolge, oltre alla sfera emotiva, anche quella del corpo, influenzando i comportamenti e manifestandosi anche con sintomi fisici. Per questo motivo è importante non tralasciare o sottovalutare nessuno di questi aspetti.

Un aiuto psicologico non è consigliato solo se parliamo di depressione in senso clinico, a volte anche in uno stato di tristezza avere qualcuno che ci ascolta, ci fa sentire compresi e ci sostiene può essere un modo per stare meglio in un tempo più breve.

Non bisogna vergognarsi se non si è felici nonostante possa sembrare che possediamo tutto quello che abbiamo desiderato dalla vita, come ad esempio una famiglia, degli amici, la salute, un lavoro, nessuna preoccupazione economica e così via, a volte la causa di questo malessere va cercata altrove.

In alcune circostanze è difficile individuare la causa di questa tristezza di fondo e ci si domanda: ma come è possibile? Cosa mi manca? Non ho motivi, perché allora mi sento così?

Abbiamo però il diritto di sentirci in questo modo, l’importante è arrivare a capire cosa non funziona, se è un momento transitorio o qualcosa di più profondo, come affrontarlo e quindi quali passi compiere per superarlo.

Quando si pensa di essere depressi non bisogna colpevolizzarsi, ma cercare di fare qualcosa a riguardo in modo da non aggravare la situazione: mantenere la propria rete sociale, fare attività fisica regolare, non prendere decisioni importanti in quel momento perché probabilmente sarebbero negative, seguire una dieta sana e senza alcol o droghe, dormire un numero corretto di ore, darsi degli obiettivi piccoli, concreti e di breve durata in modo che siano meno frustranti e siano più attuabili e, ovviamente, parlarne con un medico che ci può orientare verso la direzione giusta da prendere.

La depressione è molto più comune di quanto si possa immaginare, secondo i dati Istat è il disturbo mentale più diffuso, basti pensare che nel 2015 i disturbi depressivi sono risultati essere la terza principale causa di invalidità a livello globale.

Il sesso, l’età, la classe sociale o altre caratteristiche non rendono la malattia più o meno grave, è sempre importante cercare aiuto se ci si rende conto che si fa fatica ad affrontarla da soli.

Come spesso succede, anche nel caso della depressione, più la terapia è precoce, più è efficace e il rischio di ricadute è minore.