La dieta mediterranea esiste ancora?

Le differenze tra ieri e oggi

Pubblicato il   / Rapporto con il cibo
La dieta mediterranea esiste ancora?

Alla fine degli anni '50 la Dieta Mediterranea rispecchiava il modello alimentare dei contadini delle campagne del Cilento. Ancel Keys, noto biologo e fisiologo statunitense, durante un suo in viaggio in Italia, rimase estremamente sorpreso della bassa incidenza di malattie cardiovascolari rispetto a quella degli Stati Uniti.

Lo studioso dedusse che tale differenza fosse dovuta al tipo di alimentazione e chiamò questo nuovo modello alimentare "Dieta Mediterranea", definendone alcune caratteristiche:

  1. Il quantitativo alimentare è pari al fabbisogno della persona, quindi la quantità di cibo assunta corrisponde alla quantità di cibo poi consumata con il duro lavoro nei campi;
  2. da un punto di vista qualitativo prevede amidi (45%), proteine (15%), zuccheri (10%) e grassi (meno del 30%). Sia le proteine che i grassi devono essere di origine vegetale;
  3. il modello alimentare deve essere povero, sobrio, rurale e caratterizzato da vegetalità;
  4. il momento del pasto è un momento di convivialità. Come si può immaginare i contadini degli anni '50 avevano lipidemie molto basse e cardiopatie scarse.

Oggi è ancora possibile parlare di Dieta Mediterranea partendo dal presupposto che tale modello non si traduceva in consumo di vino, pane, formaggi e burro, ma su alimenti poveri e principalmente vegetali?

La Dieta Mediterranea è nata come fenomeno nutrizionale e comportamentale che influiva positivamente sullo stato di salute delle persone; oggi sono sempre più diffuse obesità e sindrome metabolica, malattie cardiovascolari e diabete, soprattutto nella zona del Sud Italia.

Ecco come sono cambiate le caratterisitche di questo modello:

  1. la società dei consumi non è più una società sobria, povera e rurale;
  2. il consumo di alimenti di origine animale ha preso il sopravvento su quelli di origine vegetale e si consuma una quantità sempre più elevata di grassi saturi;
  3. l'alimentazione è sempre più grassa e vi è un grande disequilibrio tra l'introito calorico e il dispendio energetico;
  4. la sedentarietà ha preso il posto alla vita attiva;
  5. il momento del pasto non è più un momento di convivialità e condivisione, ma si consuma il pasto in fretta, in piedi, davanti alla tv.

Queste e tante altre considerazioni, purtroppo, sono alla base di un sistema alimentare che si è trasformato e ha perso il suo orginale valore, vedendo sempre più lontano quello che era una volta il modello alimentare per eccellenza, diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo e oltreoceano.