Quando il desiderio di mangiar sano rischia di diventare un'ossessione

I tre segnali d'allarme dell'ortoressia

Pubblicato il 16 novembre, 2016  / Alimentazione
Quando il desiderio di mangiar sano rischia di diventare un'ossessione

Viviamo in un'epoca in cui l'attenzione per il cibo è in costante crescita. Che si parli di ricette di cucina, diete o festival dello "street food", i mass-media dedicano un considerevole spazio all'alimentazione.

In particolare, il tema del mangiar sano è uno tra i più dibattuti: basti pensare ad esempio alla tematica dell'utilizzo dell'olio di palma nelle industrie alimentari.Si parla sempre più spesso di cibi biologici, naturali, senza lattosio o glutine, a km 0,...

Classificare il cibo in buono vs cattivo può essere molto pericoloso. Certo, esistono condizioni di salute in cui un cibo deve essere evitato o limitato, così come esistono alimenti che è bene consumare con moderazione. In generale però, l'accento va posto sulla relazione con l'alimentazione: se non è sana può condurre a un disturbo del comportamento alimentare.

Si parla di ortoressia (dal greco orthos -corretto e orexis -appetito)  quando una persona è talmente presa dall'idea del mangiar sano al punto da iniziare a star male fisicamente e mentalmente. Il termine è stato coniato nel 1997 da Steven Bratman, un dietologo che si definisce egli stesso ex ortoressico. Non è una problematica attualmente codificata nel DSM- 5, anche se ritenuta uno dei disturbi del comportamento alimentare emergente e quindi degna di attenzione da parte dei clinici.

Come capire se l'interesse verso l'alimentazione sana rischia di diventare un potenziale disturbo? Possiamo distinguere almeno tre segnali di allarme:

  1.  Il mangiar sano diventa un'ossessione crescente
    Quando il desiderio di un'alimentazione sana si trasforma in attenzione ossessiva verso la selezione degli alimenti, la pianificazione, la preparazione e il consumo dei pasti, c'è il rischio di scivolare nell'ortoressia. il cibo sano sembra diventare l'unica ragione di vita e si trascorre molto tempo leggendo libri o siti internet che parlano di salute. A volta vi è la convinzione, infondata, che alcuni tipi di alimenti possano provocare malattie, anche se non si è letto nulla di scientifico a riguardo.
     
  2. Si crea un sistema rigido di regole, che se infranto genera senso di colpa
    L'ortoressia prevede una classificazione molto rigida tra alimenti buoni e sbagliati. Le regole sono del tipo "mangio solo cereali integrali" "compro solo alimenti biologici"  "assumo solo cibo a km 0 ". Altri criteri possono riguardare gli aspetti nutrizionali degli alimenti: la persona ortoressica ad esempio può decidere di evitare completamente glutine o lattosio anche se non presenta intolleranze specifiche. La scelta del cibo assume una connotazione morale: l'infrazione della regola genera un forte senso di colpa e l'idea di essere persone "cattive".
     
  3. L'ansia per il cibo influenza le relazioni sociali
    Con criteri di alimentazione così rigidi, può esserci una forte ansia all'idea di mangiare insieme ad altre persone: familiari, amici, colleghi...I motivi sono diversi: dall'impossibilità oggettiva a poter consumare alimenti "buoni", al timore di essere giudicati, fino alle domande di chi esprime preoccupazione di fronte a questa condotta alimentare.Inoltre, le persone ortoressiche trascorrono molto tempo a documentarsi sull'alimentazione, online e non, e questo può sottrarre energie alle frequentazioni sociali.

Tutto ciò ovviamente non significa che una persona che decide di avere un certo stile alimentare sia per forza ortoressica, anche se possono esserci persone più predisposte di altre a sviluppare questo genere di disturbo.

Nel momento in cui la relazione con il cibo inizia a distorcersi, limitando e peggiorando la qualità della propria vita, è importante rivolgersi a uno specialista per comprendere le cause e trovare insieme una modalità più sana di rapportarsi all'alimentazione.