Mi vedo grassa, ma non riesco a smettere di mangiare

Come può aiutarti a dimagrire uno psicologo?

Pubblicato il   / Rapporto con il cibo
Come può aiutarti a dimagrire uno psicologo


Il rapporto con il cibo non riguarda solo ciò che mangiamo, ma anche come ci sentiamo, cosa viviamo e come gestiamo le emozioni.
Alimentazione e psicologia sono profondamente collegate: il cibo può diventare nutrimento, conforto, controllo o difficoltà.


In breve: psicologia dell’alimentazione

  • Il modo di mangiare è influenzato da emozioni, pensieri e abitudini
  • Fame e sazietà non sono solo fisiche, ma anche psicologiche
  • Stress, ansia o tristezza possono modificare il rapporto con il cibo
  • Il cibo può diventare una strategia per gestire emozioni difficili
  • Il rapporto con il corpo influisce su come e quanto si mangia


Cosa succede davvero

  • mangiare per noia, stress o tristezza
  • controllare rigidamente il cibo per sentirsi “a posto”
  • alternare restrizione e perdita di controllo
  • vivere il cibo con senso di colpa


Perché succede

  • difficoltà a riconoscere o gestire le emozioni
  • bisogno di controllo
  • bassa autostima o rapporto difficile con il corpo
  • stress, cambiamenti o esperienze di vita difficili


Quando diventa un problema

  • il cibo occupa troppo spazio nei pensieri
  • mangiare (o non mangiare) diventa una strategia emotiva
  • il rapporto con il corpo genera sofferenza
  • si entra in schemi ripetitivi (abbuffate, restrizioni, controllo)


Cosa può aiutare

  • riconoscere il legame tra emozioni e cibo
  • smettere di interpretare il problema solo come “alimentare”
  • lavorare sulla relazione con sé stessi, non solo sul comportamento
  • chiedere supporto quando il rapporto con il cibo diventa fonte di sofferenza


"Mi vedo grassa, ma non riesco a smettere di mangiare" è indubbiamente una delle affermazioni più pronunciate dalle donne, ma anche dagli uomini, che hanno il desiderio di dimagrire, ma non riescono poi ad impegnarsi concretamente per perdere peso.

Eppure tutti sanno cosa bisognerebbe privilegiare a livello alimentare e cosa invece far diventare un'eccezione, tutti sanno che bisognerebbe muoversi di più per riequilibrare il rapporto tra introito calorico e dispendio energetico in modo da incominciare a bruciare la massa grassa in eccesso, ma nonostante tutto si continua a perseguire la solita vecchia strada di sempre, la stessa che non fa perdere un etto e che mantiene rigogliosa la "pancetta".

Questo significa che non basta sapere cosa fare e non basta neppure vedersi grasso/a allo specchio per prendere una decisione duratura che conduca nella direzione desiderata. Mangiare è chiaramente un piacere, altrimenti non sarebbe così complicato rinunciare a qualche peccato di gola in favore di una silhouette migliore.

"Mi vedo grassa, ma non riesco a smettere di mangiare": può essere vero, ma ripeterselo fa male perché ci si pone mentalmente nella sfera dell'impossibilità, quella che ti fa pensare che non accadrà mai, non a te, MA CHI TE LO HA DETTO?

Sicuramente sei tu il/la primo/a a non crederci e pensi che tu non potrai mai ottenere quei risultati: eppure quando vedi il/la collega dimagrito/a ti affretti a cercare di scoprire il segreto miracoloso (gocce? pillole? integratori naturali? pozioni magiche? interventi?). Niente di tutto questo, semplicemente ha coinvolto la sua mente

Come pensi di poter dimagrire senza la tua mente? Potresti mai fare una dieta e iniziare il tuo percorso di dimagrimento se non fossi convinto/a e motivato/a a livello mentale? Ecco in cosa può aiutarti uno psicologo se ci hai provato tante volte con scarso successo.

Spesso si fa l'errore di intraprendere un percorso di dimagrimento eliminando praticamente tutto, pensando che possa funzionare, e se fino a ieri "no, grazie" non faceva parte del tuo vocabolario, speri che da oggi in poi tu riesca a mangiare solo acqua e pomodori.

Quasi inutile dire che durerà poco (e per fortuna) perché non è questo il modo giusto di perseguire un obiettivo. Se dovessi costruire una casa sarebbe impensabile cominciare dal tetto - sarai d'accordo sicuramente - e lo stesso vale per la costruzione di un diverso stile di vita. Ci vuole tempo, è vero, ma le soddisfazioni sono tante e sarai così contento/a di trovarti in un corpo cambiato che ti dispiacerà non averlo fatto prima. Sentirai di aver perso tempo, tempo prezioso.

"Smettere di mangiare" non è il modo corretto, ma scegliere cosa mangiare. Sarà necessario coinvolgere la mente per questo, perché tu abbia sempre presente il tuo obiettivo e riesca a fare una lenta rivoluzione, soprattutto graduale, perché non puoi pensare di stravolgere la tua esistenza dall'oggi al domani.

Ecco il consiglio dello psicologo, che vuole essere contemporaneamente un messaggio e un input per iniziare: guardati allo specchio e cerca un contatto con te stesso/a, guardati negli occhi, sai già cosa vorresti e sai già che non ti piaci e forse per troppo tempo hai anche evitato di guardarti. Prendere consapevolezza che qualcosa va modificato è il primo passo. Sai che vorresti rimettere quel paio di jeans e che non vuoi più mangiare a cucchiaiate la crema alla nocciola, sai che vuoi sentirti bello/a e che così non ti senti a tuo agio, ma ti senti bloccato/a, non riesci ad essere diverso/a da come sei e a fare diversamente da come fai.

Finora è stato così: adesso si cambia!