articoli di psicologia della Dott.ssa Stella Campoverde

risposte dello specialista Stella Campoverde

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Ragazza 15 anni più giovane

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Caro Mario, la ringrazio per aver condiviso una situazione che immagino possa generare pensieri contrastanti. Da ciò che descrive, sembra che da un lato lei provi piacere nello stare in compagnia di questa collega, dall’altro emergano dubbi legati soprattutto alla differenza di età e al timore di prendere una direzione che non sa dove possa portare. È comprensibile che dopo una relazione molto lunga e una pausa affettiva significativa, l’idea di rimettersi in gioco possa far emergere incertezze. Spesso, in situazioni come questa, è utile prendersi del tempo per ascoltarsi, chiarire quali siano i propri bisogni e capire cosa, realmente, la preoccupa: se la differenza di età in sé, le possibili implicazioni sul lavoro, o forse il timore di riavvicinarsi a una relazione dopo anni. Non è necessario prendere decisioni immediate. Può essere utile procedere con gradualità, osservando come si sente nelle interazioni con questa persona e cosa questa situazione smuove dentro di lei. Un caro saluto Dott.ssa Stella Campoverde...

Relazioni e depressione

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Cara Camilla, grazie per aver trovato il coraggio di raccontare qualcosa di così doloroso e intimo. Da ciò che condividi emerge chiaramente quanto tu stia soffrendo da molto tempo e quanto questa sofferenza abbia inciso sulle tue energie, sulle relazioni e sul modo in cui ti percepisci. È comprensibile che, dopo una separazione così improvvisa e destabilizzante, tu abbia attraversato periodi di forte dolore e smarrimento: un legame importante finito senza spiegazioni chiare può lasciare ferite profonde e confusione che durano nel tempo. Quello che descrivi: la fatica a ritrovare interesse, la difficoltà a fidarti, il sentirti “spenta”, i dubbi continui su di te, non parla di una persona “sbagliata”, ma di qualcuno che sta cercando di orientarsi dentro un’esperienza emotiva molto intensa e non risolta. Quando si soffre così a lungo, è molto facile iniziare a colpevolizzarsi, a pensare di rovinare tutto o di non essere all’altezza, ma queste sensazioni nascono spesso dal dolore, non dal valore reale che hai come persona. Anche la dinamica con il tuo ex può aver contribuito a mantenere questa instabilità: il suo tornare e andare via, il parlare di pentimento dopo averti allontanata, tutto, può creare ulteriore confusione e riaprire ferite che forse non hanno mai avuto modo di cicatrizzarsi del tutto. È comprensibile che tu oggi faccia fatica a fidarti, a scegliere, a capire cosa sia giusto per te. Il fatto che tu abbia deciso di non continuare una relazione pur di non fare del male a nessuno mostra, invece, una grande sensibilità e senso di responsabilità: questo è un segnale importante, che non parla di “sbaglio”, ma di consapevolezza. Camilla, non devi affrontare tutto questo da sola. Parlare con un* professionista in uno spazio dedicato potrebbe aiutarti a dare un senso a ciò che stai vivendo, a comprendere le radici di questo dolore e a trovare strumenti per alleggerire la sofferenza, passo dopo passo. Non si tratta di “scegliere bene” o “sbagliare meno”, ma di prenderti cura di te e di ciò che senti, con tempi e modi rispettosi della tua storia. Se lo desideri, in questo spazio possiamo approfondire insieme ciò che stai attraversando, aiutandoti a fare chiarezza senza giudizio e con la massima attenzione al tuo benessere. Non sei sbagliata. Stai solo portando un peso molto grande, da molto tempo. E meriti sostegno. Un caro saluto Dott.ssa Stella Campoverde...

Autosabotaggio o istinto di conservazione?

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Cara,
la situazione che descrive è certamente molto intensa e frustrante. Avverto che le sta creando molta confusione emotiva. Dopo una relazione durata tanto tempo, costruita su progetti importanti e al tempo stesso segnata da tradimenti, ambivalenze e rotture, è naturale che oggi lei faccia fatica a sentirsi serena e fiduciosa, anche davanti a un riavvicinamento così forte da parte del suo compagno. I dubbi e la confusione che prova non sembrano necessariamente interpretabili come “autosabotaggio”. Non di rado, quando nel rapporto si sono verificati episodi ripetuti di menzogna, tradimento o incoerenza, la fiducia fatica a ricostruirsi semplicemente attraverso promesse o cambiamenti improvvisi nel comportamento. Il fatto che una parte di lei rimanga in allerta può essere anche una forma di protezione emotiva maturata dopo esperienze che l’hanno ferita profondamente. Allo stesso tempo, è importante non prendere decisioni solo sulla base della paura o del bisogno di avere subito una certezza assoluta. In questi casi può essere utile, fermarsi e osservare il cambiamento nel tempo, chiedendosi non tanto cosa lui dica o faccia ad oggi, ma quanto i suoi comportamenti riescano a essere coerenti, stabili e trasparenti nel lungo periodo. La fiducia, soprattutto dopo ferite importanti, si ricostruisce gradualmente e attraverso continuità concreta. Credo possa essere utile spostare temporaneamente il focus dal chiedersi se debba fidarsi o meno di questa persona a come questa confusione e ambivalenza che avverte da qualche tempo la faccia sentire. Riesce a sentirsi rispettata, al sicuro e libera di esprimere i suoi bisogni?Questo rapporto le restituisce serenità oppure la mantiene in uno stato costante di allerta e dubbio? Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a distinguere ciò che nasce dalla paura di perdere la relazione da ciò che invece rappresenta un limite sano e protettivo per il suo benessere emotivo. Non perché ci sia una risposta “giusta” da darle dall’esterno, ma perché possa ritrovare fiducia nelle sue percezioni e nei suoi bisogni. Le mando un caro saluto. Dott.ssa Stella Campoverde...

Sto bene con la mia ragazza ma non riesco ad innamorarmi.

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Buongiorno,
da ciò che racconta avverto una sofferenza molto profonda, ma anche una grande capacità di interrogarsi con sincerità su ciò che ha vissuto. La percezione di essere sbagliati quando non si riesce ad amare una persona che, razionalmente, sembrava così giusta è un qualcosa che molte persone vivono con forte smarrimento e grande senso di colpa. Il fatto di non essersi innamorato non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va in lei. Compatibilità, affetto, intesa mentale e sessuale sono elementi importanti, tuttavia non sempre coincidono automaticamente con l’innamoramento. A volte si può stare molto bene con una persona e, allo stesso tempo, percepire dentro di sé chiusura emotiva, ansia o senso di tristezza difficili da spiegare razionalmente. Mi colpisce molto il fatto che lei descriva come emozioni preponderanti proprio l’ansia e il malessere, più che l’assenza di sentimento. Questo potrebbe indicare che all’interno di quella relazione si attivava qualcosa di più complesso. Non di rado accade che, dopo relazioni lunghe o esperienze emotivamente significative, una parte di noi rimanga emotivamente bloccata, spaventata o non realmente disponibile a lasciarsi coinvolgere fino in fondo, anche quando l’altra persona è compatibile e amata sul piano umano. Inoltre, quando una relazione finisce per nostra scelta, il dolore molto spesso si intreccia al senso di colpa. Ed è proprio per questo che si tende ad idealizzare ciò che si è perso. Quando scrive :“se non sono riuscito ad amare lei, non riuscirò ad amare nessun’altra” ; sembra raccontare soprattutto una perdita di fiducia in sé stesso e nella propria capacità emotiva, più che una verità assoluta sul suo futuro affettivo. Credo che sia importante ad oggi chiedersi cosa accadeva dentro di lei mentre quella relazione cresceva. Il fatto che lei continui a interrogarsi con tanta intensità dopo tempo suggerisce che questa esperienza abbia toccato aspetti molto profondi della sua storia emotiva e del modo in cui vive il legame, la vicinanza e la responsabilità affettiva. Capire questo potrebbe essere alquanto funzionale per smettere di identificarsi come difettoso o incapace di amare. Un percorso psicologico la può aiutare a ritrovare maggiore chiarezza. Un caro saluto. Dott.ssa Stella Campoverde...