M.  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Roma

Autosabotaggio o istinto di conservazione?

Salve,
scrivo per chiedere un consiglio su una situazione che sto vivendo da circa due settimane.
Sono stata per sei anni in una relazione importante: convivevamo, avevamo progetti comuni e anche un cane. Tuttavia, nel tempo ci sono stati molti litigi. Ho scoperto che durante la relazione lui utilizzava Tinder quando era in trasferta e usciva con altre donne. Inoltre, ho scoperto che si era risentito con la sua ex e aveva persino progettato di tornare con lei, facendole credere che tra noi fosse finita, cosa non vera. Successivamente ha interrotto anche quella relazione, dicendo di amarmi.
Dopo anni segnati da tradimenti e conflitti, a gennaio ha deciso di lasciarmi, sostenendo di non riuscire più a sostenere le continue discussioni. Questo è avvenuto poco dopo aver acquistato una casa, anche in prospettiva di costruire una famiglia insieme.
Nei tre mesi successivi ho cercato in tutti i modi di recuperare il rapporto, ma lui è sempre stato fermo nella sua decisione. Poi, improvvisamente, è tornato da me chiedendomi di ricominciare. Ho accettato, ma con molta esitazione, soprattutto per il cambiamento improvviso e apparentemente immotivato.
Da due settimane si comporta come una persona estremamente innamorata e presente. Tuttavia, non riesco a comprendere questa trasformazione così repentina. Gli ho chiesto sincerità e trasparenza, e mi ha promesso che non mi mentirà più. Nonostante ciò, continuo a provare un forte senso di dubbio e la sensazione che ci sia qualcosa di poco chiaro.
Non so se i miei dubbi siano autosabotaggio o un segnale sano di protezione.
Mi chiedo se dovrei lavorare sulla fiducia oppure ascoltare questo disagio come un campanello d’allarme, considerando ciò che è successo tra noi.

  5 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 18/04/2026 - 17:33

Roma - Tiburtina
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Cara M.,
da ciò che narra mi pare di capire che ci sia un problema di fiducia nella vostra relazione e ciò sembra sia congeuente e aderente ai dati di realtà che ha riportato (tradimenti, tinder, ex compagna).
Inoltre, sembra che il suo compagno abbia un comportamento instabile ed ambiguo che lo induce a modificare di volta in volta la sua posizione e progettualità verso di lei ("cambiamento improvviso e immotivato").

Perciò, da ciò che narra, più che di autosabotaggio io propenderei per una prevalente sensazione di insicurezza indotta dall'instabilità della relazione, peraltro del tutto comprensibile.

Quindi, ciò che può essere utile per voi è a mio avviso una consulenza di coppia ed eventuale terapia di coppia che vi aiuti a fare chiarezza su quanto è accaduto.
Un terapeuta esperto nelle dinamiche di coppia può infatti aiutarvi a chiarire le vostre perplessità e capire se la realzione è solida, se può contemplare dei progetti da portare avanti insieme, in paratica che se è qualcosa su cui si può investire tempo e risorse emotive.

Qualora il suo compagno si mostrasse refrattario riguardo alla terapia di coppia, le consiglio di richiedere una consulenza individuale per lei stessa poichè i dubbi che ha qui esposto sono molto importanti e impegnativi, portarli dentro di sè da sola è faticoso e anche sconsigliabile poichè necessita di una visione esterna alla situazione che la aiuti a comprendere ciò che ha descritto.

Le auguro il meglio!

Dott.ssa Ursula Fortunato Inserita il 16/04/2026 - 18:24

Milano
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Buon pomeriggio M. quello che prova è comprensibile e del tutto naturale. Nel caso che descrive, il suo vissuto si colloca all’interno di una dinamica relazionale in cui la fiducia è stata ripetutamente compromessa. In questi casi, il dubbio non è indicativo di autosabotaggio, ma rappresenta una funzione adattiva di tutela: il suo sistema emotivo sta segnalando una discrepanza tra ciò che viene dichiarato e ciò che è stato esperito nel tempo.
La repentinità del cambiamento del partner, in assenza di un processo esplicito di assunzione di responsabilità e rielaborazione dei comportamenti passati, può risultare difficilmente integrabile sul piano cognitivo ed emotivo. I cambiamenti stabili, infatti, sono generalmente osservabili nella continuità e nella coerenza, più che nell’intensità iniziale.
In questo senso, il focus clinicamente utile non è forzare un atto di fiducia, ma valutare se esistano condizioni relazionali sufficientemente affidabili, per una sua graduale ricostruzione. Il suo senso di allerta, merita indubbiamente attenzione, ascolto e non invalidazione.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a distinguere in modo più chiaro tra attivazioni legate alla storia relazionale e bisogni attuali, sostenendola nel prendere una decisione che sia realmente orientata al suo equilibrio e il suo benessere psicologico. Per approfondimenti e primo colloquio conoscitivo mi trova disponibile online, Le auguro il meglio.
Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 22/04/2026 - 16:43

Roma
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Gentile M. io credo che bisogna ascoltare i segnali che arrivano dalla nostra mente, dalle sensazioni, dalle percezioni, dalle intuizioni. Ciò che è "laterale" ai ragionamenti, alla logica, alle convinzioni ferree, ha la sua importanza e spesso sono quelle piccole percezioni che sono corrette. E' l'inconscio che è "più avanti" e ha compreso molto prima. Non possiamo attribuirgli un carattere di verità assoluta, può essere vero o no, certamente quella sensazione non è da mettere da parte. Capita no? A volte diciamo a noi stessi, ma io lo avevo già capito! E ce lo diciamo troppo tardi. Si dia tempo al tempo. Se lui ha seriamente idea di restare, lo farà. Se ruota da una donna all'altra, se non decide, sarebbe importante per lui orientarsi e capire ciò che desidera veramente. Se ha voglia di andare, messaggiando su Tinder non è difficile incontrare un'altra donna e vedrà che sarà tutto chiaro a breve. Un caro saluto.

Dott.ssa Stella Campoverde Inserita il 07/05/2026 - 09:44

Cara,
la situazione che descrive è certamente molto intensa e frustrante. Avverto che le sta creando molta confusione emotiva. Dopo una relazione durata tanto tempo, costruita su progetti importanti e al tempo stesso segnata da tradimenti, ambivalenze e rotture, è naturale che oggi lei faccia fatica a sentirsi serena e fiduciosa, anche davanti a un riavvicinamento così forte da parte del suo compagno.
I dubbi e la confusione che prova non sembrano necessariamente interpretabili come “autosabotaggio”. Non di rado, quando nel rapporto si sono verificati episodi ripetuti di menzogna, tradimento o incoerenza, la fiducia fatica a ricostruirsi semplicemente attraverso promesse o cambiamenti improvvisi nel comportamento. Il fatto che una parte di lei rimanga in allerta può essere anche una forma di protezione emotiva maturata dopo esperienze che l’hanno ferita profondamente.
Allo stesso tempo, è importante non prendere decisioni solo sulla base della paura o del bisogno di avere subito una certezza assoluta. In questi casi può essere utile, fermarsi e osservare il cambiamento nel tempo, chiedendosi non tanto cosa lui dica o faccia ad oggi, ma quanto i suoi comportamenti riescano a essere coerenti, stabili e trasparenti nel lungo periodo. La fiducia, soprattutto dopo ferite importanti, si ricostruisce gradualmente e attraverso continuità concreta.
Credo possa essere utile spostare temporaneamente il focus dal chiedersi se debba fidarsi o meno di questa persona a come questa confusione e ambivalenza che avverte da qualche tempo la faccia sentire. Riesce a sentirsi rispettata, al sicuro e libera di esprimere i suoi bisogni?Questo rapporto le restituisce serenità oppure la mantiene in uno stato costante di allerta e dubbio?

Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a distinguere ciò che nasce dalla paura di perdere la relazione da ciò che invece rappresenta un limite sano e protettivo per il suo benessere emotivo. Non perché ci sia una risposta “giusta” da darle dall’esterno, ma perché possa ritrovare fiducia nelle sue percezioni e nei suoi bisogni.

Le mando un caro saluto.
Dott.ssa Stella Campoverde

Dott.ssa Maria Silvia Naccari Inserita il 24/04/2026 - 16:51

Salve,
grazie per aver condiviso una situazione così complessa e carica di significato emotivo. Da ciò che racconta emerge quanto questa relazione sia stata importante per lei, ma anche quanto sia stata segnata da esperienze che possono aver minato profondamente la fiducia.
Il dubbio che sta provando in questo momento non appare, di per sé, come “autosabotaggio”. Quando in una relazione si verificano ripetuti tradimenti, ambivalenze e mancanza di trasparenza, è naturale che si attivino dei meccanismi di protezione. In questo senso, il suo disagio può essere letto come un segnale interno che le chiede di andare con cautela e di prendersi il tempo necessario per valutare ciò che sta accadendo.
Allo stesso tempo, è comprensibile anche la difficoltà nel gestire il cambiamento improvviso del suo partner: una trasformazione così rapida può generare confusione, soprattutto se non accompagnata da spiegazioni chiare e coerenti nel tempo. Più che sulle parole o sulle promesse, potrebbe essere utile osservare la continuità dei comportamenti nel tempo: la fiducia, infatti, non si ricostruisce rapidamente, ma attraverso coerenza, responsabilità e trasparenza mantenute nel lungo periodo.
Un aspetto importante su cui può soffermarsi riguarda anche i suoi bisogni: cosa le serve oggi per sentirsi al sicuro in una relazione? Quali limiti sente necessari per proteggere il suo benessere? Darsi il permesso di ascoltare queste domande può aiutarla a orientarsi, senza dover forzare una risposta immediata.
Non è necessariamente una scelta tra “fidarsi” o “diffidare”, ma piuttosto un processo graduale in cui può concedersi tempo per capire se questa relazione, nelle condizioni attuali, è in grado di offrirle stabilità, rispetto e serenità.
Se sente che il carico emotivo è elevato o che fatica a fare chiarezza, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista, per avere uno spazio dedicato in cui esplorare con maggiore profondità ciò che sta vivendo.
Un caro saluto.