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Roma

Autosabotaggio o istinto di conservazione?

Salve,
scrivo per chiedere un consiglio su una situazione che sto vivendo da circa due settimane.
Sono stata per sei anni in una relazione importante: convivevamo, avevamo progetti comuni e anche un cane. Tuttavia, nel tempo ci sono stati molti litigi. Ho scoperto che durante la relazione lui utilizzava Tinder quando era in trasferta e usciva con altre donne. Inoltre, ho scoperto che si era risentito con la sua ex e aveva persino progettato di tornare con lei, facendole credere che tra noi fosse finita, cosa non vera. Successivamente ha interrotto anche quella relazione, dicendo di amarmi.
Dopo anni segnati da tradimenti e conflitti, a gennaio ha deciso di lasciarmi, sostenendo di non riuscire più a sostenere le continue discussioni. Questo è avvenuto poco dopo aver acquistato una casa, anche in prospettiva di costruire una famiglia insieme.
Nei tre mesi successivi ho cercato in tutti i modi di recuperare il rapporto, ma lui è sempre stato fermo nella sua decisione. Poi, improvvisamente, è tornato da me chiedendomi di ricominciare. Ho accettato, ma con molta esitazione, soprattutto per il cambiamento improvviso e apparentemente immotivato.
Da due settimane si comporta come una persona estremamente innamorata e presente. Tuttavia, non riesco a comprendere questa trasformazione così repentina. Gli ho chiesto sincerità e trasparenza, e mi ha promesso che non mi mentirà più. Nonostante ciò, continuo a provare un forte senso di dubbio e la sensazione che ci sia qualcosa di poco chiaro.
Non so se i miei dubbi siano autosabotaggio o un segnale sano di protezione.
Mi chiedo se dovrei lavorare sulla fiducia oppure ascoltare questo disagio come un campanello d’allarme, considerando ciò che è successo tra noi.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Ursula Fortunato Inserita il 16/04/2026 - 18:24

Civitavecchia
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Buon pomeriggio M. quello che prova è comprensibile e del tutto naturale. Nel caso che descrive, il suo vissuto si colloca all’interno di una dinamica relazionale in cui la fiducia è stata ripetutamente compromessa. In questi casi, il dubbio non è indicativo di autosabotaggio, ma rappresenta una funzione adattiva di tutela: il suo sistema emotivo sta segnalando una discrepanza tra ciò che viene dichiarato e ciò che è stato esperito nel tempo.
La repentinità del cambiamento del partner, in assenza di un processo esplicito di assunzione di responsabilità e rielaborazione dei comportamenti passati, può risultare difficilmente integrabile sul piano cognitivo ed emotivo. I cambiamenti stabili, infatti, sono generalmente osservabili nella continuità e nella coerenza, più che nell’intensità iniziale.
In questo senso, il focus clinicamente utile non è forzare un atto di fiducia, ma valutare se esistano condizioni relazionali sufficientemente affidabili, per una sua graduale ricostruzione. Il suo senso di allerta, merita indubbiamente attenzione, ascolto e non invalidazione.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a distinguere in modo più chiaro tra attivazioni legate alla storia relazionale e bisogni attuali, sostenendola nel prendere una decisione che sia realmente orientata al suo equilibrio e il suo benessere psicologico. Per approfondimenti e primo colloquio conoscitivo mi trova disponibile online, Le auguro il meglio.
Dott.ssa Ursula Fortunato