articoli di psicologia del Dott. Cristopher Sacha Manuel Gaziano

risposte dello specialista Cristopher Sacha Manuel Gaziano

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Relazione con un uomo sposato

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Gentile Gaia, quello che emerge dal suo racconto è che non è cambiato soltanto il comportamento di quest'uomo, ma anche il tipo di messaggio che oggi le sta comunicando sulla vostra relazione. All'inizio le parlava di amore, di un futuro possibile, compiva gesti che sembravano indicare una progressiva uscita dal matrimonio e una maggiore vicinanza a lei. Oggi, invece, le dice di vivere il presente, di non pensare al futuro, sottolinea che siete ancora amanti e, concretamente, le dedica meno tempo. Anche il fatto che abbia rimesso la fede al dito sembra aver avuto per lei un forte valore simbolico, perché appare in contrasto con ciò che aveva mostrato in precedenza. Naturalmente nessuno dall'esterno può sapere con certezza cosa sia accaduto. Potrebbe essere che stia vivendo dubbi, paure, sensi di colpa o che il percorso di separazione sia più complesso di quanto immaginasse. Potrebbe anche essere che, una volta entrato nella realtà concreta delle conseguenze delle proprie scelte, stia rivedendo alcune posizioni. Sono tutte ipotesi. La domanda forse più importante, però, non è tanto capire cosa stia succedendo nella sua mente, quanto chiedersi cosa stia succedendo dentro di lei. Lei sta affrontando una separazione, ha un bambino piccolo, ha investito emotivamente in una relazione che sembrava andare verso una direzione precisa e oggi si trova davanti a segnali diversi e contraddittori. È comprensibile sentirsi confusa e cercare spiegazioni. Più che soffermarsi sulle parole, provi a osservare i fatti. Una persona può dire di voler vedere qualcuno, ma se trova sempre meno spazio per quella relazione, quel comportamento comunica qualcosa che merita attenzione. Non necessariamente significa che non provi più sentimenti, ma indica che in questo momento non sta investendo nella relazione nello stesso modo di prima. Credo che lei abbia il diritto di chiedere chiarezza, non per pretendere promesse, ma per comprendere se i vostri desideri e i vostri progetti siano ancora compatibili. Continuare a vivere nell'incertezza, soprattutto in una fase già così delicata della sua vita, rischia di farla rimanere sospesa nell'attesa di capire cosa farà lui, perdendo di vista ciò di cui ha bisogno lei. Provi quindi a chiedersi: al di là dell'amore che prova, questa relazione, così come è oggi, le sta offrendo ciò che desidera e di cui ha bisogno? A volte la risposta a questa domanda aiuta più di qualsiasi tentativo di interpretare i comportamenti dell'altro....

Due destini

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Gentile Ele, leggendo la sua storia ho avuto la sensazione che il punto centrale non sia tanto scegliere tra due uomini, quanto comprendere che cosa rappresenti ciascuno di loro nella sua vita e in una fase molto importante della sua crescita personale. Lei descrive A. come una persona con cui esiste una sintonia rara, quasi spontanea. Parla di comprensione reciproca, di un dialogo continuo, di un sentirsi vista e capita senza dover spiegare troppo. Colpisce il fatto che questa relazione sia nata lentamente, senza programmi, e che abbia accompagnato alcuni cambiamenti profondi del suo modo di stare al mondo. Sembra quasi che A. sia stato testimone e compagno di una parte significativa della sua evoluzione personale. Di E., invece, racconta qualcosa di diverso ma altrettanto importante. Con lui c'è una relazione concreta, vissuta nella quotidianità, nella fisicità, nell'intimità emotiva e corporea. C'è la possibilità di condividere una vita reale fatta non solo di pensieri e affinità, ma anche di presenza, desiderio, abitudini e progetti. Per questo motivo credo che la domanda "chi amo di più?" rischi di essere fuorviante. A volte non siamo divisi tra due persone perché amiamo una più dell'altra, ma perché ognuna intercetta bisogni differenti e parti diverse di noi stessi. C'è un passaggio del suo racconto che mi ha colpito particolarmente. Lei scrive che se uno dei due scegliesse un'altra donna, riuscirebbe a proseguire serenamente con l'altro. Mi chiedo allora se una parte della sua sofferenza non dipenda anche dal fatto che, finché entrambi restano disponibili, lei può evitare una scelta che inevitabilmente comporterebbe una perdita. Ogni scelta amorosa importante contiene una rinuncia. Anche quando scegliamo la persona giusta per noi, stiamo comunque rinunciando a tutte le altre possibilità. È una delle verità più difficili dell'amore adulto. Forse potrebbe essere utile spostare per un momento l'attenzione da loro a sé stessa. Immagini di mettere da parte il timore di ferire qualcuno e provi a chiedersi: con quale di queste due persone riesco a essere più autenticamente me stessa? Con chi riesco a immaginare non soltanto i momenti belli, ma anche la fatica, le fragilità, la quotidianità e i cambiamenti dei prossimi anni? A volte il cuore non risponde alla domanda "chi amo di più?", ma alla domanda "con chi desidero costruire la mia vita quando l'entusiasmo lascia spazio alla realtà?". Credo che la risposta, in qualche modo, sia già dentro di lei. Forse non è ancora pronta ad ascoltarla fino in fondo, ma dalle sue parole emerge una consapevolezza molto maggiore di quanto lei stessa sembri riconoscersi....

Travestirsi da donna

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Gentile T., la prima cosa che mi sento di dirle è che, dalle sue parole, non emerge nulla di patologico o di particolarmente insolito. Emergono invece curiosità, piacere, sorpresa e soprattutto paura di ciò che sta scoprendo di sé. Molte persone pensano che il crossdressing riguardi esclusivamente l'abbigliamento. In realtà, per alcuni rappresenta anche un modo di entrare in contatto con aspetti della propria personalità che nella vita quotidiana trovano poco spazio. Per questo motivo non è strano che, indossando abiti femminili, lei noti cambiamenti spontanei nel modo di muoversi, di gesticolare o di percepirsi. Non necessariamente si tratta di qualcosa che sta "diventando predominante", ma potrebbe essere una parte di sé che si sente finalmente libera di esprimersi. Anche il fatto che questa esperienza sia diventata sempre più importante nel corso degli anni non significa automaticamente che stia cambiando identità di genere o orientamento sessuale. Le esperienze umane sono spesso più complesse delle categorie rigide con cui cerchiamo di descriverle. Per quanto riguarda le fantasie che compaiono quando è enfemme, è importante ricordare che fantasia, desiderio e comportamento reale non coincidono necessariamente. Molte persone sperimentano fantasie che non hanno alcuna intenzione di realizzare e che svolgono piuttosto una funzione psicologica, emotiva o simbolica. Il fatto che in quei momenti lei si immagini in una relazione con un uomo non implica automaticamente che sia omosessuale o che debba mettere in discussione l'intera storia della sua vita affettiva. Mi sembra inoltre significativo che lei descriva una forma di eccitazione prevalentemente mentale. Quando parliamo di eccitazione sessuale tendiamo spesso a pensare esclusivamente alle manifestazioni fisiche, ma esiste anche una dimensione psicologica molto intensa fatta di coinvolgimento emotivo, immaginazione, sensazione di vitalità e piacere interiore. Da ciò che racconta, sembra che la sua esperienza appartenga in buona parte a questa dimensione. Forse la domanda che potrebbe aiutarla maggiormente non è "cosa sto diventando?", ma "cosa mi offre questa esperienza che nella mia vita ordinaria non trovo?". A volte dietro certe scoperte non c'è un cambiamento radicale della propria identità, ma il bisogno di dare spazio a parti di sé rimaste per molto tempo silenziose. Cerchi quindi di osservare questa esperienza con curiosità più che con timore. Comprendere sé stessi è spesso un percorso meno lineare di quanto immaginiamo, ma non per questo deve necessariamente essere motivo di allarme. Un caro saluto....