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Napoli

Travestirsi da donna

buongiorno, sono un uomo di 66 anni sposato felicemente e sono sempre stato etero, premetto che essendo libero professionista ho un piccolo studio dove lavoro da solo. Da qualche tempo, precisamente una decina di anni fa, ho scoperto il piacere che provo quando mi travesto da donna. Tutto cominciò ad un carnevale quando una coppia di amici propose una festa tra amici in cui coppia vestiva i panni dell'altro. Quella sera indossando abiti femminili, scoprii che mi sentivo bene e a mio agio, una sensazione piacevolissima. Per riprovare quelle sensazioni ho iniziato ad acquistare qualche capo che indossavo in ufficio. Sono arrivato ad avere tanti vestiti, scarpe ed accessori da riempire due valige grandi. Ho letto in rete una quantità di articoli sul crossdressing e quindi mi è chiaro che in ognuno di noi maschi c'è una componente femminile, ma può crescere ed essere predominante? Dico questo perchè ci sono un paio di cose che ho notato e che mi hanno sconvolto: 1) quando arrivo in ufficio è diventato impellente dovermi travestire e lavorare enfemme ed ho notato che i miei movimenti, il modo di camminare sui tacchi, il modo di chinarsi o di sedersi e unire le ginocchia mi sembrano molto femminili e sono sicuramente spontanei 2) non ho mai e dico mai pensato o immaginato un rapporto omossessuale, eppure quando sono in abiti femminili con lingerie, calze tacchi trucco etc etc motlo spesso mi assale la voglia di trovarsi coinvolta (uso il femminile) in una relazione con un uomo e questo mi sconvolge e spaventa. Ho letto che travestirsi può portare una forma di eccitazione ed ho sempre pensato che si riferisse all'erezione maschile, e non è il mio caso perchè il mio pene è come se si rimpicciolisse (come quando fa molto freddo) la mia è solo "eccitazione" (si può chiamare così?) mentale e questo mi spaventa. Grazie

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Ursula Fortunato Inserita il 10/04/2026 - 17:35

Milano
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Buon pomeriggio T., quello che descrive è un'esperienza più comune di quanto si pensi e non indica qualcosa di anormale, tuttavia la sua esigenza di capire, il disagio, l'urgenza, ritengo che meritino uno spazio appropriato, riservato e sicuro. Un approfondimento potrebbe essere utile perché questi sono aspetti della sua identità, del suo equilibrio personale che meritano spazi e tempi adeguati. Una consulenza psicologica potrebbe aiutarla a comprendere ciò che sta vivendo e trovare spiegazioni chiare. Se desidera affrontare questi aspetti in modo riservato e professionale mi trova online. Le auguro buona giornata.
Dott.ssa Ursula Fortunato.

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 18/04/2026 - 10:17

Roma
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Gentile T. , è un’esperienza non proprio isolata la sua, ed è sperimentata spesso nell’intimità con l’altro partner e sentita come un gioco. Lo fanno anche i bambini quando vestono i panni del fratello o della sorella per presentarsi al richiamo dei genitori con le vesti dell’altro. In questo caso la situazione è vissuta come puro divertimento e tutto finisce con una grande risata. Perché si fa? In quella circostanza, il bambino vuole sperimentare la reazione e come risponde il genitore se lui avesse un altro sesso o anche cosa si sente se si appartiene all’altro sesso. Praticando il crossdressing, seppure strettamente in privato, si è sentito bene e ha sperimentato una piacevole sensazione di benessere. Una situazione che ora la preoccupa perché non sa in che direzione potrà portarla. Non c’è una risposta buona o efficace che noi qui possiamo darle su cosa la spinga a spogliarsi dei suoi panni, del suo ruolo e a vestire quelli del sesso opposto. Il focus,, seguendo il suo vissuto, qui dovrebbe indirizzarsi in primo luogo su che cosa le piace dell’essere femminile e ciò che ritiene non possa essere di pertinenza del genere maschile. Quando un uomo si traveste da donna e lo vediamo anche in Tv o a Teatro, le caratteristiche femminili sono molto accentuate e si “recita” il modo di fare di una femmina che in realtà vediamo poco. Una femmina-femmina. E’ molto difficile incontrarla sull’autobus. Molti sono attratti dalla capacità di seduzione o anche dal potere che il corpo femminile può esercitare sul maschio e in molti contesti sociali. La donna che seduce e spinge a far fare ciò che desidera. (Mettendo da parte il fatto che poi si ritrova ingabbiata in quella situazione). Sarei molto curiosa di sapere che lavora fa e per chi lavora. Ciò’ che la spaventa veramente è la possibilità che questo “rituale” possa prendere il sopravvento e portarla a uscire fuori da quella stanza e cercare il maschio. Fino a quando funziona come gioco che dà piacere va bene, ma il “rituale” ha le sue esigenze e porta sempre ad aumentare il suo raggio d’azione. Non possiamo darle quindi una risposta sensata e che la possa aiutare: le situazioni e i vissuti sono tanti e variano da persona a persona. Una psicoterapia anche focalizzata su questa tematica, potrebbe esserle di aiuto. Un caro saluto.

Dott. Cristopher Sacha Manuel Gaziano Inserita il 31/05/2026 - 23:08

Gentile T.,

la prima cosa che mi sento di dirle è che, dalle sue parole, non emerge nulla di patologico o di particolarmente insolito. Emergono invece curiosità, piacere, sorpresa e soprattutto paura di ciò che sta scoprendo di sé.

Molte persone pensano che il crossdressing riguardi esclusivamente l'abbigliamento. In realtà, per alcuni rappresenta anche un modo di entrare in contatto con aspetti della propria personalità che nella vita quotidiana trovano poco spazio. Per questo motivo non è strano che, indossando abiti femminili, lei noti cambiamenti spontanei nel modo di muoversi, di gesticolare o di percepirsi. Non necessariamente si tratta di qualcosa che sta "diventando predominante", ma potrebbe essere una parte di sé che si sente finalmente libera di esprimersi.

Anche il fatto che questa esperienza sia diventata sempre più importante nel corso degli anni non significa automaticamente che stia cambiando identità di genere o orientamento sessuale. Le esperienze umane sono spesso più complesse delle categorie rigide con cui cerchiamo di descriverle.

Per quanto riguarda le fantasie che compaiono quando è enfemme, è importante ricordare che fantasia, desiderio e comportamento reale non coincidono necessariamente. Molte persone sperimentano fantasie che non hanno alcuna intenzione di realizzare e che svolgono piuttosto una funzione psicologica, emotiva o simbolica. Il fatto che in quei momenti lei si immagini in una relazione con un uomo non implica automaticamente che sia omosessuale o che debba mettere in discussione l'intera storia della sua vita affettiva.

Mi sembra inoltre significativo che lei descriva una forma di eccitazione prevalentemente mentale. Quando parliamo di eccitazione sessuale tendiamo spesso a pensare esclusivamente alle manifestazioni fisiche, ma esiste anche una dimensione psicologica molto intensa fatta di coinvolgimento emotivo, immaginazione, sensazione di vitalità e piacere interiore. Da ciò che racconta, sembra che la sua esperienza appartenga in buona parte a questa dimensione.

Forse la domanda che potrebbe aiutarla maggiormente non è "cosa sto diventando?", ma "cosa mi offre questa esperienza che nella mia vita ordinaria non trovo?". A volte dietro certe scoperte non c'è un cambiamento radicale della propria identità, ma il bisogno di dare spazio a parti di sé rimaste per molto tempo silenziose.

Cerchi quindi di osservare questa esperienza con curiosità più che con timore. Comprendere sé stessi è spesso un percorso meno lineare di quanto immaginiamo, ma non per questo deve necessariamente essere motivo di allarme.

Un caro saluto.