Ele  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Verona

Due destini

Gentili Dottori,
sono una ragazza di 32 anni, sto per completare un lungo percorso di formazione medica con il conseguimento di una specializzazione clinica, vita molto intensa, talvolta faticosa ma attraversata con entusiasmo.
Ho svolto un percorso con una psicologa che conosce benissimo la mia famiglia e me, le nostre vicissitudini e l’ambiente relazionale perché seguii mio fratello da bambino. Ormai le sono così “affezionata” che mi rendo conto sia il momento di sentire delle second opinion.
Scrivo perché non riesco a venire a capo del garbuglio amoroso che mi accompagna negli ultimi 2 anni, tutto è iniziato nell’immediato post-covid.
Sono sempre stata un’introversa e oggi mi conosco e mi accetto, ma nel 2021 ero una ragazza più timida, mi sentivo duramente arrabbiata e frustata per le ripetute delusioni d’amore, per le mancate relazioni, non avevo nemmeno qualche blanda frequentazione e più ci pensavo, più non capivo cosa sbagliassi per essere così evitata.
Proseguendo con le mie attività di lavoro e volontariato incontro due rispettivi ragazzi. Due persone che hanno in comune una perfetta integrità, riservo loro grande stima, rispetto, affetto, negli anni il dialogo è stato sempre molto aperto e profondo, la condivisione è stata pienamente emotiva. Del resto, quando li ho incontrati ero così arrabbiata disillusa che non avevo nulla da perdere, sono stata me stessa senza maschere.
A metà 2021 incontro A., inizialmente mio referente per un’attività di volontariato che tuttora proseguo. La conoscenza ha un lunghissimo periodo di incubazione: anni. Inizio a sbloccarmi prima di tutto in un nuovo gruppo di persone, a gestire meglio le interazioni sociali e di collaborazione, poi nel 2022 (a caso) gli scrivo e usciamo insieme per delle camminate. All’epoca non avevo alcuna aspettativa, non mi ero posta né domande né obiettivi, eravamo solo 2 anonimi timidi impacciati che avevano iniziato a fare amicizia, ci stavamo un po’ annusando. Sebbene non nutrissi una spiccata attrazione fisica e forse inizialmente, nemmeno lui, il dialogo, i cammini e le occasioni si sono susseguiti. Con A. ho sperimentato una cosa sorprendente e del tutto inattesa: sincronismo di sentire, di opinioni, di eventi e di esperienze educative, nei cambiamenti che attraversiamo, nella liberazione dai retaggi educativi molto rigidi.
Ad oggi con A. di fatto ho una relazione viscerale: il nostro è diventato uno scambio intellettuale ed emotivo così intenso che ci scriviamo tutti i giorni, cose serie, riflessioni ma anche, (bene vengano!) le nostre cavolate, i nostri “inside jokes”. Stiamo vicini anche siamo lontani. Io con A. non ho nemmeno bisogno di parlare, ha già capito, fiuta subito come sto e c’azzecca.
Va detto che A. e io non abbiamo mai avuto una completa fisicità. Lui è ormai innamorato cotto, la desidera con tutto sé stesso ma io dapprima facevo più fatica a sentirmi attratta da lui, poi ho intrapreso un’altra relazione e mi sto impegnando fermamente a non tradire, benché il mio desiderio sessuale nei suoi confronti sia sbocciato… così in ritardo ma potente. Abbiamo avuto dei brutti momenti quando ho detto ad A. che ho una relazione ma ogni volta che ci allontaniamo poi ritorniamo a noi più vicini e infiammabili di prima, a tal punto che ho paura di non riuscire a controllarmi più.
Nel 2022 conosco il collega E., come mi vede decide che gli piaccio, gli interesso, si propone in modo molto insistente: io rimango per mesi piuttosto respingente, poi mi convinco ad uscire con lui per cercare di smollarmi dalla mia rigidità rabbiosa e frustrata, inizialmente non attratta nemmeno da lui. Una cosa tira l’altra ed ecco che lui e io stiamo insieme più o meno dal 2023/2024 ad oggi. Abbiamo cose in comune ma anche caratteristiche e approcci totalmente opposti. Anche con lui il dialogo è profondo ma a volte nonostante il mio verbalizzare il più possibile per farmi capire, mi risponde in modo definitivo, non accoglie le sfumature. Abbiamo la ns sessualità e non abbiamo paura di dirci cosa sentiamo, cosa ci piace, di scherzare, di proseguire con intensi pillow-talk e di dormire poi abbracciati scaldandoci di coccoline.
Sono molto preoccupata e spaventata perché non capisco più niente, chi amo di più? Ho in mano il destino di due persone alle quali voglio un grandissimo bene, al netto di tutto. Sto bene con entrambe! Mi sento lacerata interiore. Se uno dei due scegliesse un’altra ragazza io saprei di continuare la relazione serenamente con l’altro, invece continuo in questo limbo.
Grazie a chi vorrà rispondermi!

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Ursula Fortunato Inserita il 05/05/2026 - 15:33

Milano
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Buon pomeriggio Ele, il fatto che lei ricerchi un secondo parere è comprensibile in un momento in cui percepisce la psicologa attuale in una posizione poco neutra. Parallelamente è importante chiarire che il lavoro psicologico non consiste nel fornire pareri o indicazioni su cosa fare ma è più corretto dire nell'offrire uno spazio di esplorazione che permetta di costruire, in autonomia, una posizione consapevole rispetto ad una scelta.
Se sente il bisogno di uno spazio diverso può intraprendere un percorso dedicato esclusivamente a lei, con un professionista esterno al contesto familiare, in cui approfondire vissuti o modalità di stare nelle relazioni.
Sperando di esserle stata d'aiuto, le auguro buona giornata.
Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott. Layla Antonietti Inserita il 11/05/2026 - 09:13

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Buongiorno Ele, la ringrazio per la sua domanda. La prima cosa che ci tengo a dirle, riprendendo una delle sue ultime frasi, è che (per fortuna!) nessuno di noi ha in mano il destino degli altri. E' giusto e maturo sentirsi in una certa parte responsabili, ma è altrettanto importante ricordare che le emozioni degli altri non dipendono da noi, e ciò che conta è agire in coerenza con se stessi, piuttosto che farsi guidare dal timore di ferire o illudere qualcun altro. Per quanto riguarda la domanda "chi amo di più", forse dentro di lei questa risposta c'è già: è sufficiente fare un po' di chiarezza e distinguere i pensieri dalle emozioni. Se le interessasse valutare un percorso o un primo incontro per capire come poter svolgere questo lavoro, resto a sua disposizione. Un caro saluto,
Dott.ssa Layla Antonietti

Dott. Cristopher Sacha Manuel Gaziano Inserita il 31/05/2026 - 23:04

Gentile Ele,

leggendo la sua storia ho avuto la sensazione che il punto centrale non sia tanto scegliere tra due uomini, quanto comprendere che cosa rappresenti ciascuno di loro nella sua vita e in una fase molto importante della sua crescita personale.

Lei descrive A. come una persona con cui esiste una sintonia rara, quasi spontanea. Parla di comprensione reciproca, di un dialogo continuo, di un sentirsi vista e capita senza dover spiegare troppo. Colpisce il fatto che questa relazione sia nata lentamente, senza programmi, e che abbia accompagnato alcuni cambiamenti profondi del suo modo di stare al mondo. Sembra quasi che A. sia stato testimone e compagno di una parte significativa della sua evoluzione personale.

Di E., invece, racconta qualcosa di diverso ma altrettanto importante. Con lui c'è una relazione concreta, vissuta nella quotidianità, nella fisicità, nell'intimità emotiva e corporea. C'è la possibilità di condividere una vita reale fatta non solo di pensieri e affinità, ma anche di presenza, desiderio, abitudini e progetti.

Per questo motivo credo che la domanda "chi amo di più?" rischi di essere fuorviante. A volte non siamo divisi tra due persone perché amiamo una più dell'altra, ma perché ognuna intercetta bisogni differenti e parti diverse di noi stessi.

C'è un passaggio del suo racconto che mi ha colpito particolarmente. Lei scrive che se uno dei due scegliesse un'altra donna, riuscirebbe a proseguire serenamente con l'altro. Mi chiedo allora se una parte della sua sofferenza non dipenda anche dal fatto che, finché entrambi restano disponibili, lei può evitare una scelta che inevitabilmente comporterebbe una perdita.

Ogni scelta amorosa importante contiene una rinuncia. Anche quando scegliamo la persona giusta per noi, stiamo comunque rinunciando a tutte le altre possibilità. È una delle verità più difficili dell'amore adulto.

Forse potrebbe essere utile spostare per un momento l'attenzione da loro a sé stessa. Immagini di mettere da parte il timore di ferire qualcuno e provi a chiedersi: con quale di queste due persone riesco a essere più autenticamente me stessa? Con chi riesco a immaginare non soltanto i momenti belli, ma anche la fatica, le fragilità, la quotidianità e i cambiamenti dei prossimi anni?

A volte il cuore non risponde alla domanda "chi amo di più?", ma alla domanda "con chi desidero costruire la mia vita quando l'entusiasmo lascia spazio alla realtà?".

Credo che la risposta, in qualche modo, sia già dentro di lei. Forse non è ancora pronta ad ascoltarla fino in fondo, ma dalle sue parole emerge una consapevolezza molto maggiore di quanto lei stessa sembri riconoscersi.