articoli di psicologia della Dott.ssa Roberta Dalla Vecchia

risposte dello specialista Roberta Dalla Vecchia

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Come fidarsi ancora dopo una rottura?

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Buona sera Ilenia, leggendo la sua domanda traspare il suo dolore e soprattutto la sua paura di "rimettersi in gioco" per poi rischiare di risoffrire ancora. L'analisi che ha fatto dei precedenti 7 anni è stata importante e le ha permesso di prendere consapevolezza di quali sono i suoi bisogni. Penso che sia importante che lei si dia del tempo per conoscere questa persona ma soprattutto per capire se questa persona riesce a soddisfarli. La fiducia al 100% non potrà mai averla, sta però a lei capire qual'è il margine di rischio che si sente di accettare....

Relazioni Tossiche

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Buona sera Daniela, leggendo quello che ha scritto traspare la sofferenza che ha vissuto e che sta vivendo tuttora, ma oltre a questa io leggo anche la forza e le risorse che ha saputo trovare in se stessa e mettere in campo. Mi spiace che abbia sperimentato un percorso terapeutico deludente, questo non vuol dire però che non possa trovare un/una collega con cui lavorare in modo proficuo. Gli approcci terapeutici sono diversi, non tutti implicano un percorso lungo e comunque il progetto terapeutico si concorda assieme, paziente e terapeuta....

Il mio fidanzato desidera altre donne

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Katrin buongiorno, alla sua domanda se le persone possono cambiare, in base alla mia esperienza le persone cambiano solo se obbligate o se hanno un vantaggio dal cambiamento. Riguardo poi alla prima domanda che pone, forse dovreste rivolgervi a qualche mio collega che vi aiuti a capire perchè, pur essendo fidanzati da sei anni, che, come scrive, l'amore tra di voi non è messo in dubbio e c'è un progetto di vita importante come appunto la convivenza, il vostro rapporto si caratterizzi per le "infedeltà" del suo ragazzo da un lato e il suo scoprire e controllare dall'altro....

Aiuto non c'è la faccio più

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Buona sera Angela, il suo sconforto è comprensibile. Lei si chiede cosa c'è di diverso adesso da prima. La prima cosa che mi viene da dirle è che è consapevole dei suoi problemi e della loro origine detto questo non deve darsi per vinta. La crisi non è altro che la rottura di vecchi equilibri e la possibilità di costruirne altri di più funzionali. Lei scrive che era riuscita, pur facendosi accompagnare perchè non ha la patente, ad entrare nei negozi da sola e a starci, io penso che questa sia l'occasione magari per darsi dei nuovi obiettivi come per esempio fare la patente ed essere più autonoma. Sul fatto poi che, dopo la scena cui ha assistito di suo fratello che si è comportato in modo aggressivo con sua madre, siano riemerse antiche paure, non la vedrei come un "ecco, ho lavorato sul trauma e non mi è servito a niente", ma come l'occasione per riprendere un percorso terapeutico che le permetta di fare ulteriori passi avanti. Non getti la spugna, è giovane e con tutta una vita davanti....

Come riscattarsi e quale terapia seguire?

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Buona sera Daniele, ha decisamente una storia difficile alle spalle ma al contempo anche delle risorse da non tralasciare. Quando ho letto la sua lettera e la sua domanda, il pensiero che mi è venuto, è che l'ACT (Acceptance and Commitment Therapy) potrebbe aiutarla. E' una forma di psicoterapia di terza generazione all'interno dell'approccio cognitivo-comportamentale. Provi a vedere se a Roma trova un collega che usa questa psicoterapia....

Come superare l'ansia da prestazione?

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Buongiorno Mattia, l'ansia è un'emozione "normale", che ha una sua utilità, non deve considerarla negativa in assoluto. Detto questo, leggendo quello che ha scritto, già si dà una spiegazione sul perchè con l'attuale ragazza ha quest'ansia da prestazione. Come scrive le era già successo con la precedente ragazza agli inizi della vostra storia, poi la cosa si era "normalizzata", non doveva "dimostrare niente". I pensieri di non riuscire sono appunto solo pensieri, come vengono vanno, provi a concentrarsi invece sulle sensazioni di piacere che le vengono dal contatto fisico con l'attuale ragazza, il resto verrà da sè....

Una vita piena di ansia

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Buona sera Maria, ho letto la sua lettera, è vero, ha avuto esperienze negative e dolorose. Alle volte i genitori assumono dei comportamenti iperprotettivi nei confronti dei propri figli, ma così facendo i figli non riescono ad essere autonomi e a fare esperienze anche commettendo degli sbagli. Il messaggio che i suoi inconsapevolmente le hanno trasmesso è che il mondo esterno è pericoloso, è per questo che lei sta provando ansia e le sensazioni fisiche che ha descritto sono delle sensazioni legate appunto a quest'emozione. Per lei capisco non sia facile uscire. Provi magari iniziando ad affrontare le situazioni che le sono più semplici per poi passare a quelle più impegnative. Magari in questo modo può sperimentare che lei è una persona capace e che sì, il mondo può anche essere pericoloso, ma anche no e comunque lo sa affrontare. Da come scrive il riuscire a trovare un lavoro sarebbe importante, forse questo può darle la forza per provare ad uscire un po' di più. Provi a vedere se vicino a lei c'è qualche collega che può aiutarla a compiere questi passi. Altra cosa, il fatto che lei abbia sofferto per diversi anni di autolesionismo ed ora invece no, dimostra che lei ha molte frecce al suo arco. Le faccio i migliori auguri e non dimentichi che il primo passo lei lo ha già fatto scrivendo questa lettera....

Intervento di altre persone durante il percorso.

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Buona sera Mauro, forse sarebbe utile sapere quanti anni ha, comunque, può capitare che nel corso della terapia ci sia la necessità o dei familiari o del terapeuta stesso d'interagire, ma va concordato comunque prima col paziente, vengono stabiliti dei confini entro cui il terapeuta deve stare e comunque concorda col pz stesso cosa dire e cosa non dire. A me è capitato anche di chiedere al pz se volesse essere presente, in questo modo la comunicazione è più trasparente. Spero di esserle stata utile, auguri per il proseguo della sua terapia....