articoli di psicologia della Dott.ssa Alessia Vilei

risposte dello specialista Alessia Vilei

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Un amore finito e un'amicizia sul viale del tramonto?

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Chiara, non scusarti Per aver espresso in maniera franca e garbata ciò che senti. casomai dovremmo sentirci a disagio quando, invece di esprimere noi stessi, comunichiamo in modo poco onesto agli altri le nostre aspettative ed i nostri sentimenti, e poi...ci stiamo male se non veniamo accolti e compresi, soprattutto da chi ci dovrebbe conoscere cosi bene! forse è proprio quello che è successo fra te e il tuo ex: in un periodo di cambiamenti e crescita è difficile riconoscere ciò che vogliamo ed ancor più difficile è comunicarlo ad un'altra persona. la comunicazione affettiva richiede consapevolezza delle proprie emozioni ed obiettivi, e certo, anche maturità come dici tu. è un lavoro incessante su noi stessi, ma necessario se vogliamo continuare un cammino insieme alle persone a cui teniamo. Questo include anche i tuoi amici, che ti sembrano così lontani in questo momento. sei sicura di non aver dato "per scontato" alcune cose? ognuno ha la propria visione di ciò che accade, e questo non si può cambiare. quello che puoi cambiare, invece, ha a che fare con te: comprendere quello che desideri, quello che provi e cosa vuoi fare per ottenerlo. questa è tua responsabilità e da questa deriva la capacità di esprimerti con gli altri: ciò che desideri è giusto per te? è etico per gli altri? è sufficientemente chiaro? sei disposta ad ascoltare le risposte degli altri alle tue richieste? te lo chiedo perché dici "mi lasciava e io me lo andavo a riprendere" come se la relazione fossi solo tu a gestirla, e infatti lui non ha trovato altro modo per uscire se non ferendo definitivamente i tuoi sentimenti e provocando una frattura netta. riflettere su questi punti ti aiuterà a gestire le tue relazioni e a chiarirti le idee in questo periodo della tua vita, così ricco di fermento e di crescita. saluti! :)...

Il mio migliore amico potrebbe fidanzarsi

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Carissima, un mio formatore diceva anni fa che il cuore ha molte stanze: c'è quella dei genitori, quella dei figli, quella degli amici e così via...solo una può accogliere una persona soltanto. La stanza del partner. In questa non possono esserci due persone; se è troppo "affollata" significa che in realtà è vuota. Dove riusciresti a collocare il tuo amico speciale? Se lui occupasse la stanza del partner dentro di te sapresti di non essere disponibile per altre storie. Ma la vostra è l'età in cui si può e si deve sperimentare, si può scegliere, cambiare e sbagliare. Si può fare gran casini e poi cercare di recuperare, e se non si riesce...pazienza. Qualcosa si è imparato comunque. Il problema non è fare la cosa giusta, il problema è sapersi ascoltare e rischiare una scelta. Le scelte sono sfide evolutive, e se accolte con responsabilità ci permettono di crescere e di capire cosa va bene per noi. Saluti!...

Paranoie e problemi di pensieri

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Cara Jade, dalla tua lettera emerge una situazione di profondo disagio che trattare in questa sede sarebbe assolutamente impossibile. Dici di aver cambiato quattro farmaci solo a marzo, ma chi ti ha prescritto questi farmaci? Sei seguita dai servizi territoriali? Dalla Asl? Ti suggerisco vivamente di rivolgerti al più presto ai servizi della tua città: la situazione che cerchi di descrivere necessità di essere presa in carico da uno psichiatra psicoterapeuta che sappia individuare i farmaci giusti e avviare un percorso di psicoterapia che ti aiuterà pian piano a recuperare salute e serenità. Ti faccio tanti auguri....