Attacco di panico notturno?
Salve,
Ho 33 anni e da quasi un anno, ho preso una pausa dal mio sogno (per il quale ho studiato disperatamente per anni), sono venuta a vivere nella città che adoro e lavoro. Qui vive l'uomo per il quale ho una cotta da quando avevo 14 anni. Lui ha 10 anni in più di me, l'ho conosciuto in vacanza, per me è stato un vero colpo di fulmine, una cotta platonica e un'attrazione reciproca. Quando sono ritornata in questa città, dopo due anni da quando ci siamo conosciuti, ho scoperto che aspettava un figlio da un'altra, ma nonostante il mio cuore di adolescente sanguinasse, me ne sono fatta una ragione e, dopo anni e anni, ho finalmente archiviato questa storia in un angolino della mia mente. Due anni fa, si è separato e mi ha ricontattato, nonostante continuassi a vivere a 1000 km di distanza da lui. All'inizio ero restia a dargli confidenza, ma questo per lui è stato percepito come una sfida e ha voluto contattarmi a tutti i costi e per un anno e mezzo mi ha scritto tutti i giorni, dicendo di aver sempre avuto un debole per me, che tra me e lui c'è sempre stato qualcuno, che esercitavo su di lui un potere impressionante. Quasi un anno fa mi sono trasferita nella sua città, carica di aspettative: finalmente, ci saremmo frequentati e vissuti. Siamo molto diversi, ma lui diceva che dovevo lasciarmi andare e che ciò non importava. Peccato che, arrivata in città, lui abbia iniziato a negarsi, ho scoperto che ha una specie di fidanzata e, alla fine, lui ha scelto lei. Non c'è stato un rapporto fisico tra noi, perché io non ho mai avuto una relazione nella convinzione di dover aspettare il grande amore (dovevo prima conoscerlo, sebbene fossi attratta da lui, ma lui non ha voluto darci la possibilità di frequentarci). Una volta, però, si è creata una particolare sintonia, lui sembrava presissimo da me, per poi dirmi dopo due giorni, dal nulla, che non voleva più né vedermi né sentirmi. Io ho inziato a chiamarlo e a scrivergli con insistenza e lui ha iniziato a bloccarmi e sbloccarmi a suo piacimento. A un certo punto, ha detto che mi evita di proposito, perché siamo troppo diversi, ma che se mi vede non resiste. E io ho continuato a cercarlo, nell'intento di dimostrargli che volevo essere amata e non protetta. L'altra settimana mi ha bloccato, nonostante due giorni prima lo avessi sentito normalmente e avessimo scherzato come ai vecchi tempi. Mi ha bloccato proprio quando avremmo dovuto vederci, al termine della quarantena. Non posso più contattarlo perché minaccia ritorsioni legali e queste rovinerebbero la mia vita e non posso avere un confronto con lui perché si nega. Credo che lui abbia deciso di bloccarmi proprio quando dovevamo vederci, perché ha paura di vedermi. Ha detto ai miei parenti che sono furba, che voglio far leva sulla sua debolezza (la sua attrazione per me) e per questo voglio vederlo. In ogni caso, dopo quasi un anno di tale situazione, questa notte, all'una e trenta mi sono svegliata all'improvviso con lingua impastata, bocca secca, sete assurda(è passata un'ora e la situazione persiste nonostante stia continuando a bere), tachicardia, voglia di scappare via da questa casa, sensazione di oppressione, nausea (in particolare per dei cioccolatini che ho visto in una challenge di cibo su YouTube prima di addormentarmi) e nausea per qualsiasi cosa, anche per il cellulare.
Credo sia un attacco di panico notturno. Cosa fare?