Marta  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 14/11/2018

Relazione malata

Salve, ho una relazione con un uomo da qualche mese. Entrambi abbiamo 30 anni. Lui non ha mai avuto una partner a causa di turbe personali (paura di essere incapace di soddisfare sessualmente una donna), solo rapporti con prostitute. Mi ha fatto credere di non essere abbastanza attraente per lui e per questo di non volere rapporti. Successivamente ha ammesso i suoi limiti. Minaccia spesso di uccidersi nel caso io voglia chiudere la relazione. In generale é depresso e pensa spesso al suicidio... Inoltre è egoista, non sa riconoscere i sentimenti, infatti nei primi mesi credeva di non amarmi, ma voleva beneficiare solo del mio amore/cura/dedizione. Con lui mi sento brutta, non amata ma sfruttata e vivo in uno stato di perenne terrore. Ora lui si sta impegnando perché come dice prova "sentimento", quindi cerca di far fronte ai suoi limiti, soprattutto per paura di perdermi. Ma io non credo al suo cambiamento.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Chiara Rottoli Inserita il 14/11/2018 - 17:43

Monza
|

Cara Maria, in ciò che ha descritto racconta molto di come è fatto il suo compagno. Potrebbe esserle d'aiuto soffermarsi maggiormente su se stessa, dal momento che non sembra mettere per ora in discussione la sua relazione. Le è già capitato di sentirsi in questo modo nelle sue relazioni? Il suo non fidarsi è specifico di questa situazione o anche di altre? Solo ora che lui appare più disponibile lei riesce a dire di non fidarsi, cosa è cambiato?
Il mio consiglio è di confrontarsi con uno specialista per alleviare tali sensazioni e chiarire ciò che desidera.
A disposizione.

Un saluto

Dott.ssa Chiara Rottoli

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 14/11/2018 - 16:38

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
|

Buonasera Maria,
Come mai continua la relazione nonostante la definisca "malata"? È la prima volta che sperimenta sensazioni di "terrore" nel corso di una relazione affettiva?
Indubbiamente l'uomo con cui si sta relazionando ha delle difficoltà psicologiche, stando a ciò che ha narrato lei, ma la cosa più utile per lei ora è chiedersi che funzione svolge questa relazione nella sua vita e come mai non riesca a chiuderla nonostante sia consapevole delle difficoltà.
Quindi, credo sia opportuno per lei richiedere un supporto psicologico specialistico che la aiuti a fare chiarezza sulle motivazioni che la legano a lui.
Resto a sua disposizione per eventuali altri chiarimenti e/o indicazioni su come muoversi a riguardo
Un caro saluto
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Alessandra Melli Inserita il 14/11/2018 - 23:35

Mestrino
|

Gentile Maria,
La situazione psicologica del suo compagno sembra essere molto delicata ma da quanto lei scrive, non si evince se il suo compagno sia giunto o meno ad un'attenzione clinica, per il suo quadro depressivo complicato dall'ideazione autolesiva che, a parer mio, meriterebbe un adeguato approfondimento.
Tuttavia se non vi è richiesta di aiuto da parte dell'interessato, inoltrata a professionisti della salute , credo che lei non possa ne debba permettere a se stessa ed al proprio concetto di "amore come cura e dedizione", di portare un carico cosi drammatico sulle proprie spalle.
Ma un adeguato approfondimento sarebbe forse opportuno destinarlo anche alle ragioni profonde che la tengono "in trappola " all'interno di una relazione in cui "si sente brutta, non amata ma sfruttata in uno stato di perenne terrore".
Credo che potrebbe beneficiare di un percorso terapeutico, scegliendo un professionista di sua fiducia nella sua zona di residenza, affinchè il primo passo verso un costruttivo cambiamento parta innanzitutto da se stessa, poichè sono spesso proprio i nostri schemi di funzionamento a tenerci inconsapevolmente in trappola .

Cordialmente

dott.ssa Alessandra Melli