Kristen domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 14/05/2017

Non sento più i miei sentimenti

Buongiorno, sono una ragazza di 26 anni, non so da cosa esattamente sia scaturita questa mia mancanza di sentimenti.Quando parlo di mancanza mi riferisco appunto a non avvertire nulla, sono un ghiacciolo. Abito all' estero e la mia famiglia è in Italia e strano dirlo ma non avverto la loro mancanza.Quasi non li chiamo mai se non per messaggi.E quando li chiamo quasi mi disturba.E non ho neanche voglia di raggiungerli.Non mi fa piacere essere cosi.Sono sempre stata un pö fredda con i sentimenti, ma da quando mio padre si è ammalato di tumore e ci ha lasciato solo dopo 10 mesi di sofferenza , è come se il mio cervello/ cuore abbiano adottato un sistema di protezione per non soffrire. Quasi come ciò che accade fuori non mi colpisce. Sono dovuta essere sempre indipendente , anche per questioni economiche della mia famiglia, sono stata sempre io ad aiutare loro e forse non sempre viceversa.Non ho mai potuto frequentare corsi a cui ero interessata, come la danza, ho sempre solo lavorato per aiutare. Ed anche tutt' oggi li aiuto. E penso che tutto ció mi ha reso un "ghiacciolo" ,decisamente fredda anche in tutte le relazioni che tendo a costruire.L ' abbraccio dovrebbe essere naturale bello da ricevere, invece a me porta imbarazzo e non reagisco.Avendo anche poca autostima , non riesco a costruire ciò che forse dovrei,rendendomi anche insicura. Come potrei "sbloccare " questo mio modo di essere ?! Grazie per la sua cortese attenzione.
Clara

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Raffaele Guarino Inserita il 14/05/2017 - 13:10

Salve Clara,
Come spesso accade, nei detti antichi, si nasconde tanta di quella psicologia clinica e dinamica da fare impallidire lo stesso Freud!
"Chi si scotta con l'acqua calda, poi ha paura anche di quella fredda!"
Il corpo e la mente umana sono macchine meravigliose dall'adattabilità pressoché infinita. Lei per tutta la sua vita è stata posta di fronte a situazioni che esigevano la sua totale autonomia. Questo se da un lato l'ha resa indipendente, dall'altro ha preteso il dazio di chiudere i ponti con l'esterno. Non so se ha mai visto la cittadella di Medina (la città del silenzio): bella e accogliente all'interno, perfettamente autonoma, inespugnabile dall'esterno! Il punto è: a cosa servono le fortificazioni se non a difendere ciò che c'è dentro? Allo stato attuale, finché il suo animo percepisce l'esterno come minaccioso, spaventante, malfido, ecc il suo baluardo resisterà e sarà necessario. Senza considerare che il più delle volte, il pensiero nascosto che c'è dietro l'eccessiva autonomia, è un'intima paura di non meritare il prossimo, di qui la necessità di autocrazia e la riduzione della spinta affettiva.
Però, se c'è una cosa che deve rassicurarla è che, il fatto stesso di chiedere, anche se attraverso un canale così impersonale, è prova lampante che di base questa linea d'azione non sia così in sintonia col suo essere reale.
Non abbia paura di affrontare un percorso magari con l'aiuto di un professionista.
Resto a sua disposizione per qualsiasi cosa e ulteriori chiarimenti.
Per ora la saluto e le auguro buona domenica.
Dott. Raffaele Guarino