Raffaele Guarino

Dott. Raffaele  Guarino  Psicologo albo #7292 - Toscana

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   Descrizione

(...) “vedi, i brutti pensieri sono come le zanzare nelle notti d’estate. Magari non ti pinzano ma ti ronzano nelle orecchie e non ti fanno dormire!” (M.)

In Italia andare da uno psicologo vuol dire ancora essere etichettato come malato di mente? peche' spesso si preferisce assumere farmaci piuttosto che rivolgersi ad uno psicoterapeuta?

Attualmente nell'immaginario collettivo è ancora molto diffusa l'idea del ricorso allo psicologo come “ultima spiaggia”: spesso solo quando si avverte di aver esaurito tutti i tentativi di soluzione del problema e prevale la confusione mista all'incertezza, si affaccia nella nostra mente il pensiero di ricorrere all'aiuto di uno psicoterapeuta.

L'inizio di una psicoterapia, a volte viene erroneamente vissuto come la certificazione del passaggio da una condizione normale ad una condizione patologica, che necessita di una “cura”.

Questa convinzione fa riferimento ad un atteggiamento che tende ad assimilare la professionalità dello psicoterapeuta a quella del medico, circoscrivendo il suo ambito di competenza esclusivamente alla patologia.

Ad esempio, una persona che sta affrontando una separazione/divorzio, non necessariamente presenta disturbi psicopatologici, ma ciò non esclude che egli possa ugualmente aver bisogno di uno specialista che l'accompagni durante una fase significativa della sua storia personale, offrendogli l'opportunità di vivere “un'esperienza emozionale correttiva” (Alexander, 1946).

Vivere un'esperienza emozionale correttiva, significa avere uno spazio “protetto” (rapporto con il terapeuta), nel quale poter sperimentare modalità relazionali efficaci, che poi potranno essere utilizzate nell'affrontare le difficoltà che ciascuno di noi vive all'interno delle relazioni significative che accompagnano la propria storia.

Rivolgersi ad uno psicoterapeuta significa essere accompagnati in un viaggio di esplorazione nel nostro mondo interiore, incontrare la propria sofferenza che finalmente troverà uno spazio e un luogo in cui essere ascoltata, accettata, compresa e che,“illuminerà” quelle parti di noi di cui non siamo pienamente consapevoli e, grazie alle quali, è possibile trovare nuove chiavi di lettura della propria storia.

Chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta non vuol dire ammettere la sconfitta definitiva, delegando all'altro il compito di risolvere il problema, ma al contrario, avere l'umiltà di mettersi in discussione, assumendosi la responsabilità di orientare consapevolmente il proprio processo di crescita personale.

Significa darsi l'opportunità di incontrare i propri limiti, riconoscerli e individuare le risorse necessarie ad affrontare in modo proattivo le situazioni che creano difficoltà e rendono faticosa l'espressione delle potenzialità individuali.

Ho imparato che cambiare è difficile. Alle volte impossibile. La vita ha impiegato anni a darci forma così come siamo e non vedo come sia possibile essere “altro” in giorni o settimane: natura non saltus facit come sosteneva Linneo!

Indirizzo studio Raffaele
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Il quesito più importante per la vita mentale sana o malata non è "da dove?" ma "verso dove?". (Adler)