Marco domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 11/01/2018

Ragazzo 19 anni asociale e introverso

Salve,
da qualche anno viviamo una situazione critica con ns. figlio 19 enne oggi, il quale dopo 2 bocciature si è ritirato da scuola e da una vita sociale.
Attualmente svolge turni con lavoro iterinale ma il resto del suo tempo lo trascorre in camera guardando film o davanti al PC.
Non ha più amici nè frequenta ragazze.
Era un bel ragazzo , sano, alto 1,78 mt. con fisico atletico.Oggi ha i capelli lunghi fino alle spalle, è dimagrito, non pratica più nessun sport ed è diventato vegetariano.
E' timidissimo e pensa che tutta la gente lo guardi.
Diventa problematica anche una semplice uscita insieme.
Ha un solo amico il quale lo chiama occasionalmente per una pizza.
E' molto chiuso ed introverso. Non ride più e parla pochissimo se non per filosofare sulle vita.
Pessimista, negativo, vede tutto nero e dà tutto per scontato o banale.
E' spesso arrabbiato e polemico con il mondo e con la gente.In passato abbiamo tentato con 2 psicoterapeute ma dopo qualche seduta e la sua riluttanza abbiamo sospeso. Lui ritiene che sia tempo e soldi buttati con "le solite domande stupide".Siamo molto preoccupati anche perchè si è minato il rapporto in famiglia con discussioni continue e soprattutto ...silenzi.
Non ringrazia mai nonostante le normali attenzioni di un genitore.Abbiamo inoltre la sensazione di disturbarlo ogni momento.
Aiuto!!!
Grazie
Marco-Bologna

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Francesca Di Niccola Inserita il 12/01/2018 - 15:34

Salve Marco,
comprendo la sua preoccupazione per la difficile e delicata situazione che state vivendo in casa, con vostro figlio. Sicuramente dalle poche righe che leggo non è possibile evincere tutta la complessità e soprattutto i dettagli rispetto a ciò che è accaduto in casa negli scorsi anni, a scuola e con il gruppo dei pari del ragazzo. Essendo maggiorenne, come immagina, non è possibile "portarlo in terapia", ma essendo voi genitori i primi ad avvertire un bisogno oltre che una problematica (e con una certa "emergenza"), sarebbe opportuno una consulenza la quale, non si esclude che possa poi sfociare indirettamente e poi direttamente in un incontro famigliare, in modo tale che il ragazzo conosca ed abbia fiducia del terapeuta. Infine, lui potrebbe anche voler intraprendere un percorso personale.
Cari saluti
Dott.ssa Francesca Di Niccola

Dott.ssa Lucia Ariano Inserita il 12/01/2018 - 10:12

Buongiorno
Concordo sul fatto che vostro figlio sia in una fase di ricerca e il cambiamento può essere una conseguenza di questa fase di sviluppo anche sociale.
Ma vorrei porvi qualche domanda ‘stupida’  : cosa è accaduto a vostro figlio tra la prima e la seconda bocciatura? Cosa ha pensato e vissuto?
Il cambiamento, anche fisico, può rappresentare una ricerca ma vostro figlio sta reagendo con rabbia e chiusura: ma questa rabbia verso chi la prova davvero?
Inoltre vi chiedo: la sensazione di disturbarlo ogni momento come vi fa comportare con lui? State vivendo in punta di piedi o 'osate' disturbarlo?
Probabilmente vostro figlio non è pronto per rispondere a queste domande e neppure alle sue ma ritengo possa essere utile se andaste voi da un terapeuta per una consulenza diretta più approfondita.
Consiglio un terapeuta familiare in modo da poter, seppure indirettamente, lavorare su vostro figlio col vostro supporto.

Dott. Mario D'andreta Inserita il 11/01/2018 - 22:21

Buonasera,
premetto che la situazione di vostro figlio è abbastanza diffusa nei ragazzi della sua età oggigiorno, ma un pò a macchia di leopardo, per cui appaiono come tante mosche bianche entrogli schemi pseudo-normali dei loro contesti sociali, per inquadrare la situazione entro una cornice che è si psicologica, ma anche fortemente sociale. L'età è quella delle domande sui massimi sistemi, sulla ricerca di una propria identità ed un proprio posto specifico nel mondo, sullo sfondo di una realtà sociale, politica, economica e culturale che lascia i giovani senza l'idea di un tempo futuro percorribile in positivo.
Detto questo, bisognerebbe inquadrare meglio la situazione specifica di vostro figlio, il contesto preciso in cui si colloca a livello relazionale, a partire dalla sua storia familiare, a quella scolastica e del contesto amicale. E spesso in questi casi può essere utile un lavoro con i genitori o con chi in qualche modo di faccia portatore di una domanda di intervento per il cambiamento, rispetto a quella che forse vostro figlio in questo momento non sente come un problema da psicologo. Questo per capire come voi genitori, o altri - seppur pochi - attori della rete social di vostro figlio, possano aprire un dialogo con lui, alla ricerca di un ascolto e comprensione profondi delle sue esigenze attuali, per quanto assurde possano apparire in prima battuta. Non credo quindi che la risposta a questa vostra richiesta possa essere incasellabile nella forma di una "psicoterapia con vostro figlio", visti anche i precedenti scarsi risultati, quanto nella ricerca dello sviluppo delle competenze - entro la sua rete sociale familiare e amicale - per aiutare vostro figlio a trovare una propria specifica strada di sviluppo personale. Ma sarebbe necessario fare degli approfondimenti ulteriori sulla situazione e sulle dinamiche relazionali e sociali del suo contesto di vita.
A disposizione per eventuali ulteriori approfondimenti.
Mario D'Andreta