Lorenzo domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 15/07/2016

Roma

Come liberarsi da un pensiero persistente ed invalidante?

Buonasera, sono un ragazzo di 20 anni e da quasi un anno penso di soffrire di un disturbo ossessivo, o meglio, penso di aver finalmente definito quello che è un malessere che mi porto dietro sin da bambino. Premetto di essere un soggetto particolarmente emotivo ed ansioso, ma contemporaneamente parecchio riflessivo: insomma, non lascio mai nulla al caso, ma cerco sempre di scandagliare ciò che mi capita intorno con parecchia meticolosità, ragionando tanto di petto, quanto di testa. In momenti diversi della mia vita mi è capitato di avere pensieri ricorrenti, apparentemente immotivati, talmente invalidanti che non mi concedevano di rimanere concentrato in altre occupazioni, fortunatamente soprattutto durante periodi di riposo dalla scuola, quando avevo modo di tenere la testa libera da ogni genere di preoccupazione. Sono pensieri e considerazioni del tutto particolari: durante gli ultimi anni delle elementari ci fu un periodo in cui non facevo altro che pensare alle sopracciglia delle ragazze, perché le trovavo insensate ed inadatte al volto di natura glabro delle donne, tanto da provare fastidio nel disegnarle quando volevo o dovevo farlo; durante l'estate di un anno delle scuole medie, invece, avevo un chiodo fisso nella mente, la paura di potermi innamorare di mia sorella, nonostante non provassi - e continui a provare - nemmeno alcuna attrazione per le donne (sono dichiaratamente omosessuale e stabilmente fidanzato con un ragazzo d'oro, l'unico col quale mi confido su questi argomenti). Le immagini che mi costruivo nella mente, di quelle scene obbrobriose che mi facevano rabbrividire, col tempo sono passate, non ricordo esattamente come, ma ricordo che ne parlai con mia madre, che mi confortò parecchio. Ma ora arriva ciò che da molti mesi mi impedisce di vivere rilassato (sottolineo, inoltre, di non aver mai subito violenze in casa, ho avuto un'infanzia serena, ricca di soddisfazioni come ora: tutto potrebbe dirsi di me, tranne che possa soffrire di queste paturnie): ho come il timore di avere due nature dentro di me, una malefica e un’altra buona - non so quale delle due naturale e quale costruita dalla mia mente contorta -, la prima delle quale vuole che diventi un pedofilo. Mi spiego meglio: nelle mie fantasie erotiche non ci sono mai stati, da quando ho scoperto il mondo della sessualità qualche anno fa, e non ci sono tuttora, i bambini, ma sempre uomini ben formati e dall’immagine più lontana del fanciullo imberbe. Il fatto che la persona con cui potrei condividere un’esperienza sessuale non possa capire cosa stia succedendo perché troppo piccola mi spaventa, almeno tanto quanto mi pone in ansia la possibilità di poter macchiare la purezza di un bambino. O almeno spaventa quel lato di me che mi ha sempre contraddistinto. Però, all’improvviso, dentro di me quella voce della coscienza malvagia ha urlato in me: “E se invece dietro questo pensiero che hai, di repulsione naturale contro ogni forma di violenza sessuale nei confronti dei bambini, si celasse un mostro, che vuole far di tutto per nascondere la sua vera inclinazione?”. Non so perché questa riflessione si sia sprigionata in me, perché ripeto, non provo attrazione sessuale per i bambini, ma ciò mi comporta un malessere profondo e persistente. Si presenta sotto forma di un pensiero fisso che torna ciclicamente, mi causa agitazione, tristezza improvvisa nei momenti di svago, ma soprattutto un forte senso di colpa nei confronti del mio fratellino di 7 anni, la luce dei miei occhi, con il quale non riesco a mantenere lo stesso rapporto che avevo prima che venissi vessato da questo problema: sovente penso al fatto che possa subire violenze da parte mia e ciò mi provoca un senso di disgusto, nausea e senso di colpa ancora più forte. Su Internet ho letto che non sembra essere un caso isolato il mio, che si tratta di una forma anche piuttosto comune di DOC (ho letto che esiste anche una forma di DOC per l’omosessualità, allora ho pensato “ma allora non è che quella voce cattiva ha fatto in modo che fossi gay, ma nel profondo etero?”, ma queste sono solo supposizioni vane e causate dall’agitazione di cui sopra: insomma, so cosa mi piace, in fin dei conti), ma non ho un’indipendenza economica tale da poter andare da uno specialista, sono studente universitario. Ho trovato questo sito e spero di poter trovare un conforto da un esperto, confidando in buone notizie. Perché questo pensiero persistente mi invade e come poterlo eliminare, una volta appurato del tutto? Quando dico che torna ciclicamente intendo che in un momento di pura lucidità penso che quanto mi stia accadendo sia una follia, ma poi quella voce bastarda torna e ricomincia il teatrino. Grazie per l’attenzione e perdonate il fiume in piena.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Lucia Catiuscia Balloi Inserita il 15/07/2016 - 21:18

Buongiorno,
Molto probabilmente si tratta di un disturbo ossessivo compulsivo , non si può trattare tramite una mail vanno fatte più sedute.
Sono discorsi delicati. L' unica cosa che posso dirle in questa sede è che più cerca di non pensarci più il pensiero diventa forte.
Per ora la saluto