Giacomo domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 29/04/2016

Dolore di solitudine dopo rapporto lungo finito

ciao, ho 26 anni, il mio problema è che da quando è finita la mia relazione durata 4 anni non riesco più ad essere sereno. Sto sempre triste e confuso in altre parole forse non riesco più a stare solo. Non so come affrontare questa cosa sono 5 mesi ormai che va avanti questa cosa. Spesso piango per sfogarmi non riesco a dire come mi sento nessuno può capirmi. Spero che qualcuno qua possa aiutarmi, darmi qualche consiglio perchè ne ho davvero bisogno. grazie

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Antonino Savasta Inserita il 03/05/2016 - 23:54

Gentile Giacomo, dopo una lunga relazione è necessario attraversare un periodo di 'metabolizzazione', in modo da adeguarci alla condizione nuova, da coppia ad esser single. 5 mesi, per quanto possano sembrare infiniti sono del tutto parte di questo processo di recupero di te stesso. Se ritieni necessario il sostegno di una persona esperta, non esitare a contattarmi, sarò felice di aiutarti.
Cordialmente, Dottor Antonino Savasta Pistoia.

Dott. Raffaele Guarino Inserita il 30/04/2016 - 10:43

Salve giacomo,
inizierei col dirle che umanamente sono dispiaciuto per quanto le è accaduto. sminuire il dolore che sente adducendolo a cause logiche non rientra nel mio modo di operare.
detto ciò, la fine delle relazioni, soprattutto se lunghe e/o oggetto di grande investimento emotivo, è a tutti gli effetti un processo di lutto.
il senso di vuoto, quello spazio lasciato vacante nella propria anima prima riempito da qualcunaltro, è qualcosa che difficilmente può essere compreso nelle teorie. certo, potrei invitarla a leggere qualcosa sull'elaborazione del lutto della ross ma non so quanto la faccia stare meglio sapere che il dolore che prova è una cosa comune e che ha un processo preciso che col tempo lo renderà più accettabile, fino a svanire del tutto.
in questi casi, come fa puntualmente notare lei, "sembra" che nessuno possa capire o essere contenitore sufficiente al nostro sfogo. in effetti, sebbene la sua sia un'esperienza nella quale tutti, prima o poi, nella vita ci si imbatta, è anche vero che di giacomo ce n'è uno solo e pertanto i suoi sentimenti, il suo dolore, le sue capacità... la sua persona, sono qualcosa di unico. da questo punto di vista non troverà mai nessuno con la sua stessa esperienza. e ognuno, a sua volta, potrebbe dire lo stesso.
elaborare un lutto è un percorso lungo e spesso naturale che porta all'accettazione della perdita.
dalla sua stringata ma efficace comunicazione purtroppo non sono riuscito ad evincere elementi temporali se non la durata della storia.
non esistono consigli universali. anzi, diffidi da chi gliene da.
anche (e soprattutto) noi terapeuti non abbiamo la formula magica che possa consentirle di stare meglio. le dirò di più, per certi versi quella è già nella sua tasca, solo che in momenti del genere è assai difficile trovarla.
accettare di farsi carico del proprio benessere, decidendo di intraprendere un percorso, non è un atto di debolezza, bensì di grande maturità e forza. non deve vedere il "farsi aiutare" come l'ultima spiaggia o la conclamazione della sua sconfitta. nella sua zona sicuramente troverà validi colleghi.
spero questa risposta le sia stata utile.
cordiali saluti,
Dott. Raffaele Guarino