C.  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Roma

Dolore cronico e psicoterapia

Buonasera, sono un ragazzo di 26 anni, da poco ho avuto una diagnosi di sospetta neuropatia del pudendo, una malattia cronica rara (Non so nemmeno se la conoscete). Ho una diagnosi, ho una possibile cura, ma non sto bene. Ho paura del futuro, del cronicizzarsi, del fatto che potrebbe non passare. Ho passato l'ultimo mese a leggere su un gruppo facebook i commenti delle persone che soffrono della malattia, ovviamente invalidando i commenti delle persone che sono guarite e selezionando solo i casi di sofferenza grave. Ho una forte ansia, non riesco a fare niente o quasi, sto cercando di riprendere a studiare (giustamente piove sul bagnato, sono fuoricorso). Sto già seguendo una terapia, ma mi sembra di non essere ascoltato. Io voglio ricominciare a vivere nonostante la malattia, ho bisogno di capire però da voi se è possibile convivere con un dolore cronico e se la psicoterapia mi può aiutare in questo, un parere onesto e sincero però. Mi sento come un bambino che deve essere preso per mano ed accompagnato in questo percorso, perchè io ad oggi, sento di non avere nemmeno uno strumento per poter farcela. Ho da sempre una soglia del dolore bassissima, per cui attivo immediatamente un ciclo nel quale dal dolore passo alla paura e viceversa. Però il dolore è reale, è costante, non mi fa pensare e non mi fa concentrare.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valeria Passavanti Inserita il 13/05/2023 - 12:51

Gentile C.
mi dispiace molto per la tua condizione, immagino la tua preoccupazione di dover convivere con un dolore costante che cattura tutta la tua attenzione e che non ti fa vivere tranquillamente la tua quotidianità. La mia risposta alla tua domanda è sì, la psicoterapia può aiutarti a convivere con il dolore, dandoti degli strumenti anche concreti da poter utilizzare in quei momenti in cui il dolore è più forte e i farmaci non funzionano. Se tuttavia non ti senti accolto e ascoltato adeguatamente dal tuo terapeuta, credo dovresti esplicitarglielo in modo tale che possiate insieme comprendere quale sia il blocco relazionale tra di voi che fa sì che tu abbia queste sensazioni. Se dopo avergliene parlato non dovesse cambiare nulla potresti anche prendere in considerazione l'idea di cambiare psicologo, a volte può capitare che per caratteristiche personologiche paziente e terapeuta non si trovino bene insieme e quando questo accade bisogna accettarlo e andare avanti, non ha senso perseverare in qualcosa che non senti ti è utile.
Spero di esserti stata d'aiuto e rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordialmente,
Dott.ssa Valeria Passavanti