giosy  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 15/07/2019

Messina

Sempre triste, infelice e insoddisfatta

Buongiorno, scrivo perchè mi sono accorta che è sempre più difficile andare avanti facendo finta che per me vada tutto bene. Mi ritrovo a gestire una vita in cui provo momenti di felicità, pochi, intervallati a momenti di infelicità e insoddisfazione cronica.
Questa insoddisfazione non so bene da quale delle molteplici cause scaturisce, ma c'è ed è sempre maggiore.
Sono sempre stata una ragazza ''fortunata'' dal punto di vista economico e familiare, i miei mi vogliono bene e non mi hanno mai fatto mancare nulla eppure sono infelice.
Da sempre che io ricordi ho cercato di primeggiare ed invidiare chi riusciva meglio di me in qualsiasi campo, questa cosa avviene pure ora all'università dove vedo colleghi che, senza sforzarsi più di tanto, riescono a laurearsi e darsi esami in un niente e io invece che presto sarò al primo anno fuoricorso cerco di sforzami che tutto vada bene. Ripeto che i miei genitori non mi fanno affatto pesare questa situazione, anzi mi incoraggiano ad non abbattermi e fregarmene degli altri, ma non ci riesco e mi sento in perenne debito con loro. Mia mamma dice che non dovrei essere infelice, poichè c'è chi sta peggio di me....è vero ma ciò non aiuta per niente. In particolare vedo mio padre che avrebbe voluto che facessi un università diversa, invece di quella che sto frequentando e che non mi piace. Anche se lui non me lo dice mai so che avrebbe voluto una figlia laureata in medicina come lui e ciò mi rende sempre infelice. Vedo gli altri che riescono sempre e io no e ciò mi causa una perenne insoddisfazione che non riesco a togliermi dalla testa. Vivo sempre in questo circolo vizioso dove è impossibile che io sia infelice, poiché ho tutto, ma lo sono e mi sento in colpa per questa mia infelicitià.
come posso uscirne?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Chiara Rottoli Inserita il 15/07/2019 - 16:31

Cara Giusy, sembra che stia basando la sua felicità esclusivamente su fattori materiali non accettando che un certo grado di tristezza è parte di noi e non scaturisce necessariamente dai dati di realtà. Dalla sua descrizione emerge una insoddisfazione rispetto a sé stessa e all'idea che gli altri dovrebbero avere di lei, tematica che la invito ad approfondire in un percorso terapeutico che sicuramente sarà in grado di mettere meglio a fuoco questa dimensione.


Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Rottoli