Esse  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 05/06/2019

Milano

Autolesionismo, perché?

Buonasera. sono una ragazza di 29 anni. Da ormai più di undici anni sono un autolesionista.
Ho iniziato a tagliarmi in tarda adolescenza caratterizzata da un periodo molto difficile, con molta rabbia e problemi comportamentali e famigliari, avevo persino ideazioni suicidali.
Inizialmente credevo che questo problema fosse una sorta di "fase" di passaggio legata all'età, all'immaturità e all'insoddisfazione che vivevo. Crescendo infatti ho smesso da sola di farlo senza mai parlarne con nessuno. Sono maturata molto e ho raggiunto traguardi importanti. Ho un lavoro soddisfacente che mi porta a prendermi cura degli altri. Nonostante gli alti e i bassi della mia vita, erano molti molti anni che non mi tagliavo.
Purtroppo da alcuni mesi il ragazzo con cui ero legata da tre anni mi ha lasciata e questo ha scatenato di nuovo il mio autolesionismo.. Da quando lui se n'é andato io sono sprofondata nella depressione, faccio molta fatica ad andare avanti, mi sembra di essere tornata a undici anni fa, con gli stessi comportamenti e la stessa, se non peggiore, voglia di farmi del male.
Ho molta paura di me stessa.
Non capisco perché sono ricaduta e perché lo faccio, non sono più un adolescente ed inoltre, nonostante l'ultima fosse stata una storia di amore importante, sono già sopravvissuta a una rottura ben più devastante di questa senza mai volermi tagliare.
Cosa mi sta succedendo?
Come posso uscire senza spaventare tutti?
Nessuno, a parte il mio ex, sa che ero un autolesionista. Sono anni che tengo le mie cicatrici nascoste e nessuno se n'é mai accorto. In adolescenza ne ho fatte passare tante ai miei genitori, non potrei mai parlarne con loro perché ne morirebbero. Durante il giorno mi costringo a sorridere e far funzionare ogni cosa, eppure riesco a percepire di non stare per niente bene e di essere sull'orlo di un disastro. non so come fare, non riesco ad andare avanti.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 05/06/2019 - 10:45

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Esse,
comprendo e condivido il suo malessere soprattutto perchè l'autolesionismo è attivato e rinforzato da una parte sadomasochista del Sè che impone alla persona di soffrire quasi fino al punto di morire ("ideazioni suicidarie").
Quindi, se non viene compreso il motivo di ciò, è molto difficile che questi sintomi vadano in remissione spontanemente, ossia si risolvano per effetto della maturazione o del tempo che è passato.
Come infatti, ha già avuto modo di constatare, nel momento in cui la persona è sottoposta ad un maggiore stress e frustrazione, i sintomi autolesionistici ricompaiono e si acuiscono soprattutto quando si percepisce il pericolo e/o si concretizza effettivamente la perdita di una persona cara ("il ragazzo mi ha lasciata").
Pertanto, se vuole risolvere in modo definitivo il suo problema, è indispensabile richiedere una consulenza psicologica individuale che la orienti sul da farsi e che soprattutto la aiuti a non aver "paura" di se stessa, elemento che rappresenta di per sè motivo di tensione e malessere.
Può esserle, invece, utile pensare che è possibile stare meglio se vorrà affidarsi ad uno psicoterapeuta.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Maria Teresa Giordano Inserita il 10/06/2019 - 14:47

Alba
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Cara Esse,
a volte il dolore emotivo è così insopportabile che quello fisico sembra un po' attenuarlo. Credo che lei abbia imparato nella sua adolescenza a rispondere in questo modo al dolore psicologico e ora è riemerso, forse perché era da tanto tempo che non provava un dolore simile. Attraverso una psicoterapia potrebbe imparare a comprendere meglio questo suo comportamento e acquisire delle modalità per rispondere in modo più funzionale alle emozioni intense che le fanno tanto male.
Spero di esserle stata utile.
Maria Teresa Giordano