Eleonora  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 04/06/2019

Firenze

Ho davvero bisogno di un supporto psicologico?

Buonasera
Ho 29 anni e gestisco un ristorante con il mio ragazzo. Da un anno mi rendo conto di non avere più un obbiettivo che mi faccia alzare la mattina e questo si ripercuote sulla mia casa che tengo molto disordinata.
A lavoro quando le cose non vanno impazzisco mortificando la persona che lavora con me invece di dare riconoscimento a quello che è positivo.
Alcuni giorni vorrei solo restare in casa a letto senza incontrare nessuno ed evito ogni contatto umano a parte quelli lavorativi che sono apparentemente strettamente necessari.
Al momento non sono libera di prendere nessun tipo di pausa che vada oltre al giorno di chiusura del ristorante, perché la responsabilità della cucina è completamente di mia competenza, in pratica se io non ci sono il ristorante è chiuso.
Non so come risollevare la situazione, non riesco a vedere nulla di positivo e non voglio buttare via il rapporto con il mio compagno, devo farmi aiutare o sono troppo esagerata?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 04/06/2019 - 17:07

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
|

Buonasera Eleonora,
da ciò che scrive, mi sembra di capire che si trovi in una condizione di sovraccarico psicofisico ("non sono libera di prendere nessun tipo di pausa") che può indurre una situazione di stress.
Conseguentemente, quando il nostro organismo percepisce lo stress, può accadere che reagisca allentando la presa, ossia ridurre o annullare l'investimento emotivo e fisico verso ciò che produce stress ("mi rendo conto di non avere più un obiettivo").
Quindi è come se il suo corpo avesse bisogno di una pausa che però non è "libera" di prendersi ed inoltre, porta sulle spalle la responsabilità del ristorante ("se io non ci sono il ristorante è chiuso"), circostanza che può costituire una fonte di stress di per sè, perchè è come se fosse sola e per giunta non può fallire.
Pertanto, stando alle sue parole, mi sembra che il ristorante non rappresenti per lei una fonte di gratificazione o piacere, ma piuttosto una frustrazione.
Ciò che posso consigliarle è provare a fare chiarezza su questi aspetti cercando di capire come mai il suo malessere si è manifestato da un anno, cosa è successo in quel periodo dentro e fuori di lei che possa aver innescato il suo disagio.
Inoltre, mi sembra che tenda ad attribuirsi una notevole quota di responsabilità sia rispetto al suo compagno che nel contesto del ristorante, qundi tenda ad autocolpevolizzarsi.
Se così fosse, un supporto psicologico potrebbe aiutarla ad accogliere Eleonora, concederle una pausa per caire cosa le sta succedendo e poi decidere cosa fare.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Maria Teresa Giordano Inserita il 10/06/2019 - 14:59

Alba
|

Cara Eleonora,
la società in cui viviamo ci richiede spesso di essere al top, di non fermarci mai, di dare il massimo e anche di più... e così in un attimo, senza rendercene conto veniamo fagocitati dalle richieste degli altri (e della società) e non comprendiamo più quali sono i nostri bisogni, obiettivi, desideri, sogni... A volte occorre prendere coraggio e fermarsi un attimo, lo so, le sto dicendo una cosa difficile e a volte sembra impossibile farlo. Fermarsi per riprendere contatto con sè stessi, ricaricare le batterie e comprendere dove veramente vogliamo andare. Se non si fa, si rischia di portare avanti progetti che non sentiamo nostri e si inizia a vivere in automatico perdendo tutta la parte soddisfacente dello scegliere la propria strada. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere cosa la porta a non fermarsi, a ridefinire la sua strada e a ricontattare i suoi desideri per poterli raggiungere.
Spero di esserle stata un po' di aiuto.
Maria Teresa Giordano