Cecilia  domande di Alimentazione  |  Inserita il 05/02/2019

Ferrara

Disturbo alimentare, problema legato al cibo

Buongiorno,
Da circa 3 anni ho un problema altalenante legato al cibo. Ho un rapporto conflittuale con il cibo. Sono sempre affascinata dal cibo genuino, salutare, le ricette semplici, le materie prime comprate dal contadino; e se mi capita di mangiare in questa maniera mi sento incredibilmente felice e appagata. Ma purtroppo tante volte compro biscotti e schifezze e una volta che comincio a mangiarli non riesco letteralmente a fermarmi. Dentro di me sono profondamente consapevole (forse troppo) che un'alimentazione corretta sia indispensabile e vorrei riuscire ad averla con tutta me stessa, mi crea ansia il sapere che in futuro potrò avere problemi di salute a causa dell'alimentazione scorretta che sto avendo. Conosco abbastanza le proprietà degli alimenti e sono incredibilmente felice di cucinarmi una cena di grano saraceno, petto di pollo ai ferri e verdure al forno... Ma dopo cena non riesco a resistere alla tentazione di una fetta di pane con crema di cioccolato... Che diventano 5 fette. Ogni volta che mangio non sono tranquilla e spesso mi nascondo. Molto spesso non sono capace di smettere di mangiare finché il cibo nella pentola non è finito e ho sempre paura di non aver mangiato abbastanza. Vorrei che questo mio comportamento finisse ora, ma va avanti da così tanto tempo che nella mia testa so che non finirà probabilmente mai, anche se pensando al futuro io mi vedo felice e con questo problema risolto. So che sto cadendo in un fosso ma non sono abbastanza forte da rimettermi in carreggiata. Io lo sento che la mia pancia fa male dopo aver mangiato troppe schifezze, ma oramai ho imparato a conviverci. Vorrei aiuto per risolvere il mio problema.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 06/02/2019 - 11:50

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
|

Buongiorno Cecilia,
da ciò che narra, mi sembra di capire che sia in atto una dinamica conflittuale tra ciò che lei ritiene giusto ("cibo genuino") e funzionale ad una condizione di benessere fisicica, ed uno stile alimentare trasgressivo rispetto al quale sembra non riuscire a mantenere il controllo ("5 fette di pane") e che potrebbe causarle "problemi di salute".
Quindi, è come se non si percepisse in grado di mantenere il controllo ("non sono abbastanza forte") su desideri che predominano sulla sua volontà razionale, la quale le suggerisce di seguire una "carreggiata" idealmente perfetta e "felice".
Petanto, per risolvere efficacemente il problema ed integrare le due immagini contrapposte che ha di sè (alimentazione corretta vs alimentazione scorretta), è essenziale comprendere più in generale quali singificati lei associ al cibo, cosa sia accaduto da "circa 3 anni", momento in cui si è manifestato il sintomo, e in che modo si esprime la sua propensione al controllo negli altri ambiti della sua vita.
Inoltre, al di là del sintomo descritto, come si sente, come definirebbe la sua vita? è soddisfatta?
Consideri, infatti, che per affrontare efficacemente questo, come qualsiasi altro sintomo, è necessario inserirlo nel contesto di vita della persona e comprenderne il senso, la funzione più in generale che esso svolge.
Se è motivata a conoscere meglio se stessa attraverso il sintomo, può valutare la possibiltà di richiedere una consulenza psicologica individuale che la aiuti a fare maggiore chairezza sulla situazione e a liberarla dalla sensazione di inesorabilità che ha descritto ("so che sto candendo in un fosso").
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).