Sono omosessuale e non me ne vergogno

Pubblicato il 7 novembre, 2013  / Sesso e Amore
Sono omosessuale e non me ne vergogno

Sono omosessuale e non me ne vergogno. Spesso, questo rappresenta uno dei traguardi a cui gli omosessuali, debbono arrivare attraverso un percorso di vita doloroso e talora la necessità di un aiuto psicologico.

L’ ordine degli psicologi del Lazio ha diffuso un testo: “Lo psicologo nella società di oggi: etica competenza, buone prassi”, in cui è possibile ritrovare un interessante articolo di Vittorio Lingiardi e Nicola Nardelli che indica le linee guida per la consulenza psicologica e la psicoterapia con persone lesbiche, gay e bisessuali.

Questo si è reso necessario perché non di rado l’ omosessualità è stata considerata un’ anomalia se non una psicopatologia.

Ad oggi quindi non è possibile condurre terapie correttive. In sostanza, non c’è nulla da correggere.

L’ omosessualità non è una malattia.

Sono omosessuale e non me ne vergognoIl lavoro delicato dello psicologo, è quello di condurre le persone alla ricerca di se stessi e di favorire a pieno titolo la loro libera espressione, e autenticità. D'altronde come anche l’ articolo stesso indica è la nostra Costituzione della Repubblica Italiana che nel suo articolo 3 recita:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso di razza, di lingua di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Il compito di accompagnare l’omosessuale alla sua piena realizzazione implica la necessità di affrontare non solo impedimenti interiori (omofobia interiorizzata), ma anche sociali e familiari; basti pensare, a quante difficoltà dovute ai pregiudizi incontrano, nello svolgere un lavoro, partecipare alla vita politica, ecc..

Sono omosessuale e non me ne vergognoCredo che uno dei compiti dello psicologo, oltre che di accogliere nelle proprie stanza con rispetto l’ omosessualità offrendo un aiuto ad persona, sia anche quello di promuovere nel tessuto sociale un atteggiamento di apertura, confronto e dialogo su questa importante tematica.

Quello che la persona omosessuale può vedersi offerto in ambito psicologico è un percorso a sostegno della sua reale espressione e la possibilità di una condivisione con la propria famiglia di origine, invitandola ad uno o più incontri in una fase specifica del progetto terapeutico.

Spesso infatti, i ragazzi sono stati emarginati dalla persone care o è questo il vissuto che hanno sperimentato, la ricostruzione di un legame familiare che passa dalla condivisione del dolore si rivela un importante fattore protettivo e di sostegno per l’ individuo.