Mi ha detto mio cugino che... Falsi miti, credenze e urban legend sulla sessualità

Pubblicato il 29 dicembre, 2017  / Sesso e Amore
Mi ha detto mio cugino che... Falsi miti, credenze e urban legend sulla sessualità

Irriverenti, taglienti e camaleontici “Elio e le storie tese”, nella canzone “Mio cugino” parlavano delle urban legend che più o meno tutti abbiamo sentito e che ancora continuano a girare.

Falsi miti, credenze e luoghi comuni hanno quindi da sempre popolato l’immaginario collettivo. La sfera sessuale non ne è scevra, anzi forse è uno dei principali ambiti in cui queste hanno trovato terreno fertile.

Se a questo poi aggiungiamo che l’Italia è uno dei pochissimi (mi sembra addirittura l’unico) paese delle comunità europea a non aver introdotto come obbligatoria l’educazione sessuo-affettiva, non è così strano che questi miti, nel corso del tempo, si sono trasformati in pseudo-verità, al punto da diventare delle autentiche credenze per coloro che non hanno una educazione sessuale di base.

La disinformazione, non solo può influire negativamente sulla vita sessuale creando ansie e timori talvolta difficili da sradicare, ma può interferire violentemente sullo sviluppo sessuale e psico-affettivo.

Facciamone un veloce e non esaustivo elenco

Le dimensioni del pene devono rientrare in un certo standard, altrimenti la donna non proverà l’orgasmo. FALSO

Questo è un mito ancora molto presente, nonostante sia stato smentito dalle ricerche di Masters è Jhonson già a metà degli anni 60.

Si può rispondere in due modi a questo mito. Da un punto di vista anatomico-fisiologico e da un punto di vista psicologico.

Prima di tutto il pene non ha una dimensione, una forma o un diametro standard in cui rientrare, ma è unico e varia da persona a uomo a uomo (così come per la struttura della vulva) e già questo dovrebbe rasserenare gli animi maschili.

Spesso dietro l’ansia da dimensione, si celano altre ansie, come quella di non essere un buon amante, sufficientemente potente sessualmente, la paura del confronto, etc...

Solitamente, a meno che non ci siano patologie particolari, è di fondamentale importanza effettuare dividere tra funzionalità ( desiderio, erezione ed orgasmo) e dimensioni.

Questo mito è alimentato anche dalle ragazze che pensano che un pene più grande possa fornire maggior piacere. Qui però ci si incontra con una scarsa conoscenza dell’anatomia femminile (sia da parte degli uomini che delle donne).

Secondo me trae spesso in inganno il termine “canale vaginale” che è il termine tecnico con cui si definisce appunto la vagina. Tale struttura non è propriamente “canale aperto”, quindi avere dei rapporti sessuali non è il corrispettivo del famoso “fare l’amore con te è stato come gettare un salame in un corridoio” . A riposo le pareti della vagina aderiscono tra loro, dilatandosi e “stringendosi” adattandosi a ciò che viene inserito nel canale (se viene inserito un dito si stringono attorno al dito, se viene inserito il pene si stringono attorno al pene, se deve passare la testa di un bambino di stringono attorno la testa del bambino).

La dimensione del pene risulta relativa anche perché la vagina nei suoi due anelli interni non ha recettori che le possano dare sensibilità. Anzi, un pene troppo lungo o grande può causare fastidio alla donna durante il rapporto.

Un'altra considerazione anatomica fisiologica è da fare sulla clitoride. La clitoride che è la zona più sensibile della donna è un organo esterno che viene stimolato indirettamente con il movimento del rapporto e tale stimolazione non è influenzata dalla lunghezza del pene.

La risposta orgasmica femminile (e anche quella maschile), correla con infiniti altri elementi, come la sensorialità, l’utilizzo dell’immaginario erotico, un’adeguata stimolazione clitoridea, una buon empatia sessuale con il partner, una buona conoscenza sessuale, etc… Qualche centimetro in più non garantisce il piacere femminile. Il punto G della donna è molto più nella mente che nei genitali.

L’erezione deve essere sempre perfetta e duratura per tutto il tempo del rapporto. FALSO

Questo è un altro dei miti molto forti e presenti sia negli uomini che nelle donne. Nell’immaginario c’è l’idea del pene d’acciaio, il quale una volta raggiunto lo stato di turgidità, lo manterrà fino al raggiungimento dell’eiaculazione.

In realtà l’erezione è un fenomeno fisiologico e psichico (basti pensare che tutti i farmaci per combattere le disfunzioni erettili hanno bisogno di uno stato di eccitazione per potersi attivare) e nell’arco di un rapporto è cosa molto comune che il pene abbia delle oscillazioni nella turgidità.

Queste oscillazioni sono dovute alla normale variazione del flusso sanguineo ma anche ai possibili pensieri e momenti che si vivono durante un rapporto. Un altro mito sull’erezione è quello che all’uomo basti vedere la donna nuda per eccitarsi e se non si eccita significa che non gli piace. Anche qui c’è un errore di fondo che è dato dalla visione estremamente meccanicistica e semplicistica del funzionamento dell’erezione maschile. Anche l’uomo per avere un’erezione soddisfacente deve essere stimolato a livello tattile e mentale.

E’ vero che esistono due distinte tipologie di orgasmo per la donna? FALSO

L’orgasmo rappresenta il momento di massima Intensità del piacere erotico-sessuale. Masters e Johnson (1966), fondatori della sessuologia moderna, svolsero le prime ricerche approfondite sulla fisiologia sessuale umana e distinsero in quattro fasi la risposta sessuale, identificando l’orgasmo nella terza fase, preceduta da eccitamento, plateau e seguita dalla risoluzione.

Successivamente la Kaplan (1974), propone una nuova e alternativa visione del ciclo di risposta sessuale: è il desiderio che attiva la risposta sessuale, seguito da eccitazione, orgasmo e risoluzione.

Questi studi furono fondamentali a sfatare il falso mito dell’esistenza di due tipi di orgasmi femminili. Infatti Freud (1900) aveva teorizzato la presenza nelle donne di un orgasmo clitorideo, più immaturo e nevrotico, e dell’orgasmo vaginale accessibile solo a donne psico-affettivamente mature. Questa teorizzazione ha creato nel corso degli anni diverse problematiche rispetto lo sviluppo psico-sessuale della donna, causando molteplici incertezze ed insicurezze nella sfera intima, emozionale e anche identitaria.

Masters e Johnson hanno dimostrato che anche l'orgasmo vaginale è sostenuto, in gran parte, dalla trazione meccanica del clitoride durante i movimenti coitali. Quello che muta è l’esperienza dell’intensità del piacere; inoltre la variabilità individuale della risposta sessuale è influenzata da fattori biologici, fisiologici, ambientali, emozionali e psicologici.

Non esiste una vera e propria distinzione tra orgasmo clitorideo e vaginale, infatti studi precedentemente citati dimostrano che l’orgasmo è unico in quanto la zona clitoridea è sempre coinvolta.

Il pene può rimanere incastrato nella vagina? VERO

Durante il rapporto la muscolatura di tutto il corpo si contrae e in rari casi può capitare che la muscolatura perineale si contragga così tanto da intrappolare il pene. Basta fare una doccia fredda.

E’ vero che l’utilizzo del profilattico potrebbe ritardare o impedire il raggiungimento dell’orgasmo nella donna? FALSO

Non ci sono evidenze empiriche che dimostrino un orgasmo ritardato come conseguenza dell’utilizzo del profilattico, tuttavia ci potrebbero essere delle ripercussioni a livello psicologico in grado di interferire con la risposta sessuale.

Alcune donne, infatti, potrebbero esperire una sorta di blocco psicologico dovuto al non contatto diretto col partner, interpretando il profilattico come una barriera che ostacola l’intimità.

Le donne necessitano di rapporti sessuali molto lunghi per raggiungere l’orgasmo? FALSO

Non vi è una risposta univoca, in quanto l’orgasmo femminile è un’esperienza estremamente varia ed individuale. La possibilità di raggiungere l’orgasmo, infatti, dipende da molteplici componenti organiche, psichiche, emozionali ed è anche un riflesso della storia individuale di ogni individuo. Ci sono donne e uomini che dopo 20 minuti iniziano a contare le macchie sul soffitto e altri/e che dopo 20 minuti iniziano a scaldarsi

Solo il raggiungimento di un orgasmo simultaneo tra partner indica un rapporto sessuale appagante? NI

Talvolta tra le donne vi è la radicata convinzione che raggiungere l’orgasmo insieme al proprio partner rappresenti, per entrambi, la massima soddisfazione sessuale e relazionale (maledetto Moccia e co..). Questa falsa credenza potrebbe avere ripercussioni negative sulla rappresentazione che la donna ha del funzionamento della sessualità della coppia.

Addirittura, alcuni teorici (Veglia; Pellegrini, 2003), ritengono che non vivere simultaneamente l’orgasmo possa incrementare il piacere in quanto, sentire il piacere dell’altro, accrescerebbe il proprio. Tale condizione può essere sperimentata come un “doppio orgasmo”.

L’uomo può fingere l’orgasmo. VERO

Anche l’uomo, come la donna, magari in percentuale inferiore, può fingere l’orgasmo. Partiamo da un concetto, l’eiaculazione non sempre coincide con l’orgasmo, e per l’uomo così come per la donna gli orgasmi non sono tutti uguali. Una disfunzione sessuale maschile, è l’anorgasmia o l’eiaculazione ritardata, cioè l’impossibilità di raggiungere il piacere sessuale con la partner, per tutta una serie di fattori fisici, ma più frequentemente emozionali, intrapsichici e relazionali.