Psicosi e disturbi psicotici: cosa sono e perché si manifestano?

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psicosi e disturbo psicotico


Cosa sono la psicosi e i disturbi psicotici?

La psicosi è una grave alterazione della psiche che causa la perdita di contatto con la realtà esterna e con sé stessi o una profonda distorsione della percezione.

In termini medici, si parla di disturbo psicotico, una condizione che può presentarsi in diverse forme, per esempio la schizofrenia.

Nel linguaggio comune, “psicosi” e “disturbo psicotico” spesso indicano la stessa condizione.

Tuttavia, mentre “psicosi” è un termine più generico che si riferisce a uno stato mentale, i “disturbi psicotici” rappresentano una categoria specifica di disturbi mentali che presentano sintomi psicotici come caratteristica principale.


Caratteristiche

Le due caratteristiche principali dei disturbi psicotici sono:

  • Allucinazioni: percezioni che non hanno una base esterna reale, per esempio sentire delle voci che non ci sono realmente

  • Deliri: convinzioni errate che sono incompatibili con la realtà, come credere di avere dei poteri magici o di essere perseguitati.

Le allucinazioni e i deliri sono considerati i due sintomi psicotici principali. Inoltre, nella psicosi vi sono importanti alterazioni del pensiero e del comportamento, e altri elementi che creano un quadro sintomatologico complesso.

Il disturbo psicotico, per le sue caratteristiche, rende difficile entrare in contatto con la realtà, pensare lucidamente, formulare giudizi sensati, rispondere e comportarsi in maniera congrua e comunicare in modo efficace.

Si tratta di un disturbo invalidante che interferisce con la vita quotidiana e con l’autonomia dell’individuo.

È per queste ragioni che è importante conoscere i sintomi e i campanelli d’allarme della psicosi, detti prodromi, per potere prevenire l’esordio, in modo da identificarli e intervenire più precocemente possibile con un trattamento adeguato.

La psicosi insorge nei giovani, soprattutto di sesso maschile e soprattutto nella fascia di età tra i 14 e i 35 anni. Si stima che la prevalenza dei disturbi psicotici sia del 3,6%.


Tipologie

Esistono molte tipologie di disturbi psicotici. Le principali sono:

  • Schizofrenia: è una patologia cronica, caratterizzata da un quadro clinico complesso, comprendente deliri, allucinazioni, disorganizzazione del pensiero e del comportamento.

  • Disturbo psicotico breve: è simile alla schizofrenia, ma si presenta generalmente in risposta a uno stress forte e i sintomi durano meno di un mese.

  • Disturbo schizoaffettivo: è caratterizzato da sintomi di schizofrenia e di un disturbo dell'umore, come il disturbo bipolare o la depressione maggiore.

  • Disturbo schizofreniforme: si caratterizza per sintomi quali allucinazioni, deliri, disorganizzazione del pensiero o comportamenti bizzarri che durano almeno un mese ma meno di sei mesi.

  • Disturbo delirante: si caratterizza per deliri persistenti e non bizzarri, cioè plausibili, senza necessariamente avere altri sintomi psicotici come allucinazioni o disorganizzazione del pensiero.

  • Psicosi affettiva: è un tipo di psicosi che può verificarsi in concomitanza con un disturbo dell'umore grave, come la depressione o il disturbo bipolare

  • Psicosi organica: è causata da una condizione medica o da sostanze chimiche, come farmaci o droghe.

Una tipologia sui generis di psicosi è quella collettiva, di cui parleremo più avanti in questo articolo.


Esordio e prodromi

L’esordio psicotico, cioè il primo episodio in cui si manifestano i sintomi di un disturbo psicotico in una persona, avviene in genere prima dei 30 anni. Si stima che l’insorgenza in età adolescenziale prima dei 18 anni sia pari al 18%.

L'esordio psicotico, sebbene sembri un evento improvviso, non lo è. Infatti, è preceduto da una serie di cambiamenti psicologici e comportamentali, i prodromi, che possono presentarsi per diversi mesi o anche per anni. Ci si riferisce a questi periodi di cambiamenti con l’espressione “fasi prodromiche”, durante le quali possono comparire disturbi emotivi, umore altalenante, sospettosità, diffidenza, irritabilità, confusione e stati ansiosi o depressivi, accompagnati da cambiamenti nel pensiero e nella condotta, da problemi nell'interagire con gli altri e nell'essere sé stessi.

Le fasi prodromiche hanno una durata media di cinque anni. Con il tempo, se questi sintomi precoci rimangono inosservati, possono manifestarsi sintomi più gravi ed evidenti, come il ritiro sociale, la mancanza di energia e di motivazione e il rallentamento mentale. In alcuni casi, possono iniziare allucinazioni o deliri, e il funzionamento può risultare altamente compromesso.

Queste sono le situazioni prodromiche di transizione verso l’esordio psicotico vero e proprio.

È importante riconoscere i prodromi della psicosi, poiché un trattamento tempestivo, specialmente se inizia prima dell’esordio, può influenzare molto positivamente il decorso della condizione e la prognosi.
 

Sintomi

La psicosi viene suddivisa in 3 fasi: prodromi, fase acuta o attiva e recupero. I sintomi iniziano a presentarsi durante la fase prodromica, diventano sempre maggiori e più facilmente riconoscibili nella fase acuta, per poi dissolversi nella fase di recupero. I primi campanelli di allarme includono alterazioni dal punto di vista cognitivo, emotivo e comportamentale e progressivo ritiro sociale.

I sintomi dei disturbi psicotici possono essere suddivisi in:

  • Sintomi positivi: inizialmente dispercezioni, fino a franchi deliri ed allucinazioni

  • Sintomi negativi: ritiro sociale, apatia, rallentamento, appiattimento emotivo.

La sintomatologia psicotica è complessa e variegata e, oltre a deliri ed allucinazioni, comprende:

  • disorganizzazione del pensiero, con pensiero confuso,

  • disorganizzazione del linguaggio, con eloquio incoerente,

  • bizzarrie comportamentali o condotte pericolose,

  • movimenti rallentati o insoliti,

  • perdita di interesse e motivazione (abulia),

  • disturbi affettivi (apatia e difficoltà relazionali)

  • marcato calo del funzionamento (peggioramento di risultati scolastici o lavorativi).

Inoltre, possono essere presenti altri sintomi come ansia, disturbi del sonno, disturbi dell’attenzione, della concentrazione e della memoria, che aggravano le conseguenze del disturbo sulla vita quotidiana.


Cause e fattori di rischio

La psicosi è un disturbo complesso di tipo multifattoriale, cioè, può essere causato da una combinazione di fattori genetici, ambientali e neurobiologici che interagiscono tra loro e in alcune persone creano una certa vulnerabilità a sviluppare un disturbo psicotico.

Un fattore che riveste un ruolo decisivo nello sviluppo della psicosi è l’uso pregresso ed attuale di alcol e sostanze psicoattive. Questo, unito a una predisposizione genetica, può causare un episodio psicotico. In particolare, l’uso di cannabis, di alcol e di metanfetamine è considerato un fattore di rischio consolidato per l’insorgenza della psicosi.

Un altro fattore di rischio è avere sofferto in passato di disturbi mentali, non necessariamente con sintomi psicotici, come depressione, disturbi di ansia e attacchi di panico, episodi dissociativi, disturbi ossessivo-complusivi, etc.

Inoltre, va riconosciuta l’importanza di altri fattori ambientali che aumentano sensibilmente il rischio di un esordio psicotico, tra cui scarse condizioni socioeconomiche, famiglia assente o negligente, storie di traumi o abusi ed emarginazione sociale.

Eventi fortemente stressanti come un trasferimento, un divorzio o un lutto, possono fungere da fattore slatentizzante per la manifestazione del disturbo.


Cos’è la psicosi collettiva?

La psicosi collettiva o disturbo psicotico condiviso è un fenomeno psicologico sociale in cui un gruppo di persone condividono le stesse credenze o convinzioni deliranti e manifestano sintomi psicotici simili, come allucinazioni e deliri.

Si tratta di un fenomeno tanto affascinante quanto complesso, oggetto di studio interdisciplinare, che è stato ampiamente analizzato non solo nel campo della psicologia ma anche in altre aree accademiche, come la sociologia, l'antropologia, la psichiatria sociale, la storia e persino la politica.

La psicosi collettiva è spesso associata a eventi stressanti o a situazioni di tensione sociale. Può basarsi su una realtà condivisa, come un evento traumatico, o su fatti del tutto immaginari.

Un altro contesto in cui si manifesta è quello delle sette o delle comunità con un’autorità centrale carismatica. L'influenza di un leader carismatico può far sì che i membri di un gruppo credano in cose che non sono vere. In questo caso, la psicosi collettiva diventa uno strumento di manipolazione per esercitare potere e controllo.

La psicosi collettiva si caratterizza per 4 elementi principali:

  • Contagio sociale: le credenze deliranti si diffondono tra i membri di un gruppo senza una causa organica identificabile.

  • Coinvolgimento emotivo: la psicosi collettiva spesso si manifesta in risposta ad eventi emotivamente carichi o stressanti all'interno della comunità. Questo è dovuto al fatto che un evento traumatico difficile da controllare e da comprendere porta le persone a cercare spiegazioni alternative. La psicosi permette loro di far fronte all’enorme stress, anche se con spiegazioni deliranti.

  • Influenza culturale: essendo un fenomeno che sorge in dipendenza a un contesto socioculturale, può essere influenzata notevolmente dalla cultura e dalle credenze prevalenti in quel contesto specifico.

  • Autoipnosi sociale: alcune persone del gruppo possono auto-convincersi di stare sperimentando i sintomi della psicosi collettiva a causa dell'influenza degli altri, anche se in realtà non li hanno affatto.

La psicosi collettiva può avere molte conseguenze gravi. Può portare a violenza, discriminazione o morti ingiustificate.

Per esempio, la caccia alle streghe del Medioevo, esempio di psicosi collettiva per eccellenza, durante la quale molte persone furono accusate di stregoneria e uccise sulla base di convinzioni deliranti, ha portato alla morte di migliaia di persone innocenti.

Il movimento del popolo del sole negli anni '70 è un altro esempio di psicosi collettiva. Si trattava di un gruppo di persone che, convinte che un'astronave avrebbe portato loro la salvezza, si radunarono in una campagna in California e attesero gli extra-terrestri salvatori fino a quando, delusi, dovettero sciogliere il gruppo.

Diverse sono le teorie del complotto considerate forme di psicosi collettiva che negli ultimi anni hanno generato preoccupazioni e rischi per la sicurezza pubblica, diffondendo disinformazione e creando divisioni sociali. Per esempio, il movimento QAnon nato nel 2017 negli Stati Uniti, sostiene l'esistenza di una presunta cospirazione globale contro Trump, che consiste in un "Deep State" composto da élite sataniste e pedofile che stanno controllando il mondo. Altro esempio sono le varie credenze deliranti sulla pandemia Covid-19.


Cura e trattamento del disturbo psicotico

La psicosi può essere trattata efficacemente con un approccio integrato. È fondamentale riconoscere i primi sintomi e intervenire, se possibile, già nella fase prodromica. Infatti, più precocemente si inizia il trattamento, maggiori saranno le probabilità di successo.

Il trattamento di disturbi psicotici si basa su una combinazione di percorso psicoterapeutico e farmacoterapia, stabilito da uno psichiatra in seguito a un’attenta anamnesi e alla formulazione della diagnosi.

Il percorso psicoterapeutico d’elezione è la terapia cognitivo-comportamentale, che è molto efficace anche nella prevenzione o nel ritardo del primo esordio psicotico. Questo approccio permette di individuare i sintomi prodromici, migliorare la consapevolezza del disturbo, sviluppare abilità per gestire le situazioni insolite o angoscianti e migliorare i livelli di funzionamento, specialmente sociale. Inoltre, è utile come prevenzione delle ricadute.

I farmaci che vengono prescritti sono gli antipsicotici, sostanze che agiscono a livello dei neurotrasmettitori per ripristinare un corretto funzionamento biochimico del sistema nervoso centrale. Hanno un’importanza cruciale per la gestione dei sintomi e per la stabilizzazione del quadro clinico.

L’aiuto della famiglia è fondamentale in tutto il processo. È consigliabile anche un intervento psicoeducativo che coinvolga le persone vicine al soggetto.

In caso di disturbo psicotico indotto da sostanze, è necessario agire tempestivamente. L’abuso di sostanze ha effetti deleteri sulla psicosi, in quanto aumenta le ricadute, i comportamenti violenti e persino il rischio suicidario. Per questo, è essenziale interrompere l’uso delle sostanze e iniziare il trattamento psicoterapeutico e la terapia farmacologica prima possibile.


IN SINTESI

  • Cos'è la psicosi?
    La psicosi è una condizione mentale che altera la percezione della realtà, con sintomi come allucinazioni e deliri.

  • Quali sono i disturbi psicotici più comuni?
    I disturbi includono la schizofrenia, il disturbo schizoaffettivo e il disturbo delirante.

  • Come si trattano i disturbi psicotici?
    Il trattamento prevede farmaci antipsicotici, psicoterapia e supporto psicosociale.

  • Quali sono le cause della psicosi?
    Possono includere fattori genetici, biologici e ambientali.


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