Neogenitorialità: diventare genitori oggi

Pubblicato il 12 luglio, 2016  / Genitori e figli
Neogenitorialità: diventare genitori oggi

Questo articolo è dedicato a chi desidera diventare genitore, a chi è in attesa di un figlio o una figlia, a chi è diventato genitore da poco e a chiunque interessi quel particolare periodo che inizia prima del concepimento e prosegue nei primissimi anni di vita: il periodo perinatale.

Questo è un momento molto importante per la salute psicofisica delle persone nel breve, medio e lungo termine.

Ho pensato di affrontare questo argomento partendo dalle domande che, come psicologa mi sento rivolgere con maggiore frequenza, domande che parlano del bisogno di avere informazioni chiare, valide da un punto di vista scientifico e che aiutino le persone a compiere liberamente le loro scelte, domande che esprimono il desiderio di vivere al meglio l’esperienza del diventare genitori.

Mi sono concentrata sui momenti e processi che segnano l’inizio del periodo perinatale partendo da prima del concepimento e giungendo ai primissimi mesi dopo il parto e la nascita.

Perinatale, cosa significa:

L’aggettivo “perinatale” significa “intorno alla nascita” ed è una parola usata per descrivere tutti quei fenomeni e processi che avvengono, appunto, nel periodo intorno alla nascita e che riguardano sia i genitori sia i bambini.

Per cercare di comprendere pienamente i complessi fenomeni che av- vengono in questo periodo è importante tenere presente fattori di tipo biologico, psicologico, emotivo, relazionale, sociale e culturale.

"La salute viene creata e vissuta da tutti nella sfera della quotidianità: l'apprendimento, il lavoro, il gioco, l'amore. La salute si crea avendo cura di se stessi e degli altri, acquisendo la capacità di prendere decisioni e di assumere il controllo delle circostanze della vita e facendo in modo che tutta la società nella quale si vive consenta la conquista della salute per tutti i suoi membri." (Organizzazione Mondiale della Sanità, Carta di Ot- tawa, 1986)

Diventare genitori:

Una nuova nascita è un evento che impegna i genitori, come singoli e come coppia, e la famiglia nel suo complesso in un processo di cambiamento utile e necessario per accogliere e fare spazio a chi nascerà.

Il percorso per diventare genitori inizia, per la maggior parte delle persone, prima del concepimento o durante la gravidanza, quando il nuovo figlio o figlia è ancora solo immaginato o desiderato, che porta da un lato a fantasticare su come potrà essere questa nuova fase di vita e questa futura persona e dall’altro a compiere un lavoro di ridefinizione di sé, finalizzato a integrare la possibilità di essere genitore nella propria identità, acquisendo un nuovo ruolo.

Anche la coppia è impegnata in un lavoro condiviso che porta a riconsiderare e rinegoziare il proprio legame per costruire un equilibrio nuovo che favorisca il processo di passaggio dall’essere solo coppia a essere anche coppia genitoriale, cioè una coppia di persone che condivideranno il compito e la responsabilità di crescere figli e figlie.

Ci si immagina madre o padre, si fantastica su come sarà la vita da genitore, si fanno progetti condivisi sulle modalità di accudimento e di educazione e sulla vita familiare, in un processo che porta i futuri genitori a contatto con le proprie fantasie, desideri, aspettative, ma anche con dubbi, incertezze e paure.

Sarò in grado? Sarò all’altezza?

In questa fase può venire spontaneo fare riferimento alla propria esperienza di figlio o figlia, rivisitare la propria storia può aiutare le persone a chiedersi cosa vorrebbero fare in modo simile ai propri genitori e cosa vorrebbero fare diversamente. O meglio in cosa vorrebbero essere come i loro genitori e in cosa si sentono diversi, quali errori vorrebbero evitare di replicare e quali qualità positive vorrebbero essere sicuri di aver ereditato.

È un processo che può suscitare emozioni e sentimenti intensi che possono apparire anche contraddittori tra loro e questo può spaventare o far sentire confusi. In realtà è del tutto naturale provare sentimenti apparentemente in contrasto tra loro.

Questa ambivalenza caratterizza tutte le relazioni significative e proprio nel periodo in cui si inizia a pensare al diventare genitori, questa ambivalenza diventa più evidente, e fa si che si esplori maggiormente il proprio mondo interno e le proprie emozioni per metterle in discussione e comprendere meglio il mondo relazionale.

Riconoscere l’ambivalenza e riuscire a stare a contatto con la scomodità che a volte può suscitare, può preparare meglio le persone a diventare genitori, una volta diventati madri o padri riusciranno probabilmente a costruire una buona relazione con chi nasce, accogliendo un bambino o bambina reale che sarà inevitabilmente differente da quello/a che era stato/a immaginato, fantasticato e desiderato nel periodo dell’attesa.

Un ruolo importante in questo periodo, lo svolge la rete familiare che circonda i neogenitori.

Infatti oltre a fornire un aiuto pratico, fornisce un supporto emotivo fondamentale in questo delicato momento.

Inoltre i nonni, ma in generale la rete familiare, sono trasmissione di cultura, toccherà poi ai genitori decidere cosa vogliono trasmettere a loro volta ai propri figli.

Relazione genitori figli: Attaccamento

Il bambino ha bisogno di sentirsi al sicuro e, perché ciò accada, ha bisogno di sentire che le persone che si prendono cura di lui (i suoi genitori) siano sempre disponibili.

Il neonato prima e il bambino di pochi mesi e pochi anni poi, sono estremamente dipendenti per la loro sopravvivenza fisica e affettiva dagli adulti, sperimentare la loro disponibilità gli dà modo di crescere fiduciosi negli altri e in se stessi. Infatti, quando la mamma risponde amorevolmente al bisogno del bambino, il piccolo fa esperienza di un altro di cui fidarsi e di un se stesso in grado di prendersi cura di sé attirando l’altro attraverso i suoi richiami, le sue espressioni vocali, facciali, affettive.

I bambini hanno un sonno tranquillo quando possono sperimentare durante tutta la giornata genitori che si prendono cura di loro, che si sintonizzano con loro bisogni fisiologici ed emotivi. Il momento dell’addormentamento è una fase cruciale perché rappresenta un momento di distacco dal mondo esterno, e quindi anche dai genitori. Questo ovunque dormano i bambini, che sia nel loro lettino o nel lettone con i genitori.

Proprio per questo motivo alcuni genitori trovano utile accompagnare il bambino nel momento dell’addormentamento con un rituale serale, ogni famiglia può trovare il suo rituale, che sia rassicurante e flessibile, pronto ad essere modificato in base alle esigenze, perché non è quel particolare libricino o quella sequenza di coccole a conciliare il sonno, ma la presenza rassicurante dei genitori e la loro capacità di riconoscere e soddisfare i bisogni emotivi dei piccoli.

Quando parliamo di vicinanza fisica ed affettiva, ci riferiamo alla teoria dell’attaccamento.

Il concetto di attaccamento include in sé sia una manifestazione comportamentale che un legame affettivo. Il legame affettivo è quello che si crea tra il bambino e la sua mamma (o chi ne fa le veci), quella persona che lo contiene fisicamente, lo allatta, si prende cura di lui. È un bisogno a doppio senso, del bambino di essere accudito e della mamma di accudire il suo piccolo. Il bisogno primario del neonato e del bambino è quello affettivo per cui la relazione di attaccamento è alla base della sopravvivenza e di una crescita sana.

I comportamenti di attaccamento sono tutti quei comportamenti, come l’aggrapparsi e il succhiare, che permettono al bambino di mantenere una vicinanza con la sua figura di riferimento.

Quando un neonato o un bambino richiamano l’attenzione anche con il pianto se non ascoltati, è proprio perché hanno bisogno di ripristinare un senso di sicurezza, dato dalla vicinanza con la loro figura di attaccamento.

In quel momento possono avere bisogno di mangiare, essere abbracciati o dormire, quel che conta è che non possono farlo da soli e la cura amorevole e attenta del genitore permette a quel bambino di proseguire l a sua crescita all’interno di una relazione di attaccamento sicuro.

Diventare genitori e promuovere la salute e l’affettività

Promuovere la salute significa non solo basarsi su un'approccio medico per cui salute significa assenza di malattia, ma bensì considerare tutti quei fattori che permettono un sano sviluppo del proprio bambino.

A partire dalla prima infanzia, un ruolo fondamentale nella costruzione del proprio io, della propria identità e autostima è dato dalla relazione con le figure genitoriali.

Abbiamo visto precedentemente come la relazione di attaccamento sia fondamentale nello sviluppo sano del bambino.

Questa relazione nasce nell'affetività e nell'accudimento che i genitori danno al proprio piccolo.

La salute quindi non si intende solo come salute fisica, ma anche psicologica, in cui fattore determinante sono le relazioni genitoriali.

Allora una buona madre e un buon padre non sono quei genitori perfetti che rispondono in modo sempre adeguato ai bisogni dei propri figli,ma, come ricorda Winnicott, una madre non deve essere perfetta, ma bensì sufficientemente buona.

I genitori devono quindi cercare di rispondere in modo adeguato ai bisogni dei figli, privilegiando la relazione e l'affettività e accettando i propri limiti e quelli dei propri figli.

Essere genitori non è facile, accettare i propri limiti e quelli dei propri figli significa imparare ad aspettare i tempi di crescita e di sviluppo, non farsi prendere dalle richieste che spesso la società ci impone del “dover fare”, ma piuttosto dovremmo pensare al “ saper essere”.