Ormoni, disturbi psicosomatici, cura dei denti e gestione dello stress

Ansia e Depressione
Ormoni, disturbi psicosomatici, cura dei denti e gestione dello stress

Che particolari sostanze secrete dal corpo possono avere qualche influsso sulla psiche, è un'ipotesi risalente alla “teoria degli umori” di Ippocrate, il quale attribuiva l'origine dei temperamenti a una diversa distribuzione dei liquidi corporei.

Questa antica ipotesi ha trovato oggi nuovo vigore e più fondate basi scientifiche con la scoperta delle funzioni svolte dagli ormoni. Gli ormoni prodotti dalle ghiandole a secrezione interna sono messaggeri chimici che trasportati dal flusso sanguigno su determinati organi bersaglio, stimolano, o inibiscono, numerosi funzioni dell'organismo, provocando vere reazioni del corpo.

C'è uno stretto rapporto tra vari sistemi ormonali e il cervello, così che si parla di sistema neuroendocrino.

Di particolare rilevanza per la regolazione di molte funzioni psicologiche e comportamentali e il cosiddetto asse ipotalamo- ipofisi- surreni.

L ipotalamo controlla l’attività dell'ipofisi  che a sua volta secerne l’ormone della crescita GH, l'ormone stimolante la tiroide e la corticotropina che stimola la corteccia surrenale a mobilitare le risorse situazione di stress e altri ormoni con funzioni legate alla riproduzione. Le diverse forme di assetto ormonale possono dunque essere responsabili di molteplici differenze temperamentali: eccitabilità o apatia nel caso di iper o ipotiroidismo, differenti stili nell'affrontare l'ansia, stress e aggressività.

Lo stress intensifica la produzione di ormoni in particolare il cortisolo, per favorire l'adattamento dell'organismo alle aumentate richieste dell'ambiente mediante una pronta attivazione energetica. Se tale attivazione si cronicizza, si creano fenomeni di sovraccarico funzionale, che preparano il terreno al rischio psicosomatico.

Infatti ansia, depressione  e preccupazioni più o meno gravi, inducono alti livelli di cortisolo che possono danneggiare seriamente i denti, per esempio.

A sostenerlo uno studio dell’University of Harvard (Boston, Stati Uniti), secondo cui se si è particolarmente stressati le gengive possono risentirne.

L’organismo è infatti indebolito pertanto  possono sorgere disturbi come la secchezza della bocca, all’infiammazione delle gengive, per non parlare del “bruxismo” ossia il digrignamento dei denti, fenomeno anch’esso legato a una certa aggressività inespressa, che a sua volta danneggia fisicamente i denti.

Chi digrigna i denti di notte, spesso lo fa a causa di una tensione interna che difficilmente potrebbe esprimere durante il giorno.

Ansia, stress e depressione, possono infatti generare una tensione che alimenta un circolo vizioso dove l’ansia alimenta l’ansia e da cui non è sempre facile uscire.

A tutto si posso aggiungere condotte caratterizzate da una certa trascuratezza, cosi da incrementare l`uso di nicotina, alcol, bevande gasate zuccherine e corrosive o farmaci, che a loro volta, sono nocivi per bocca, denti e gengive.

Chi soffre di problemi ai denti dovrebbe cercare dei modi sani per alleviare lo stress attraverso l‘esercizio fisico, un’alimentazione sana e un sonno che possa garantire il giusto riposo.

E’ inoltre possibile abbassare i livelli di cortisolo apprendendo tecniche meditative e psicoterapeutiche di gestione dello stress, come l’ipnosi, l’autoipnosi e il training autogeno, che possono alleviare i livelli di tensione, e aiutare a gestire meglio ansia e depressione.