Il lutto per suicidio

Pubblicato il 8 luglio, 2016  / Ansia e Depressione
Il lutto per suicidio

Il lutto per suicidio si presenta con delle sfaccettature particolari rispetto ad altri casi di lutto proprio perchè parlando di suicidio il parente o la persona vicina a chi si è suicidato si trova inconsapevolemente e, spesso inaspettatamente, in una condizione di vita totalmente diversa e con molte domande senza risposte.

Considerando anche che in passato il suicidio veniva inserito in una cornice molto stigmatizzante, soprattutto per chi viveva il lutto a seconda anche della propria cultura. Il suicidio è una delle dieci principali cause di decesso nei paesi industrializzati, ma resta un soggetto tabù e le famiglie, spesso stigmatizzate, nascondono questa “vergogna sociale”(Schutzenberger, et al., 2009).

Chi rimane vive una condizione di isolamento sociale dove non può esprimere le proprie emozioni, accrescendo il senso di colpa di non aver potuto fare niente o di non essersene accorto prima del disagio di chi si è tolto la vita o di non avere fatto abbastanza per aiutare i loro cari. 

Cercare di comprendere la causa del suicidio, rende più lungo e complicato il processo risolutivo di questo difficile lutto. I sopravvissuti che sono stati messi a confronto con persone che hanno perso un caro per altra causa, si distinguono da almeno tre importanti elementi: il contesto tematico del dolore; i processi sociali che circondano i sopravvissuti; l’impatto del suicidio sul sistema familiare.

Importante è considerare il tipo di relazione all'interno del nucleo familiare tra i parenti, che può essere un sistema aperto dove i parenti parlano tra di loro e condividono tra loro e sono aperti con l'esterno, contrariamente se il sistema familiare è chiuso e quindi non c'è condivisione di emozioni, di sentimenti, dove è ancora più difficile vivere il lutto, Il secondo sistema è un riflesso emotivo automatico che protegge il sé dall’ansia presente nell’altro.

Il dolore psicologico che subentra dopo una morte di questo tipo, viene poi trasmesso ai parenti o agli amici della persona defunta. In alcuni casi gli stessi parenti divengono a rischio di suicidio se non seguiti da un sostegno esterno insieme a un programma di assistenza adeguata.

La relazione con il defunto, le relazioni all’interno della famiglia, il tipo di supporto esterno sono uno dei precursori di come la persona potrà elaborare il lutto.

Nell’ambito della prevenzione suicidaria, rientra anche l’assistenza ai soggetti che hanno sperimentato la morte di un familiare per suicidio. In questo caso si tratta di soggetti a maggior rischio di suicidio e in ogni caso portatori di una sofferenza che richiede adeguate risposte: proprio a tale scopo sono sorte negli ultimi anni diverse esperienze di gruppi terapeutici per i sopravvissuti.