Il fenomeno manipolatorio del Gaslighting

Pubblicato il 16 giugno, 2016  / Ansia e Depressione
Il fenomeno manipolatorio del Gaslighting

Il termine di gaslighting deriva dal film “Gaslight” del 1944, di Georg Cukor, dove viene narrata la storia di una coppia in cui il marito attua strategie particolari di manipolazioni nei riguardo della moglie alterando le luci a gas e facendo credere alla donna di diventare pazza. Possiamo considerare questo fenomeno come un abuso psicologico dove si va ad intaccare la sicurezza del sé e l’autostima della persona indebolendola da un punto di vista psicologico e rendendola dipendente dal manipolatore, in questo caso il “Gaslighter” .

E’ una tecnica manipolatoria molto sottile e non facile da riconoscere soprattutto nella fase iniziale. Solitamente vengono coinvolti parenti o partners. E’ possibile individuare tre fasi nelle quali si sviluppa questo processo quali ( Mascialino, 2011) :

  1. Nella prima si va a creare una distorsione della comunicazione agendo verbalmente,  in modo tale che la vittima non si accorga di essere manipolata.  Viene anche chiamata fase dell’incredulità in cui la vittima non è ancora subdola dal manipolatore, non credendo ciò che lui dice, e mantenendo ancora una sicurezza di sé stessa.
     
  2. Nella seconda fase la vittima cerca di difendersi dalle continue vessazioni del gaslighter incominciando a non essere più sicura come prima. Quando la persona incomincia a difendersi le sue sicurezze e convinzioni incominciano a indebolirsi permettendo al manipolatore di adottare le sue modalità strategiche di manipolazione sapendo bene che ciò che dice non corrisponde  alla realtà  e non ha certo bisogno che la vittima glielo dica.
     
  3. Nella terza fase la vittima si convince di avere qualcosa che non va a livello mentale, come ad esempio una disfunzione cerebrale, divenendo dipendente del carnefice e divenendo bisognosa di quest’ultimo, per cercare di aiutarla ad uscire dal suo stato confusionale. La vittima si trova in una condizione depressiva in cui è totalmente vulnerabile psicologicamente.

La vittima diventa talmente vulnerabile da non essere in grado di chiedere aiuto esterno, isolandosi anche a livello sociale a causa del fatto di sentirsi inadeguata.   

Il gaslighter è molto frequente nelle coppie in cui la donna diventa vittima del compagno, andando a creare una grave forma di perversione relazionale. Quest’ultima si cronicizza nel momento in cui la persona manipolata si convince che il manipolatore ha spesso ragione, idealizzandolo (Salvadori, 2010).    

Il gaslighting è in correlazione con il mobbing familiare e con lo stalking. Nel primo caso il fenomeno si sviluppa all’interno delle relazioni familiari e tra coniugi allo scopo di denigrare uno dei membri del nucleo. Nel caso dello stalking, il gaslighting è l’evoluzione del comportamento abusante anche se con modalità più sottili, dando forma a una grave violenza psicologico-emozionale (Trapella, 2011).    

Da un punto di vista clinico non c’è un quadro diagnostico nosografico preciso  (DSM-V) che lo classifichi come disturbo, può essere considerato come una sottospecie di sadomasochismo, dal quale può essere correlato da disturbi di personalità narcisistica o da parafilie. Però non tutti gli individui di questo tipo rientrano in certe caratteristiche che rientrano in una diagnosi precisa. Il fenomeno è legato da una serie di cause e concause che al momento vanno valutate caso per caso (Mascialino, 2011).