Paura, ansia e fobia: caratteristiche e differenze

Ansia e Depressione
Paura, ansia e fobia: caratteristiche e differenze

Paura, ansia e fobia: parole solo apparentemente simili nel significato ma in realtà abbastanza diverse.

La paura è il prodotto dell'evoluzione; una specie animale incapace di provare questo sentimento morirebbe presto e rapidamente perché non si renderebbe conto dei rischi e non avrebbe la capacità di reagire prontamente.

Pertanto la paura deriva dalla previsione di un possibile danno e prepara il corpo a reagire al pericolo nella maniera migliore possibile innalzando il tono "adrenergico": il cuore batte più forte per irrorare di sangue i muscoli che servono al movimento e alla fuga. La respirazione si fa più accentuata per aumentare l'ossigeno necessario alle attività; la cute schiarisce perché il sangue si dirige verso i muscoli con il duplice scopo di aumentare le prestazioni muscolari e di ridurre il rischio di perderlo per una ferita ad esempio; il tono dei muscoli aumenta in maniera significativa fino a tremare come nel caso di un atleta pronta a una gara; l'esofago sospende la sua attività perché non può certo dedicarsi alla digestione in questo momento di pericolo. Tutti i sensi aumentano la loro vigilanza sul territorio  circostante e la  sensibilità rispetto agli stimoli circostanti.

L'ansia invece non è altro che una reazione di paura di fronte a un evento che normalmente non viene considerato spaventoso. L'evento può essere apparentemente innocuo tale da non giustificare una reazione di paura ma il fatto è che la persona vede molto nitido il pericolo di non raggiungere alcuni suoi scopi importanti intorno ai quali ruota la sua vita. Pertanto l'ansia non è affatto immotivata e senza senso ma è causata da delle valutazioni precise anche anche se esagerate e assolute che trasformano qualcosa di apparentemente innocuo per la maggior parte della gente, in un evento pericoloso per il soggetto.

Mentre nella paura il pericolo è presente, vicino nello spazio nel tempo, i pericoli sono ipotetici e distanti per l'ansioso e non c'è limite alle ipotesi nefaste così che non di rado si instaura un continuo rimuginio che anticipa tutto quanto di sgradevole può capitare da oggi fino alla fine dell'esistenza.

Infine perché si possa parlare di fobia sono necessari due elementi caratteristici: in primo luogo l'ansia deve svilupparsi solo in situazioni  ben precise lontane dalle quali il soggetto sta benissimo salvo al massimo il timore di potersi trovare ancora in circostanze simili; poi deve presentarsi il tentativo sistematico, consapevole, massiccio da parte del soggetto, di evitare circostanze che ritiene causa dell'ansia. L'evitamento alla lunga limita il verificarsi delle crisi di ansia e spesso le annulla del tutto, ma si trasforma a sua volta in una specie di "trappola" dato che il soggetto potrebbe costringersi a molte limitazioni come stretto in una "gabbia soffocante".