risposte dello specialista Angela Todaro
Recuperare o lasciare andare?
Apri domandaCarissima Minky, da quello che scrive sembra che ci siano due modi molti diversi di intendere la vostra relazione: lei cerca condivisione, vicinanza fisica ed emotiva; lui predilige i suoi spazi, sembra avere difficoltà ad aprirsi emotivamente con lei e, da quello che mi scrive, per il momento non fa passi concreti verso una progettualità di vita insieme. Lei vorrebbe di più. Che cosa ama di questo ragazzo? Quanto sta bene in un rapporto dove lei desidera qualcosa che l'altro non vuole darle? Un rapporto di coppia sano deve essere principalmente fonte di benessere e di serenità per entrambi. Ci possono essere difficoltà, dal momento che siamo tutti diversi, ma occorre capire se queste difficoltà si possono risolvere insieme e se c'è la volontà di entrambi. Se lei sta male così, ha il diritto di esprimerlo all'altro che, se le vuole bene, ha da tenerne conto e vedere cosa è disposto a fare per venirle incontro. Al contempo, se lei vuole stare con lui, ha da accettare che questa persona non viaggia sul suo stesso binario ed ha da chiedere a se stessa se è disposta a rinunciare al passo in cui lei vorrebbe viaggiare, per avvicinarsi un po' al suo che è più lento e "freddo". Se questo venirvi incontro reciproco per accorciare le distanze non lo volete realizzare tutti e due, andrete sempre più verosimilmente su strade diverse che non hanno punti in comune se non i ricordi di momenti piacevoli insieme. Lei oggi che ha 28 anni, cosa vuole da questo rapporto? L'altro è in grado oggi di essere parte di quello che lei intende per stare bene in due? Non basta volersi bene; può servire anche incontrarsi nel periodo di vita compatibile per fare la strada insieme. Se lui ha un blocco emotivo e lei vuole stare con lui, dovrebbe forse capire meglio di cosa si tratta e vedere come poterlo sciogliere insieme: se questo non avviene forse lui non è pronto a quello che lei vuole da lui. Se desiderasse approfondire con delle consulenze faccia a faccia, sicuramente potrebbe essere utile. Sono disponibile. Per il momento, tenga presente se stessa e quello che è importante per il suo benessere. Dott.ssa Angela Todaro...
I miei genitori mi opprimono
Apri domandaCarissima Marta, comprendo il tuo disagio. E' difficile capire perché mamma e papà hanno un certo stile educativo che proprio non ci piace e con cui non sentiamo di poter essere libere. Sono certa che mamma e papà ti vogliono bene nel modo in cui sanno esprimerlo e fanno quello che sanno fare. Non è facile essere genitori e ogni genitore fa i suoi sbagli. Comprendo che nel paragonarti ai tuoi coetanei, ti senti "diversa" e ti sembra che gli altri genitori dal momento che sono più permissivi, sono migliori. Quello che posso dirti, come donna che ha avuto la tua età, è che trovo normale e comprensibile che sei portata a confrontarti con il mondo circostante. Come professionista invece mi sento di invitarti a riflettere che utilizzare il mondo circostante per vedere che esiste altro di diverso dal tuo nucleo familiare va bene in quanto è utile per crescere e capire che esistono più modi e realtà, diversamente non è utile per la tua serenità nel momento in cui ti paragoni (loro possono ed io no, loro hanno situazioni normali ed io no, loro sono felici ed io no): questo è un fantastico modo per farti del male, rattristarti ed accumulare rabbia, finendo poi per ribellarti. I tuoi tentativi di ribellarti sono comprensibili alla tua età, ma quello che devi sapere è che ribellarti ai tuoi genitori è un ottimo modo per mantenerti comunque dipendente da loro. Quello che sai è che loro, per il loro stile educativo, non ti facilitano nell'essere autonoma ed indipendente, ma rafforzano la dipendenza da loro. Questo lo fanno molti genitori (anche se non li conosci posso assicurarti che ne esistono molti) e il motivo spesso è il non voler lasciar andare un legame/controllo che perderebbero con l'emancipazione dei figli. Renderti comprensiva rispetto al loro comportamento, può aiutarti a non ribellarti a loro. Come hai avuto modo di verificare sulla tua pelle, ribellarti e agire la rabbia, non è utile per il tuo benessere e la tua serenità. Loro non ti aiuteranno ad essere autonoma e più libera perché non lo sanno fare, ma tu puoi aiutarti molto nel diventare più autonoma. L'autonomia non è solo andare in discoteca o uscire con gli amici, ma è anche l'autonomia emotiva, ed è quella che ci permette di non sentirci in gabbia. La gabbia la costruiamo con i nostri pensieri. Solo tu puoi scegliere come sentirti. Capisco che può capitarti di non sentirti "normale" ma quando fai questo pensiero credo che rinforzi le sbarre della tua prigione: prova invece a pensare che nella vita non esiste una sola realtà che è quella su cui tu ti focalizzi di più (quella delle amiche che escono) ma ognuno ha la sua (che non è quella necessariamente che noi apparentemente vediamo o vogliamo vedere). Inizia a focalizzarti sui tuoi punti di forza, le tue qualità e le cose belle di te, per vedere come utilizzarle per visualizzare gli aspetti belli della tua vita che sono sicura che ci sono. C'è da accettare che finché vivi con mamma e papà nella loro casa, hai da rispettare certe regole. Quello che puoi fare è trovare alternative e migliorare la comunicazione con loro. Anziché ribellarti, alzare la voce o criticarli, puoi dire con calma: "Capisco che siete preoccupati per me e che avete le vostre idee; voglio dirvi che io le rispetto ma soffro molto perché vorrei potermi guadagnare un po' più di libertà nelle uscite. Come possiamo fare? Possiamo trovare un modo per venirci incontro? Ne guadagnerei in serenità e migliorerebbe anche il nostro rapporto. Sono disposta a fare qualcosa per voi (es. mettere apposto la casa, apparecchiare)". Hai mai provato a parlare così con loro? Con questi tipi di genitori può essere utile individuare quello che li rende fieri e che gli piace (ad es. per loro è importante che studi? Ok. Allora potresti cercare un modo per uscire di casa che sia utile per l'obiettivo ( Es. biblioteca, vedere gruppo di amici per farvi le domande che chiedono i prof.). Se una strada che hai percorso non ha funzionato, puoi trovare alternative più funzionali. La gabbia la costruisci quando non ti dai alternative positive. Sicuramente sarebbe importante parlarne faccia faccia. Qualora decidessi di fare qualche consulenza, sono disponibile. Dott.ssa Angela Todaro...
Stanchezza e depressione
Apri domandaCara Rossella, affrontare un percorso analitico sarebbe davvero prezioso per darsi la possibilità di prendersi cura di lei in modo più attivo: la sua tendenza a criticarsi sicuramente non aiuta il suo umore e con le sue paure rafforza la gabbia da cui, per difendersi, non esce. Se ci sta pensando, forse finalmente, è arrivato il momento di iniziare a guardare fuori dalla gabbia e vedere come uscirne per respirare aria nuova. Imparare a stare al mondo in un modo diverso ha certamente un costo emotivo, nel senso che richiede di affrontare nuclei emotivi personali delicati che probabilmente per tanto tempo ha "tenuto a dormire". Quanto ancora vuole stare ferma in gabbia? La vita è solo una e sta a lei scegliere come la vuole utilizzare e che possibilità vuole darsi: se questo richiede attraversare una certa sofferenza nel parlare di sé, ben venga. L'equilibrio che a lei ora sembra di avere è un astenersi dal fare qualcosa per migliorare il suo funzionamento personale e sociale, è un "finto equilibrio". Lo psicoterapeuta è prezioso proprio per aiutare la persona ad affrontare dei nuclei significativi importanti, senza che la persona si scompensi. La scelta attuale di tenere tutto in gabbia di certo non è una scelta libera e protettiva di sè. Sono disponibile a lavorare insieme se lo riterrà opportuno. Aspetto sue notizie. Dott.ssa Todaro...
Blocco nello studio e problemi con il cibo
Apri domandaCarissima studentessa di psicologia, se ha approcciato a questi studi immagino che lei sia interessata ad andare a fondo, non limitandosi a restare in superficie, specialmente di fronte ad una difficoltà. Pertanto è davvero prezioso che lei possa darsi la possibilità di comprendere cosa c'è dietro al suo rapporto alterato con il cibo che le parla di altro. Questo altro va ascoltato e compreso affinché possa decidere successivamente di utilizzare il cibo in modo diverso. Mi occupo di problematiche con il cibo e della cosiddetta "fame emotiva", una cattiva gestione delle emozioni che trova espressione nella ricerca compulsiva di cibo ed, eventualmente, in condotte di eliminazione. Ho attivato un servizio di coaching alimentare ed aiuto giovani come lei a modificare le cattive abitudini con il cibo per potersi sentire libere, imparando strategie per gestirsi in modo sano e protettivo. Sono disponibile, qualora decidesse di prendersi cura di lei, ad aiutarla a sbloccarsi e superare le difficoltà attuali. Dott.ssa Angela Todaro...