articoli di psicologia della Dott.ssa Giorgia Marino

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Mi fa male sapere che il mio ragazzo riesce a masturbarsi con altre

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Buongiorno, grazie per aver condiviso una cosa così personale e delicata. Capisco bene quanto tutto questo ti stia facendo soffrire, e la situazione che descrivi è davvero complessa. Da quello che racconti, il vostro rapporto ha delle dinamiche molto particolari legate alla fiducia, alla comunicazione e al modo in cui entrambi vivete la vostra sessualità e i vostri sentimenti. Mi sembra che la cosa che ti fa più male sia il senso di esclusività e di unicità che vorresti da lui, cioè vorresti che lui provasse per te le stesse difficoltà che tu provi nel pensare ad altri, e soprattutto vorresti una comunicazione più aperta e sincera tra di voi. È normale voler sentire che chi amiamo ci dà quella certezza, quel senso di "solo tu" anche nei pensieri. Allo stesso tempo, lui ha raccontato di una sua difficoltà, di un modo “forzato” di reagire a un dolore e a un fraintendimento, che lo ha portato a fare qualcosa che ha vissuto con disagio, non con piacere o desiderio. Questo mi fa pensare che, anche se il gesto può sembrare doloroso o difficile da capire per te, in realtà lui non è completamente a suo agio neanche con quello, e forse è una forma di reazione a un senso di perdita o tradimento (vero o percepito) più che un segno di piacere o volontà. Detto questo, la tua sofferenza è reale e va ascoltata, così come la sua, e se la comunicazione tra di voi è così complicata, forse potrebbe essere importante provare a chiedere un confronto più profondo, magari con l’aiuto di un mediatore o terapeuta di coppia, perché parlare da soli sembra non bastare o non essere efficace. Tu meriti di stare bene e di sentirti amata in modo autentico e sicuro, e lui merita di sentirsi compreso anche nelle sue difficoltà. Rimango a disposizione Dott.ssa Giorgia Marino...

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Buongiorno Sara, ti ringrazio davvero per avermi scritto con tanta sincerità e profondità. Da quello che mi racconti, stai attraversando un momento davvero difficile, e capisco quanto ti possa sentire confusa e spaventata da tutte queste sensazioni e pensieri che sembrano contraddirsi l’un l’altro. Prima di tutto, voglio dirti che è assolutamente normale sentirsi così, soprattutto a 18 anni, quando si sta ancora scoprendo molto di sé, del mondo e delle proprie emozioni. Mi sembra che il cuore della questione sia proprio questa sensazione di “crollo” delle certezze che avevi, e la paura di non riuscire più a riconoscere chi sei o cosa ti piace davvero. È come se tutto ciò che sembrava così chiaro e stabile all’improvviso si fosse messo in discussione, e questo spaventa tantissimo, perché quando perdiamo i punti fermi ci sentiamo persi. Quello che descrivi con l’ansia, i pensieri ossessivi, le crisi e le continue oscillazioni tra attrazione, rifiuto, curiosità e paura potrebbe essere un classico esempio di come l’ansia possa “distorcere” la nostra percezione delle cose. Succede spesso che, quando siamo sotto stress o in momenti di forte insicurezza, la nostra mente inizi a ossessionarsi su certe idee, facendoci dubitare di noi stessi anche su aspetti che prima sembravano chiari. Questo può riguardare qualunque cosa. Per esempio, il fatto che ti sia capitato di provare un certo tipo di eccitazione o interesse osservando una donna che gode non significa necessariamente che tu sia lesbica o che il tuo orientamento sia cambiato. Spesso, soprattutto per le donne, questa reazione può essere semplicemente una forma di empatia o immedesimazione, un modo in cui il nostro cervello risponde a qualcosa di intenso senza implicare necessariamente attrazione sessuale verso quella persona. Inoltre, il fatto che tu abbia sempre provato attrazione per i ragazzi e non abbia mai avuto interesse o curiosità per le ragazze fino a poco tempo fa è un dato importante. Non significa che non potrai mai cambiare idea o scoprire qualcosa di nuovo su di te. È anche importante sottolineare che, a volte, quando finisce una relazione importante e si perde quel “porto sicuro”, si può sentire un vuoto enorme, una confusione sui sentimenti e sulle emozioni che si provano. È del tutto comprensibile che in questo momento tu stia cercando di capire chi sei senza quel punto di riferimento. Questo processo può far emergere dubbi e paure che non sono necessariamente la verità, ma semplicemente il riflesso del disagio che stai vivendo. Quello che ti consiglio, Sara, è di concederti il tempo per esplorare tutto questo senza fretta e senza giudicarti. Non devi darti risposte subito e soprattutto non devi sentirti obbligata a “decidere” chi sei o chi ti piace. La sessualità è qualcosa di molto personale e spesso fluido, e può richiedere tempo per essere capita e accettata. Prova a essere gentile con te stessa e ad accogliere anche l’incertezza come parte del percorso. Se senti che l’ansia e i pensieri ossessivi prendono troppo spazio nella tua vita e ti bloccano, potrebbe essere davvero utile parlarne con uno psicologo in modo che possa aiutarti a fare chiarezza e a gestire meglio queste emozioni così intense. Infine, quel nodo alla gola che senti è un segnale molto umano: potrebbe coincidere con la paura del cambiamento, la paura di perdere ciò che conosci e ami, ma è anche il segno che dentro di te c’è tanto da ascoltare e da accogliere. Non sei sbagliata, non sei “rotta”, stai semplicemente attraversando un momento di crescita e scoperta. Resto a disposizione Dott.ssa Giorgia Marino Psicologa clinica...