risposte dello specialista Simona Pagano
Mio marito, suo figlio e una ex difficile. Ed io?
Apri domandaCarissima Cami, sembra che lei si trovi tra due situazioni. Da una paura si sente impaurita di fronte alla possibilità che suo marito contatti di nuovo l'ex e riprenda ad occuparsi del figlio, utilizzando le sue parole, "come di dovere". Dall'altra si sente in colpa perchè si definisce "terribilmente egoista" nel momento in cui pensa di voler eliminare questo problema a ogni costo dalla sua vita. Mi colpisce molto la sua ultima frase: "lotto per perdonarmi il mio terribile egoismo". La invito a riflettere su quali sono i suoi bisogni e le sue aspettative rispetto alla relazione che sta vivendo. Ciò non significa essere egoista, ma imparare a tenere presente ciò che sentiamo e vogliamo di importante per noi da una posizione di apertura e di dialogo nei confronti dell'altro, dove anche l'altro può esprimersi liberamente. Rimango a disposizione. Dott.ssa Simona Pagano Psicologa-Psicoterapeuta...
Domanda/Sfogo
Apri domandaciao Francesco, quello che colgo leggendo la tua lettera è come tu voglia cercare di capire se la percezione che hai dell'immagine di te riguardo l'aspetto fisico, corrisponda a dei criteri oggettivi di realtà, oppure è il frutto di una serie di esperienze relazionali che hanno influenzato il modo in cui ti vedi. Sembra che ti renda conto di come l'aver vissuto esperienze giudicanti e criticanti, ti abbiano portato ad avere una bassa stima di te, fatto sentire incompetente e non all'altezza. Rispetto alla tua domanda "è davvero possibile sentirsi brutti", tenendo presente quel pò che racconti della tua storia famigliare, è possibile che le esperienze relazionali vissute nell'infanzia e nell'adolescenza abbiamo inciso profondamente sul modo in cui ti sei costruito l'immagine di te. Da quello che racconti, ipotizzo che i messaggi impliciti che hai colto e fatto tuoi attraverso le esperienze di relazioni passate, siano "Non sono all'altezza", "Sono un incapace", "Non posso pensare con la mia testa", dando vita alla tua attuale percezione negativa di te e del tuo stare al mondo. Ti chiedo: come ti senti quando ti dici che non vai bene perchè ti vedi il naso grosso e le orecchie grandissime? Come ti senti quando ti guardi allo specchio e ti vedi brutto? Come ti sentivi quando, da bambino o da adolescente ti dicevano che non eri in grado di fare qualcosa? Credo che sia importante per te riconoscere ciò che provi e che hai provato in passato quando ti dicevano che non eri all'altezza: in questo modo, riconosci e dai voce alla sofferenza di quel bambino o ragazzo che si è sentito inadeguato e sbagliato. Uso il termine sofferenza perchè penso quanto sia stata dura per te sentirti sminuito e criticato soprattutto dalle persone significative come può essere un genitore. Rimango a disposizione Dott.ssa Simona Pagano Psicologa-Psicoterapeuta...
Riconciliazione
Apri domandaCaro Pino, colgo da quello che scrive, come lei si senta impotente e sofferente rispetto al rischio di perdere la persona che ama. Mi colpisce quando lei afferma "penso che deve essere lei a cercarmi visto che mi ha fatto uscire" . Rispetto a questo, le dico che non sempre le persone rispondono nel modo in cui noi vorremmo e le aspettative su come noi ci immaginiamo debbano andare le cose, possono rimanere deluse. Il punto è: "come mi sento io quando l'altro non agisce come io vorrei?" , "cosa avrei bisogno che l'altro facesse affinchè io mi senta felice?". La invito a riflettere su quanto sia importante per lei riconoscere quali sono i bisogni e le aspettative che ha nella relazione con l'altra persona per potersene prenderne cura. Mi auguro che quando detto le sia stato di supporto. In ogni caso, rimango a disposizione e le lascio la mia mail [email protected] Saluti...