Cami domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 10/04/2017

Agrigento

Mio marito, suo figlio e una ex difficile. Ed io?

Salve,
il mio argomento è abbastanza comune, ma come molti, non cessa di rappresentare un motivo di crisi personale e di coppia. Sono sposata con un uomo straniero che ha un figlio con una donna che vive in un altro paese. Premetto che questo figlio è venuto al mondo come conseguenza di un atto di incoscienza giovanile , non d'amore e che la madre voleva un figlio per lei e non con l'uomo in questione. Nonostante ciò i due hanno provato a rimanere insieme per due anni con risultati disastrosi che comprendono discussioni violente e tradimenti. La relazione ha dunque avuto una conclusione per niente pacifica e la madre ha portato suo figlio via con lei e con una valigia di rancori. Dopo circa un anno di separazione il mio non ancora marito decide di raggiungere il figlio e cercare di stabilirsi in un paese straniero dove non parla la lingua ed è extracomunitario. A questo punto entro in gioco io, entro nella vita di mio marito e, dopo un mese di convivenza, riceve una lettera dell’avvocato della sua ex e un avviso di espulsione dal paese. Da qui iniziano due anni di lotte con avvocati, migliaia di euro spesi (prestati da me visto che lui nel frattempo rimane senZa permesso di lavoro) e drammi. La madre del bambino è una persona particolarmente drammatica e ha sempre parlato male del padre a suo figlio generando grandi tensioni.
Dopo questi due anni io e mio marito abbiamo deciso di partire per il suo paese per poter iniziare a vivere e lavorare liberamente, ma, per sfuggire alle ire legali della ex, mio marito ha deciso di non fornirle la sua ubicazione. Di conseguenza non ha più diritto a parlare con suo figlio.
Ora viene il mio problema. Ho vissuto anni infernali aiutando mio marito con le pratiche e ricevendo a casa suo figlio spesso con atteggiamenti difficili da gestire e pesanti per me. Ora che siamo partiti mi sento liberata di un peso e uscita da un incubo. Vivo nel terrore che torni ad avere contatti con la sua ex e ,non senza vergogna, confesso che non mi importa se questo implica che ci sia un bambino senza padre. Questo mio egoismo mi stupisce, mi fa sentire sporca ma se cerco nel profondo di me stessa… non voglio tornare a fare la matrigna, quando noi come coppia abbiamo scelto di non avere figli. Ci stiamo appena ricostruendo e siamo economicamente molto fragili per sostenere i capricci di una donna sola si, ma con una famiglia ricca e numerosi aiuti statali. Mio marito è ovviamente triste per non poter parlare con il figlio ma dice di essere fermo nella sua decisione… invece io so che è tornato a scrivere a lei, mosso dal senso di colpa e sento di non avere nessuna certezza , sento che le cose vanno al contrario e che tutti i sacrifici che ho fatto e sto facendo per far funzionare il matrimonio possono essere distrutti con una sola chiamata. Perché se torna ad avere contatti col figlio non è per fargli gli auguri, ma dev'essere per occuparsene come di dovere e quindi essere disposto a tornare a lottare con la sua ex. Ora tutto quello che abbiamo è in comune e io ho perso la compassione per poter finanziare la riSoluzione di problemi irrisolvibili. Quel bambino è frutto dell'incoscienza e finché sarà sotto la custodia di madre non avrà una relazione serena col padre ( presente o no). Nel frattempo io lotto per perdonarmi il mio terribile egoismo che solo vuole eliminare dalla propria vita un problema grande a qualsiasi costo.
Grazie per il vostro aiuto

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Simona Pagano Inserita il 13/04/2017 - 14:27

Carissima Cami,
sembra che lei si trovi tra due situazioni. Da una paura si sente impaurita di fronte alla possibilità che suo marito contatti di nuovo l'ex e riprenda ad occuparsi del figlio, utilizzando le sue parole, "come di dovere". Dall'altra si sente in colpa perchè si definisce "terribilmente egoista" nel momento in cui pensa di voler eliminare questo problema a ogni costo dalla sua vita. Mi colpisce molto la sua ultima frase: "lotto per perdonarmi il mio terribile egoismo".
La invito a riflettere su quali sono i suoi bisogni e le sue aspettative rispetto alla relazione che sta vivendo. Ciò non significa essere egoista, ma imparare a tenere presente ciò che sentiamo e vogliamo di importante per noi da una posizione di apertura e di dialogo nei confronti dell'altro, dove anche l'altro può esprimersi liberamente.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Simona Pagano
Psicologa-Psicoterapeuta