Marta domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 02/11/2017

Venezia

Problemi in famiglia e dipendenza affettiva

Buongiorno,
mi chiamo Marta e ho 26 anni.
Da diversi anni sono assieme ad un ragazzo con cui ho trascorso periodi di emozioni intense e l'ho amato al punto da perdonargli, quattro anni fa, un tradimento. Da allora però ho sempre cercato di "nascondere sotto al tappeto" la mia sofferenza, di guardare avanti e cercare di far andare bene le cose. Anche quando a volte stavo così male e al posto di trovare conforto, trovavo un muro di ghiaccio. Qualche giorno fa mi sono imbattuta nel libro "Donne che amano troppo" della dottoressa Norwood e sono rimasta scioccata, per non dire sconvolta per il semplice fatto che mi sono rivista in diversi dei suoi casi (non in maniera così grave, ma ho compreso certi miei comportamenti ad esempio nei confronti del mio ragazzo). Ho capito di aver "sofferto" di dipendenza affettiva e sono così confusa attualmente che non riesco a pensare ad altro. Da adolescente ho avuto dei problemi nella mia famiglia (precisamente con mia madre, la quale ha tradito mio padre e si è chiusa nel suo mondo di relazioni tralasciando tutto il resto) che ho cercato di evitare. Per tutta la vita ho negato e non affrontato ciò che mi faceva male, il fatto di non aver avuto un punto di riferimento femminile (forse ciò spiegherebbe anche il sentirmi inferiore rispetto a qualsiasi donna che incontro?) e il sentirmi in qualche modo abbandonata e sostituita, per non dire che mi sono talmente presa cura di mio padre che non riesco a staccarmene, non voglio lasciarlo solo. E' l'unica persona di cui mi possa fidare ciecamente e per la quale sarò sempre grata, non so cosa avrei fatto se non ci fosse stato lui... E' un disagio tutto questo, visto che sto per andare a convivere seriamente con il mio ragazzo. Sono arrivata ad un bivio che non dovrebbe esistere, ma con quel libro è come se mi fossi resa conto che io sto limitando la mia felicità e il mio benessere e che è arrivato il momento di fare chiarezza. Vorrei tanto parlarne con qualcuno, ma non riesco a trovare una psicologa che tratti precisamente di questo argomento, ovvero dipendenza affettiva e traumi familiari. Mi piacerebbe partecipare anche ad un gruppo, ad esempio per sentire esperienze analoghe alla mia. Io abito vicino Venezia, ma per la mia salute mentale (sto letteralmente impazzendo) sono disposta a spostarmi, o fare anche consulenze online.
Vi ringrazio,
Marta

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Guido D'Acuti Inserita il 03/11/2017 - 15:33

Gentile Marta,
leggendo quanto ha scritto emerge un forte vissuto di sofferenza che al momento la travolge e non le lascia lo spazio necessario per essere serena. Spesso il passato è come una ferita aperta che continua a fare male ed è necessario chiuderla per poter stare nuovamente sereni. Una volta chiusa comunque rimane però non fa più male.
Da anni mi occupo di dipendenze e capisco cosa vuol dire non riuscire ad uscire dal circolo vizioso, in particolare quando è di tipo affettivo.
Io esercito la mia professione a Padova, se hai piacere chiamami per avere maggiori informazioni.
Grazie e un saluto.
Guido D'Acuti

Dott.ssa Francesca Di Niccola Inserita il 03/11/2017 - 11:07

Salve Marta,
dalle tue parole emerge sicuramente una grande sofferenza, risultato di tanti fattori che sarebbe troppo riduttivo esaminare in una risposta di poche righe, in quanto ritengo che sia importante dedicare un tempo ed uno spazio adeguato. Spesso le persone, a partire da alcuni sintomi tendono ad "autodiagnosticarsi" disturbi e, dunque, "la mente gioca brutti scherzi", ossia conduce tutto ciò che poi capita di vivere, di pensare o percepire all'interno di quella "categoria diagnostica" che conferma e rinforza la patologia presunta. Avere la sensazione che qualcosa non va nella tua vita e cercare aiuto è sicuramente un grande passo che ti stai concedendo, verso la strada del tuo benessere e della tua serenità. Il passato, come ben sai, non lo possiamo modificare....Spesso si tende a rivisitare il passato senza renderci conto di vivere nel presente, in un'altra fase della vita rispetto a quella dell'episodio traumatico. L'aspetto più difficile è proprio "guardare il passato con gli occhi del presente". E' importante avere la possibilità di "ripartire da te stessa", con tutto ciò porti nel tuo bagaglio personale (emozioni, competenze, convinzioni, debolezze, punti di forza, vissuti, fragilità, abilità,esperienze) per poter costruire il tuo futuro nel rispetto dei tuoi bisogni e desideri.
Un caro saluto.
Dott.ssa Francesca Di Niccola
PsicoLogicaMente