Mexy domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 08/03/2016

Bergamo

Non so con chi confrontarmi

Ho bisogno di condividere la mia storia. Non sono neanche certa del tipo di aiuto che mi possa servire, dato che mi sembra banale.
Ho 21 anni e sto con il mio attuale – e unico – moroso serio da 3.
La mia storia risale al 2009-2010, anno in cui frequentavo la seconda superiore. In quel periodo mi ero invaghita di un ragazzo del mio liceo, che ha cominciato a piacermi parecchio dopo la fine della piccola relazione estiva che ho avuto con un ragazzo che non ho più visto. Fu una cotta che con il tempo si è riversata contro di me, diventando praticamente un'ossessione e una rovina. A causa di questo mio 'sentimento' ho perso la mia amica d'infanzia, per una gelosia fittizia causata da quell'infatuazione, e sono caduta in depressione, particolarmente aggravata nel 2011, anno in cui ho dovuto cominciare un percorso psicologico per capire cosa mi frullasse nel cervello. Una certezza c'era: mi sentivo molto, molto sola, e disillusa quando ho finalmente scoperto che quel ragazzo di cui mi ero invaghita fosse gay. Avevo la sensazione che nessuno si sarebbe mai interessato a me. L'unica persona che mi era stata vicina fu quella che era la mia migliore amica allora, che conoscevo da tempo, e con cui ho cominciato a legare frequentando l'oratorio estivo dal 2009 circa. Ero molto affezionata a lei.
Una sera è venuta a dormire da me. Eravamo nel letto insieme. Parlavamo. Non mi ricordo neanche di cosa. So solo che per un istante ha chiuso gli occhi. Si stava per addormentare, e io la guardavo. Avevo solo un desiderio in quel momento: baciarla. Probabilmente volevo farlo da tempo. Non sapevo come fare, né sapevo come l'avrebbe presa. Ma volevo farlo. E l'ho fatto: le ho dato un bacio all'angolo delle labbra. Lei ha aperto gli occhi, mi ha guardata, mi ha sorriso e li ha richiusi.
A questa ragazza sono rimasta legata ancora per un anno. L'estate successiva, quella del 2012 (nel frattempo sono stata bocciata in quarta liceo), non so per quale motivo – che non centra con l'evento di quella notte – ha deciso che con me non voleva avere più a che fare. Abbiamo litigato, e da lì non ci siamo più parlate.
Nel frattempo ho conosciuto altra gente. Ho cominciato ad aprirmi di più con le nuove amicizie, ma mai a sufficienza. E nel frattempo ho cominciato pure ad avere una certa simpatia per le ragazze. Mi piaceva guardarle, ma non avevo l'intenzione di averci a che fare per qualcosa di… serio. Così, questo desiderio l'ho praticamente soppresso, non avevo nessuno con cui confidarmi e confrontarmi; pensavo che fosse inutile e stupido.
A dicembre 2012, miracolosamente un ragazzo che prendeva il pullman con me mi ha scritto. Le cose sono poi successe in fretta: a gennaio del 2013 ci siamo visti e dopo tre settimane ci siamo messi insieme. Dopo un mese di coppia abbiamo perso la verginità. Se ci ripenso, non me lo ricordo come un momento felice. Non è stato bello. Comunque questo ragazzo è il mio attuale moroso.
Io e lui siamo stati insieme per un anno decentemente, forse perché eravamo entrambi troppo disperati – ed è una cosa che abbiamo constatato – perché per la prima volta tutti e due vivevamo una relazione seria. Ma le complicazioni sono venute fuori dopo poco tempo: lui soffre di eiaculazione precoce, e io non riesco ad eccitarmi con lui. In qualche modo, però, siamo rimasti legati in termini quasi 'platonici'.
Ma dopo un anno e mezzo il casino.
Nel 2014 sono stata in crisi a causa della preparazione della maturità, e ho cominciato a sentire un altro ragazzo. L'ho incontrato due volte in quel periodo e con lui, non dico come, ho tradito il mio moroso. Non per trovare un alibi, ma questo atto che ho compiuto non mi è piaciuto. Ho fatto solo una stronzata che ha rovinato la mia autostima e il rapporto con il mio moroso. Ed è così che le cose tra me e lui hanno cominciato a complicarsi. L'altro ragazzo, comunque, non ho più voluto sentirlo, ma allo stesso tempo non provavo più niente neanche per il mio moroso, nonostante volessi convincermi del contrario. Sono arrivata al punto da pensare che in realtà l'avevo tradito per rinforzare il legame con lui. Mai errore più grosso.
Sei mesi dopo, alle prese con i primi esami universitari, i nodi sono venuti al pettine: io ho cominciato a trascurarlo; di conseguenza lui non provava più niente per me, e io, per cercare di salvare la relazione gli ho raccontato del tradimento. Ed è servito, perché dopo un mese neanche eravamo di nuovo insieme, e io mi sentivo di nuovo attratta da lui come quando ci siamo visti per la prima volta.
Nel frattempo, però, in università ho ampliato le mie conoscenze. In particolare, proprio in questo periodo di crisi, una mia compagna di corso mi ha confidato di essere lesbica. Praticamente la prima ragazza omo- con cui ho a che fare. E mi viene una mezza cotta, o infatuazione – non so neanche come chiamarla; desiderio carnale? – per lei. Esattamente come era successo con il ragazzo del liceo. E una delle motivazioni per cui avrei voluto lasciare il mio moroso è stata proprio questa infatuazione. Quando poi ho scoperto che l'interesse non era ricambiato, il riavvicinamento con lui mi sembrava la cosa migliore, e infame: non volevo sentirmi sola e sono riapprodata al mio porto sicuro. Perchè mi ha dimostrato di tenerci, a noi. E abbiamo ripreso la vita di prima, arrivando addirittura a isolarci da tutti, come se ci completassimo a vicenda e non avessimo più bisogno di nessuno. Ci siamo sentiti forti, insieme. Forse ci siamo anche amati.
È passato un altro anno, e adesso siamo nel 2016. Stesso periodo, stessa situazione critica, atteggiamento diverso: a metà gennaio è stato lui a farmi intendere che avrebbe voluto lasciarmi. Il motivo ancora mi è oscuro. Io ho cominciato a sentire altri e dopo tre settimane abbiamo litigato. E se all'inizio continuava a dire che la nostra storia era finita, a fine discussione mi ha detto di voler ancora riprovarci. Solo che non è più la stessa cosa. Sono diventata molto più fredda con lui, anche se sta facendo di tutto pur di non rompere con me. Anche io sto facendo qualcosa, ma non mi sto impegnando più di tanto. Non lo desidero più. Quella litigata mi ha disillusa.
So solo che adesso mi trovo indietro con gli esami che avrei dovuto dare in questo semestre, a causa dei pensieri che mi circolavano – e lo fanno tutt'ora – per la testa: voglio ancora bene al mio moroso? Voglio continuare la nostra storia? Sono attratta da lui sessualmente? Sono completamente etero oppure no? Non riesco a trovare delle risposte.
Ultimamente ho scoperto che la mia ex migliore amica è fidanzata da 4 anni circa con un uomo molto più grande di lei. Quando l'ho saputo l'unica cosa che ho pensato è stata questa: 'Peccato, avrei sperato che fosse davvero lesbica. Avrei dovuto baciarla seriamente, forse, quella notte'.
Tutti questi pensieri non fanno altro che devastarmi. E sono sicura che un giorno di questi usciranno fuori come una bomba, e scoppierò.
Ma non so più con chi confrontarmi.
E ho voluto scrivere qui tutta la mia storia perchè mi sento davvero sola.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Inserita il 08/03/2016 - 16:51

Gentile Mexy,
tutto quello che ha raccontato è vita.
Sono esperienze, momenti in cui si sperimenta, si cerca di capire se stessi e gli altri, le loro reazioni, le nostre reazioni.
E' vita.

La questione piuttosto è come Lei sta vivendo queste esperienze, che significati sta dando, ma soprattutto, che aspettative ha su se stessa.
Mi è parso più volte di vedere nel suo racconto un'ansia eccessiva che deriva dalle tante domande su se stessa.

Le esperienze possono essere vissute per conoscersi e accettarsi con serenità. Ma se di base ci preoccupiamo troppo, ci facciamo troppe domande, vorremmo una sicurezza che deriva solo dall'adesione a modelli che pensiamo siano indispensabili per vivere, finiamo per non riuscire ad ascoltare più noi stessi, quello che proviamo per le altre persone, cosa ci farebbe felici.

Le consiglio qualche consulenza, anche online, per fare chiarezza sul modo con il quale sta affrontando queste esperienze e su cosa ci sia dietro alle domande che si sta ponendo.

Se volesse approfondire, può contattarmi in privato.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino
www.nonsolofreud.it