Il "mio" uomo non è mio
Comprendo che l'idea di aver instaurato una relazione con un uomo impegnato possa suscitare pregiudizi o etichettare con stereotipi chi si va a ficcare in queste situazioni spiacevoli, ma spero possa ricevere comunque una risposta. Ho avuto una relazione lunga con il mio ex, con quasi due anni di convivenza alle spalle. Per esigenze lavorative ho dovuto trasferirmi fuori regione e il nostro rapporto, già precario, è diventato più instabile che mai fino a che lo scorso anno ho deciso di porre fine alla nostra storia. Dopo alcuni mesi, sul lavoro, mi sono innamorata di un uomo. Lui: 20 anni più di me, un matrimonio alle spalle con 4 figli, un'altra storia fallita da cui ha avuto un altro figlio e attualmente in una relazione pseudostabile (almeno in apparenza). Abbiamo cominciato a lavorare insieme e giorno dopo giorno io mi sentivo sempre più attratta dalla sua estrema professionalità. Finalmente, ho l'occasione tanto agognata di ritornare nella mia terra grazie ad un trasferimento.. Lui si dichiara.. Io abbandono l'idea di tornare a casa per stargli vicino. Sono ormai 7 mesi che ci frequentiamo, lui ha un carattere difficile e io non riesco più a vivere la mia vita indipendentemente da lui. In più, difficoltà economiche derivate dal suo passato difficile e la sua attuale compagna (di cui si lamenta quotidianamente e che inquadra come una sorella) mi impediscono di vivere la vita che ho sempre desiderato. Ultimamente, lui è distante, più del solito. Si scusa dicendo che i fantasmi del suo passato gli impediscono di trovare un equilibrio. Non so più cosa fare per uscire da questa vera e propria dipendenza e trovare un uomo che possa rendermi felice. Cosa fare?