Leonarda domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 13/01/2015

Milano

riprendersi dopo un aborto spontaneo

Buongiorno,
5 mesi fa ho vissuto una bruttissima esperienza, alla fine del 4° mese di gravidanza ho avuto un aborto spontaneo.
Ancora oggi non sono chiare le cause dell'accaduto, sto facendo una serie di esami per capirlo. Ho dovuto partorire in quanto avevo superato le canoniche 13 settimane che segnano il termine del 1° trimestre e anche questa esperienza mi ha segnato moltissimo. Partorire un bimbo che sai non potrai mai abbracciare.
Sto cercando di elaborare questa esperienza, vissuta da me come un lutto. A causa del fatto che non avendo ancora chiare le cause dell'accaduto non riesco a farmene una ragione. Ho 34 anni e continuo a dirmi che sono giovane e che se doveva succedere è meglio che sia successo al 4° mese piuttosto che dopo, ma non è facile. Nella cerchia di amicizie, essendo tutti più o meno coetanei, continuano a sbucare pancioni. Sono contenta per le mie amiche e per le moglie/fidanzate degli amici di mio marito ma tutto questo ha scatenato in me anche una sorta di paranoia. Mi sento "osservata", a volte quasi compatita. Continuo a chiedermi cosa ho sbagliato, se fossi andata prima al pronto soccorso o se avessi scelto un ospedale diverso...
E ogni notte sogno qualcosa legato a questa esperienza, scopro di essere incinta ma mio figlio non ha il cervello, scopro di essere incinta di due gemelli, sogno di partorire o sogno qualcuna che mi annuncia di essere in dolce attesa.
Cerco di fare finta di niente, di non mostrare a nessuno la mia inquietudine e mi rendo conto che potrebbe essere problematica a livello emotivo una futura gravidanza...

  8 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Nappo Inserita il 14/01/2015 - 14:55

San Giuseppe Vesuviano
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Gentile Leonarda,

quello che ha vissuto è un lutto a tutti gli effetti e, come tale, richiede un pò di tempo per poter essere accettato ed elaborato, non solo razionalmente, ma soprattutto emotivamente.

Il suggerimento che mi sento di darle è di chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta della sua città per una consulenza, affinchè la aiuti ad elaborare le emozioni e le paure che in questo momento ha difficoltà a contenere da sola.

Un caro saluto
Dr.ssa Valentina Nappo
Psicologa e Psicoterapeuta individuale, di coppia e familiare
http://www.pscodialogando.com/

Dott.ssa Annalisa Sammaciccio Inserita il 15/01/2015 - 14:17

Cara Leonarda, quello che ha vissuto e che sta vivendo è un lutto, a tutti gli effetti, e la sua difficile e faticosa elaborazione adesso. A mio parerele sarebbe molto utile rivolgersi ad una psicoterapeuta che possa aiutarla e sostenerla in questo processo. Si prenda cura di questo dolore che sente: quello che prova, quello che sogna è normale e comprensibile e affinchè non diventi un blocco ad una futura serena gravidanza, c'è bisogno che lo affronti. Renda partecipe anche il suo compagno dei suoi vissuti e magari potrebbe scoprire che anche lui sta sperimentando emozioni similari. Un cordiale saluto.
dott.ssa Annalisa Sammaciccio
psicologa psicoterapeuta-Padova
www.annalisasammaciccio.com

Dott.ssa Chiara Merighi Inserita il 18/01/2015 - 14:47

Cara Leonarda,
Capisco profondamente la sua tristezza e frustrazione: il pensiero di divenire mamma richiede profondi cambiamenti, trasformazioni sia fisiche che psicologiche. Il desiderio di un figlio è frutto di un percorso che richiede fatica, e quando si è finalmente pronti ad accoglierlo la sua perdita significa vuoto, rabbia e colpa. Il buco che sente nella pancia non è solo la mancata gravidanza, ma è forse il mancato compimento di un percorso che ora lei vive con fatica. È un lutto - per fortuna superabile - è come tale richiede tempo. Si conceda questo tempo, non è forse così indispensabile correre subito verso analisi specialistiche o altro. Si conceda un po' di tristezza, la esprima, la faccia sentire a chi le è accanto, in modo che possano aiutarla. Questa sarà la miglior base per poter riprovare di nuovo, senza portare il peso di zone non elaborate.

Dott.ssa Mariagrazia Banfi Inserita il 03/02/2015 - 10:24

cara leonarda, immagino la sofferenza che sta vivendo...
il tempo e un percorso psicologico potranno aiutarla a superare questa fase. il suo inconscio, attraverso questi sogni "a tema", ha già avviato il processo di elaborazione. Inoltre la condivisione della sua storia con amici e familiari stretti potrebbe aiutarla.
un caro saluto mariagrazia banfi

Dott.ssa Miriam Cassandra Inserita il 31/01/2015 - 19:04

Gentilissima Loredana,
un aborto è un lutto a tutti gli effetti, soprattutto se non voluto, vanno a cancellarsi tutte le fantasie, le prospettive che ci si è fatti sul futuro figlio: come sarà? di che colore avrà gli occhi? cosa farà da grande?
E' sicuramente un momento che richiede una riflessione ed una elaborazione interna, un tempo, bisogna concedersi di esser tristi, bisogna permettersi di star male, che non è un lusso, ma è un tempo necessario per riprendersi.
A 34 anni si ha una vita d'avanti, quindi quello che le consiglio è di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per elaborare assieme a lui il suo lutto e superare il confronto con il giudizio esterno, lavorare a fondo sulle paure e le proprie aspettative.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti
Dott.ssa Miriam Cassandra
Psicoterapeuta
https://www.facebook.com/pages/Miriam-Cassandra-Psicologa-Psicoterapeuta/133866986641394

Dott.ssa giuliana rasi Inserita il 14/01/2015 - 16:05

cara Leonarda, ho scritto una lunga risposta questa mattina, ma temo che si sia persa nell'etere.
Poichè non ho il tempo di riprendere tutti gli argomenti ti dico solo che sei coraggiosa a parlare del tuo lutto (perchè di questo si tratta), elaborarlo è proprio questo: iniziare a far uscire fuori la marea di sentimenti che abbiamo dentro.
Ci sarebbero tuttavia tante altre cose da dire, anche in relazione all'esperienza di aborto spontaneo di tante donne come te. So che può sembrarti strano ma è un'esperienza molto comune. Solo che per te è stata più traumatica dato che non è avvenuto nelle prime settimane, ma più avanti. Se credi possiamo approfondire in un colloquio. Il primo è conoscitivo e gratuito. Ricevo a Milano.
Un caldo abbraccio
giuliana

Dott. Giuliana Rasi
Psicologa e prsicoterapeuta transpersonale

Dott.ssa Roberta Cacioppo Inserita il 14/01/2015 - 15:06

Gentile Leonarda,
la perdita spontanea di un bambino in fase già avanzata di gravidanza è un lutto molto duro da elaborare.
Potranno aiutarla le spiegazioni mediche, ma se o quando ci saranno difficilmente le basteranno. Perchè la ferita che lei ha subito riguarda innanzitutto le sue emozioni, le sue aspirazioni, il suo mondo interno di donna, compagna e futura madre.
Le consiglio quindi di rivolgersi subito a uno psicologo, per fare qualche colloquio di consultazione, per trovare un luogo in cui esprimere (o trovare un modo per farlo) tutte le forme che il suo dolore sta prendendo. E per trovare dall'altra parte l'aiuto di un professionista, che possa fare le opportune valutazioni riguardanti il suo malessere e mettere in campo gli strumenti adeguati per affrontarlo.

Cordialmente,

RC
www.psicoterapia-milano.it

Dott.ssa Valentina Mossa Inserita il 14/01/2015 - 10:36

Cara Loredana,
le tue parole sono cariche di tristezza e rabbia, emozioni pienamente condivisibili e più che normali in una situazione del genere.
Accertarsi a livello medico di quanto sia accaduto è sicuramente un'ottima soluzione che potrà darti anche delle informazioni e dei consigli per una futura gravidanza.
Sapere le cause che ti hanno portato a questo aborto potrebbe anche aiutarti a non provare la spiacevole sensazione che provi ma, per la mia esperienza, mi sento di consigliarti, qualora ciò non dovesse avvenire, di recarti da uno specialista nella tua città per affrontare con lui questo delicatissimo periodo evitando anche che l'accaduto - come ben espresso da te - possa incidere a livello emotivo su una futura gravidanza.
In ultima analisi ti consiglierei anche di parlarne con tuo marito - ad esempio, non ci racconti come lui abbia vissuto l'aborto. Parlargli dei tuoi sogni, dei tuoi timore e delle tue insicurezza potrebbe aiutarti a non "tenerti tutto dentro" ma a condividere questo forte dolore che è anche il suo.
Un caro saluto ed un forte in bocca al lupo,

Dott.ssa Valentina Mossa
www.valentinamossa.com