verbena domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 05/08/2014

Monza e Brianza

Bambina che non riesce ad andare al bagno

Buongiorno sono la mamma di una bambina di 11 anni che purtroppo non riesce ad andare al bagno. Fin da quando era piccola ha avuto problemi che poi venivano risolti con sciroppi, clisteri e quant'altro. Il problema grande è che lei è convinta di non essere capace e non appena ha lo stimolo cerca, con molta fatica, di rimandarla indietro e non si siede al bagno ad effettuare la spinta. Ovviamente fin da piccola è stata visitata da psicologi che purtroppo non hanno risolto nulla se non dirmi che la bambina non ha subìto traumi ed è serena. Ora sta per cominciare la prima media e sono seriamente preoccupata per lei. Ringrazio vivamente per l'aiuto.

  4 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Roberto Cetroni Inserita il 18/08/2014 - 22:50

Gentile Verbena,
le consiglio di intraprendere una terapia breve strategica nella sua zona.
Sono così diretto perchè questo metodo va subito alla ricerca della soluzione senza perdersi in tante interpretazioni.
In questo caso è importante l'estinzione del sintomo che se non risolto può creare ripercussioni a livello sociale alla bambina.
Ho risolto già diversi casi di questo tipo, di solito nella mia esperienza professionale in questo tipo di problema è molto importante l'influenza dei genitori, tant'è che viene utilizzata una terapia indiretta sui genitori, piuttosto che fare sedute con la bambina.
Se vuole maggiori informazioni sul metodo può leggere il libro: "Aiutare i genitori ad aiutare i figli", manuale per genitori sulla terapia indiretta strategica.
Cordiali Saluti
Dott. Roberto Cetroni

Dott.ssa Giovanna Tatti Inserita il 18/08/2014 - 08:22

perchè la sua bambina ormai ragazzina, direi, crede di non essere capace di spingere fuori le feci?
Vede, verbena, una delle faccende da comprendere è cosa rappresentino per sua figlia le feci e perchè la "sua cacca" non può uscire fuori, non può essere consegnata alla sua mamma, cosa va per forza tenuto dentro.
immagino abbia consultato dei colleghi dopo che la pediatra ha escluso una qualunque componente organica.
anche se la ragazzina è già grandetta io probabilmente tenterei dopo una valutazione sulla bambina di lavorare un pochino attraverso i genitori, dato che il disturbo origina in età infantile.. provi a sentire qualcuno nella sua zona che valuti la possibilità di aiutare la sua ragazza attraverso di voi e rivalutate la possibilità di fare seguire di nuovo sua figlia.
ultima cosa che mi viene in mente è relativa alla possibilità che la bambina si sia molto spaventata a causa di una defecazione molto dolorosa o di una sua reazione a questo. in tal caso è possibile (ma è ovviamente un'ipotesi cieca non avendo mai visto la bimba) che il ricordo sia immagazzinato in modo traumatico e in qualche modo continui ad agire, anche se sembra ormai non avere più peso.
resto a disposizione per eventuali altre domande
cordiali saluti
Dr.ssa Giovanna Tatti
Milano

Dott.ssa Mariaelisa Santonastaso Inserita il 19/08/2014 - 11:37

Gent.ma Sig.ra, un aspetto importante da capire è cosa sua figlia associa all’atto della defecazione, e che significati più o meno profondi ci possano essere. L’eccessivo controllo sfinterico che la bambina pone in atto potrebbe far supporre all’utilizzo di un eccessivo controllo all’interno delle relazioni familiari e specialmente dalle persone più significative per la bambina. Ogni volta che un bambino ha un sintomo problematico, questo è da considerarsi come lo specchio di un disagio che per la gran maggioranza delle volte risiede nell’ambito familiare. A volte può essere un disagio non palesato e che resta inespresso. Per risolvere il sintomo bisogna lavorare a monte con la più profonda collaborazione dei familiari, capire da dove scaturisce il disagio e attivarsi per risolverlo. Questo è il motivo per cui un lavoro con un bambino comporta un intervento su tutta la famiglia.

Cordiali Saluti

Dr.ssa Mariaelisa Santonastaso

Dott.ssa Annalisa Gamba Inserita il 19/08/2014 - 08:54

Buongiorno Verbena,
sono perfettamente d'accordo con i colleghi rispetto al fatto di effettuare un breve training genitoriale per approfondire alcune dinamiche relazionali appartenenti alla prima infanzia.
La sottoscritta si occupa di problematiche dell'eta' evolutiva e solitamente l'azione in co-coperazione con i genitori ha una funzionalita' diretta sul benessere del preadolescente.Resto a disposizioni per specificazioni ed approfondimenti. Dott.ssa Annalisa Gamba