Leana domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 09/04/2016

Teramo

Tic nervosi

Buongiorno, mio figlio di 9 anni soffre da un paio di mesi di tic nervosi, per lo più sonori. Premettendo che anche io ne ho sofferto da piccola e ne soffro tutt'oggi (a periodi alterni) vorrei gentilmente sapere se posso fare qualcosa per evitare che mio figlio se soffra anche da adulto. Tenga conto che di disturbi nervosi (ansia, depressione) ne soffriamo sia io, sua madre, che la nonna del bambino. Grazie.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Cristina Fumi Inserita il 11/04/2016 - 08:04

Buongiorno Leana,

Certo che può fare qualcosa per Suo filgio: si può rivolgere Lei a uno psicoteraputa inizialmente per comprendere l'origine dei Suoi tic
Lei riferisce di soffrire di ansia e depressione (come Sua madre). Le chiedo: come mai? da dove origina? E' mai stata in cura da qualche professionista? per quale motivo Sua madre soffre di ansia e depressione? che tipo di rapporto ha Lei con Sua madre?

I bambini sono molto sensibili e spesso "assorbono" i malesseri e gli stati d'animo dei genitori, ripropondendoli nella propria vita quotidiana e di relazione.
Vivere con un genitore e essere in contatto con una nonna depressa e ansiosa con tic, è un fattore dir ischio rispetto alla possibilità di sviluppare la stessa sintomatologia.

Non sono certa ma presumo che anche Suo figlio possa soffrire di una forma di depressione e di ansia, che ha generato i tic.
I tic nervosi (le cui caratterische generalmente sono la ripetizione e la costanza) hanno la fuzione di rassicurare il soggetto che ne soffre in quanto sono prevedibili e controllati dal soggetto stesso. Fungono, ipotizzo nel Suo caso, da antidepressivo e ansiolitico.

Il problema non sono i tic in sè, ma quello che origina e casua il tic.

Spesso inoltre celano vissuti di inadeguatezza, senso di inferiorità, bassa autostima, insicurezza. Ne ha mai soffeto, sigra Leana?

Bisognerebbe capire la natura e le caratteristiche de tic, in quali situazioni nello specifico ci si ricorre: questo a mio avviso sarebbe il punto di partenza per una psicoterapia per Lei, in primo luogo e poi successivamente per il bambino.

Se Lei attraverso una psicoterapia si potesse rasserenare un pò, Suo filgio ne gioverebbe assai.

Cordiali saluti

Dott.ssa Cristina Fumi
psicologa psicoterapueta
Milano
www.studiokaleidos.it