ivs domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 10/03/2016

Agrigento

Tendenza alla fuga

Ho 43 anni, sono single e sto molto bene in compagnia di me stessa e pochi fidati amici, con i quali condivido soprattutto la pratica dello sport. Ho notato che ogni volta che conosco gente nuova ripeto lo stesso schema mentale: all'inizio sono entusiasta delle nuove frequentazioni ma subito già dopo le prime uscite tendo a darmi alla fuga, a esclissarmi, a trovare scuse per non rivedere le persone. Sono forse troppo esigente nei rapporti con gli altri?. Tengo troppo alla qualità del tempo libero e non lo voglio sacrificare in attività che non mi interessano davvero soltanto perchè mi vogliono coinvolgere? Il problema è che le persone non accettano le mie scuse a cuor leggero ma anzi insistono, insistono, insistono col risultato che mi crea disagio dire no per far ciò che vorrei davvero nel mio tempo libero e allo stesso tempo mi pesa uscir quando ho altri programmi. La domanda è la seguente: fino a quanto è giusto sacrificare le proprie inclinazioni per trascorrere una serata in compagnia di "perfetti conoscenti" dedicandosi ad attività che non si reputano davvero interessanti? Se dico di no ai loro inviti mi tempestano di sms e telefonate e ciò mi crea disagio, se esco provo disagio lo stesso per avrei altro di meglio da fare!. Quale corretto atteggiamento devo impormi per trovare il modo di gestire situazioni mentali simili?.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 10/03/2016 - 19:54

Buonasera Ivs,
se ritiene che davvero ciò che sente nel profondo sia il dedicarsi alle sue attività piacevoli senza dover allargare il suo cerchio di amicizie, allora non c'è proprio nessun dovere che deve rispettare. E' possibile che sia il suo modo di comunicare con queste persone ("il trovare scuse") a farla finire in un vortice di disagio (che emozione è questo disagio? ..irritazione, rabbia, senso di colpa, ansia..?). La cosa migliore, sempre, in ogni caso, quando vogliamo manifestare un nostro desiderio, come in questo caso il suo voler fare le sue cose e rifiutare un invito, sarebbe quella di esprimere il proprio pensiero o bisogno chiaramente, senza trovare scuse! ad esempio con un semplice "non ho voglia, non mi va." Questa è una comunicazione cosiddetta assertiva, cioè che rispetta i propri diritti senza offendere o prevaricare su quelli altrui: non stiamo infatti esprimendo un giudizio negativo sugli altri, dicendo che sono antipatici o poco interessanti! Esprimiamo soltanto il nostro desiderio, di non voler fare una certa cosa. Se rifiutiamo inviti adducendo scuse, è facile che le persone tentino di convincerci o cerchino delle soluzioni a quelli che noi abbiamo prospettato come "impedimenti" inventati.. e che ciò finisca per causare disagio (quale esso sia!). Non è nemmeno richiesto di giustificare il nostro rifiuto (altrimenti le persone si possono aggrappare anche a quello!), possiamo ribadire semplicemente il no e chiudere la conversazione in tono amichevole. Se trova difficoltoso mettere in pratica le strategie assertive, le consiglio di ricercare sul web alcune letture in merito. Se invece il problema inizia a pesarle effettivamente, allora potrebbe usufruire di un breve percorso psicologico per comprendere cosa la frena dell'esprimere al meglio se stessa e i suoi desideri.
Resto a disposizione,
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
www.chiarafrancesconi.it

Dott.ssa Loredana Ragozzino Inserita il 10/03/2016 - 17:58

Salve IVS,
sembra che sia alla ricerca di stimoli nuovi e continui, e che preferisce se stessa alla compagnia altrui.
Fermo restando che solo lei può decidere per se' stesso. Le chiedo: cosa potrebbe succedere se si aprisse un pochino di più affinchè le persone che definisce "perfetti conoscenti" possano diventare persone più intime, magari degli amici?
Sarebbe interessante approfondire il suo vissuto personale per poter inquadrare bene la situazione. Mi contatti pure in privato se vuole approfondire la questione, cercherò di aiutarla.
Un caro saluto.
D.ssa Loredana Ragozzino