elissa081 domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 03/10/2015

Salerno

Nel baratro

Gentili Psicologi online,
sono una 34enne che vive una situazione di disagio emotivo che mi sta purtroppo condizionando la vita. Ho cercato negli anni di superare ansie e frustrazioni ma mi rendo conto che la misura è colma.
Sono stata un'adolescente insicura e con tanti problemi che ho cercato sempre di nascondere per non sentirmi inappropriata o esclusa ma gli sforzi non hanno giovato a molto.
A scuola vivevo drammaticamente la situazione di 'emarginata' senza amici e forse, in questo hanno contribuito, seppur involontariamente, i miei genitori (se non riuscivo a fare una cosa, anche da piccola, mi facevano pesare le mie incapacità e il mio carattere sensibile e taciturno non mi aiutava a superare gli ostacoli che anzi si ingigantivano).
Dopo il liceo, le cose sono andate decisamente meglio: all'università ho dimostrato a me stessa di essere capace di ottenere brillanti risultati nello studio e anche le relazioni amicali sono migliorate, sebbene non abbia collezionato amicizie durature.
Successivamente, ho iniziato a lavorare nel mondo della scuola e lontano da casa (un ambiente non sempre così facile per 'soggetti' come me) e anche qui penso di aver raggiunto risultati soddisfacenti, vuoi nel lavoro, vuoi con alcuni colleghi con cui ho instaurato buoni rapporti (molti ancora presenti).
Ciò che però non sono riuscita a crearmi è stato un rapporto con l'altro sesso e credo che questo sia successo per le mie insicurezze.
Gli uomini che ho incontrato nella mia vita, e verso i quali ho nutrito un sentimento amoroso, non hanno MAI ricambiato, anzi mi è persino stato difficile instaurare un vero rapporto di coppia (cosa che non si è mai verificata).
In particolare, le ultime due 'storie ' sono state traumatiche e mi hanno letteralmente gettato nello sconforto. Il primo mi ha confessato di vedermi come una sorella, anche se questo non gli ha impedito di instaurare con me un rapporto decisamente di altro tipo, facendomi solo illudere di una situazione mentre lui aveva già deciso che non ci sarebbe mai stato niente di serio; il secondo invece mi ha fatto credere di essere un ex playboy pentito che voleva cambiare vita (e, ammetto, è riuscito a ingannarmi bene, non con le parole ma con i gesti ) ma che in realtà si è avvicinato a me solo perché aveva bisogno di aiuto per superare degli esami comuni in un corso di studi frequentato insieme (tanto è vero che si è dileguato subito, nonostante le sue numerose 'promesse' di rivederci e di uscire insieme).
Il fatto è che mi sento una donna incompleta, a metà. Anche tutti i successi lavorativi del mondo e gli sforzi innumerevoli fatti negli anni per diventare una persona con una rete di amicizie e che sa vivere bene con gli altri, non potranno mai aiutarmi a farmi sentire NORMALE: questo per me rimane un sogno impossibile. Credo sia colpa mia, d'altronde come si spiega che una ragazza a detta di tutti bella e con la testa sulle spalle non abbia nessuno che voglia tenersela la stretta?
Credo che gli uomini oggi cerchino relazioni effimere o, peggio, siano incapaci di amare ma questo non basta a spiegare i miei fallimenti, anche perché questi per me sono insopportabili quanto causa di tutti gli altri miei malesseri.
Vi sarei grata se mi deste un parere, un consiglio, qualcosa che mi aiuti a uscire dal pantano, anche perché credo di essere vicina al capolinea e temo di perdere la voglia di andare avanti.
Grazie per la vostra attenzione.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Patrizia Tummolo Inserita il 03/10/2015 - 18:08

Cara Elissa,
l'adolescenza è un momento di crisi, inteso come cambiamento e come tale può portare ad innumerevoli possibilità. Crescendo ha saputo gestire quella insicurezza, quel senso di esclusione e quel carattere sensibile e taciturno, tanto da diventare una donna soddisfatta del proprio percorso di studi, del proprio lavoro e anche dei rapporti con i colleghi. Sembra che ancora stia cercando la strada per trovare tale soddisfazione anche in una relazione sentimentale, che sembra per lei in questo momento della sua vita, di vitale importanza. Spesso la nostra insoddisfazione nasce dalla costante attenzione rivolta a ciò che non abbiamo e a ciò che non siamo riusciti ancora ad ottenere. Ecco forse quello che è riuscita ad ottenere fino ad oggi nello studio e nel lavoro può essere attribuito alla sua capacità di mettersi in gioco, di superare difficoltà e limiti, al suo impegno e determinazione ma per riuscire a vivere una relazione affettiva matura e piena, tutte le qualità che lei possiede da sole non possono bastare, occorre trovare un partner che possa stare al passo con lei e impegnarsi quotidianamente con lei per riuscire a raggiungere obiettivi comuni. Probabilmente confrontarsi con un professionista potrebbe aiutarla a rileggere eventuali "fallimenti" che lei attribuisce a se stessa (ammesso che possano definirsi tali) , e accompagnarla e sostenerla in una nuova fase di "cambiamento" che la porterà a vivere con maggiore soddisfazione questa fase della sua vita.
Con la speranza di esserle stata utile le faccio un grosso in bocca al lupo.
Cordialmente
Dott.ssa Patrizia Tummolo