Non credo che cambierò mai
Salve a tutti, scrivo questo in un momento di grande tristezza. Sono giorni che mi sento molto giù di morale ma, ragionandoci sopra, mi sembra ormai da anni di vivere in un limbo, dove nulla migliora a causa dei miei traumi e della mia infanzia, come se ormai tutte le mie esperienze passate mi abbiano plasmato un cervello fatto di insicurezze e paure che io riconosco di non volere.
Sono sempre stata sola, i miei genitori sono anziani e da piccola mi toccava giocare da sola, e potete immaginare che oltre la distanza anagrafica era ed è presente anche quella emotiva. Ho avuto pochissimi amici, sono sempre stata timida, introversa. Nel corso degli anni ho avuto qualche amica ma sono sempre stata sostituita da nuovi amici o fidanzati. La situazione non è cambiata nemmeno in università: al secondo anno credevo di aver trovato finalmente una cara amica, mi trovavo benissimo con lei, ma le è bastato fare pace con la ex migliore amica e interessarsi a un ragazzo per allontanarsi da me; al terzo anno ho conosciuto questa ragazza, le volevo molto bene, mi considerava la sua migliore amica, ma poi ha conosciuto un ragazzo ed è scomparsa.
Oltre a questi casi più diretti, con gli altri mi sento sempre la seconda scelta, perché tutti hanno il migliore amico o il partner o il gruppo stretto di amici. Io vengo dopo.
Potete immaginare quanti complessi mi faccio, ho sempre paura dell'abbandono perché obiettivamente mi è capitato fin troppe volte già da piccolina.
Mi sono fidanzata due volte ed entrambe le volte sono stata lasciata. Una volta a 18 anni ho avuto una frequentazione seria che sembrava voler andare a buon punto ma anche questa volta lui ha voluto chiudere. Molte volte ho fatto il primo passo e molte volte sono stata rifiutata, o perché erano già fidanzati o perché non ricambiavano.
Considerate tutte queste brutte esperienze, per una questione quasi di sopravvivenza ho imparato ad apprezzare la solitudine. Sono quasi sempre sola, ho qualche amico ma come ho detto prima hanno i loro migliori amici e i loro fidanzati, quindi posso elemosinare delle uscite giusto 2 volte al mese, se proprio vogliamo esagerare.
Perché sono sempre sola, quando, quella rara volta, mi lego a qualcuno, non me la vivo bene, perché la paura di essere abbandonata è quasi costante. Nonostante ciò io mi tengo queste emozioni dentro, perché non voglio risultare pesante e far allontanare l'altra persona con le mie paranoie. Resta il fatto che me la vivo male. Ad esempio ho fatto amicizia con questo ragazzo, ieri non abbiamo parlato (quando in realtà parlavamo praticamente ogni giorno) e ormai secondo la parte irrazionale di me già pensa che lui si sia scocciato di me o che sta parlando con un'altra ragazza più bella e più simpatica. Si aggiunge poi il fatto che un po' mi piace, ma sento che la cosa non sia reciproca - come sempre - e che se mi apro rovinerò un'amicizia e ritornerò sola, se non mi apro e aspetto in attesa del miracolo non riuscirei a vederlo con un'altra ragazza.
E quindi, in questi giorni di totale tristezza, mi sto chiedendo: ma io posso migliorare? sono andata da psicologi, ne ho cambiati 3, il primo era andato in pensione ma non mi trovavo così tanto bene, con le altre due non mi sentivo compresa appieno. Per questa sorta di dipendenza affettiva mi consigliavano di uscire di casa, di fare sport, di praticare qualche hobby. Ma se io ho paura di essere sostituita, e poi effettivamente l'amica mi butta nel cestino per fare spazio al suo nuovo fidanzato, io posso pure fare nuoto agonistico e andare alle olimpiadi, resta il fatto che ho perso quella che consideravo un'amica e dopo ore di hobby sport e passeggiate, torno a casa e sto male. Sto da sola con me stessa e sto male. Vedo che non mi ha più contattata e sto male. Analizzo qualsiasi cambiamento e sto male.
Ma come posso migliorare? se il problema sono i rapporti sociali con altre persone, in particolare i rapporti amorosi, ma sono quasi sempre sola (nonostante io frequenti l'università, laboratori, tirocini, biblioteche e aule studio, quindi le possibilità ci sono) come faccio ad allenarmi? come faccio a vivermi bene i rapporti se proprio a livello statistico mi è sempre andata male?
E nonostante io possa sembrare pessimista da queste domande, in realtà non mi sono mai mostrata tale perché penso sempre "vediamo come va". Sul momento posso starci male (tipo ieri e oggi che non ho parlato con quel mio amico) però comunque vado a pensare che magari è un momento un po' così perché non ha nulla da dirmi e ci saranno altre occasioni per parlare. Adesso non posso prevedere niente, però ero "vediamo come va" anche con quelle due mie amiche che alla fine mi hanno messa da parte.
Ho il cervello un po' in confusione, perché mi sembra di non poter migliorare.