Marina  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 11/02/2021

Agrigento

ADHD o stress?

Salve! Intanto ringrazio per la possibilità e chiedo scusa per eventuali errori di battitura.
Ho un quesito un po' particolare ma cercherò di spiegarmi al meglio.
Il mio compagno (20 anni) da anni ormai è succube di entrambi i genitori, estremamente violenti verbalmente, a volte fisicamente.
È una situazione che anche a me ha creato moltissimo stress ma fortunatamente riesco a sopportare, ma il mio ragazzo negli ultimi mesi è peggiorato, arriva a distrarsi con tutto, balbettare, non riesce a concentrarsi, addirittura non riesce a dormire specie se vi sono discussioni che gli creano forte stress. Quando ha richiesto supporto a livello psicologico, il medico di base ha prescritto la visita con la dicitura "deficit di attenzione" e quindi ADHD. Ciò mi ha lasciato un po' sorpresa, anche perché quando il ragazzo si ritrova in posti positivi (ad esempio a casa mia, o semplicemente lontano dai genitori) è come se non avesse nulla, e lui stesso mi dice spesso che più lontano è, più riesce a focalizzare senza dover occuparsi di mille cose in un attimo che gli creano una fortissima ansia.
Quindi mi chiedevo, è possibile che non sia un deficit ma invece un fortissimo, spaventoso direi, caso di stress? Può la nostra mente "distaccarsi" per riuscire a superare situazioni di questo genere? Grazie per eventuali chiarimenti!

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 11/02/2021 - 11:55

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Marina,
da ciò che narra, mi pare di capire che il suo compagno presenti una sintomatologia ansiosa significativa che può generare episodi dissociativi, come giustamente ha intuito lei riferendo l'ipotesi relativa al "distaccarsi" della nostra mente, qualora sia sottoposta a stress psicofisico.
Questo quadro sintomatologico mi sembra del tutto coerente con lo stile d'attaccamento sperimentato nel suo nucleo familiare ("genitori estremamente violenti verbalmente ed anche fisicamente"), che mi fa ipotizzare nuclei di disorganizzazione emotiva creati proprio dalla relazione "violenta" con i suoi genitori.
Se così fosse, è assolutamente plausibile che il suo compagno abbia difficoltà a mantenere il contatto con alcuni aspetti della realtà e ciò possa essere confuso con un disturbo Adhd, che richiede, peraltro, una diagnosi specifica formulata da figure professionali specificamente formate in questo (neuropsichiatri, psicoterapeuti ecc.).
Pertanto, il mio primo consiglio è appurare con certezza il quadro diagnostico del suo compagno, perchè se non si conosce a fondo l'organizzazione di personalità della persona in questione, qualsiasi tipo di intervento/supporto può essere inutile poichè non efficamente direzionato verso le esigenze reali della persona.
Vi auguro, in ogni caso, di risolvere la vostra situazione.
Un caro saluto a lei e al suo compagno.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).