Nonni non presenti
Salve, sono una mamma di una bimba di 4 anni. Poco prima di rimanere incinta abbiamo cambiato casa andando ad abitare lontano dai suoceri. Inizialmente abitavamo tutti insieme e molto armoniosamente, ma andando via abbiamo rotto il bel rapporto istaurato (considerando anche che ho cambiato regione e quella famiglia ho subito desiderato diventasse la mia nuova famiglia, relativa certo solo a quel nuovo posto). Dopo qualche mese si sono trasferiti anche loro vicino a noi, suoceri e fratelli di mio marito. I due fratelli nonostante grandi e i numerosissimi tentativi, non hanno potuto avere figli per varie vicissitudini. Io sono riuscita dopo 3a fivet con gravidanza a rischio e ho dovuto lascare il lavoro e stare a letto. La famiglia di mio marito, nonostante la nuova vicinanza fisica, non si è mai fatta vedere, neanche per una breve visita di cortesia. e io avendo i genitori anziani sono rimasta a letto in una solitudine straziante e con l’unico pensiero che mi sosteneva: diventare mamma. Quando è nata la bimba i rapporti si sono fatti ancor più freddi e la bimba non ha mai conosciuto né questi nonni né questi zii. Una zia (la mia testimone di nozze) mi ha spiegato che per lei è un dolore vedermi mamma e questo lo accetto (non lo capisco pero) mentre la nonna (deus ex machina del tutto) e pure il nonno si ostinano a non salutarci quando ci incontriamo fuori. . Ho fatto un percorso psicologico con una analista molto brava perché io, a differenza di mio marito che mi chiedeva da subito di lasciar perdere e continuare la ns strada, non mi sono mai rassegnata a tutto ciò. La famiglia credo sia la base per ogni crescita armoniosa. Adesso però vorrei parlarne apertamente con mia figlia. Come dare la giusta indicazione a mia figlia senza che lei se ne senta colpevole? Abitano vicino e capita spesso che li incontriamo e nonostante i miei numerosi tentativi di riavvicinamento siamo ormai sicuri (mio marito molto più di me) che li dobbiamo lasciare stare. Non gli interessa scambiare positività con noi, preferiscono leccarsi vicendevolmente le ferite, che però, anche se loro negano, abbiamo tutti, pure noi anche se abbiamo una figlia ahimè. Ripeto che quando ci incontrano non ci salutano ( a meno che, ma sempre molto freddamente, non siamo con mio marito). Alla bimba stiamo dando una educazione molto aperta, con l’importanza del saluto e dello stare insieme in famiglia (sentimento che per fortuna vive con la mia famiglia, se pur lontana fisicamente). L’approccio utilizzato è la verità e io vorrei continuare così, ma come dirla? In quali modi poter rendere noto un rapporto cosi lacerante (e certe volte ancora sanguinante) tra persone di parentela cosi strette? Come poter motivare una cattiveria e gelosia, a una bimba che, per fortuna, non conosce questi terribili lati umani? Ho davvero ancora tante difficoltà personali a fronteggiare queste situazioni e non vorrei trasmetterle anche questa mia forte incapacità, forse a tratti anche infantile. Non mi basta sentirmi dire che è meglio così per mia figlia. Vorrei indicarle che quelli sono comunque i nonni ma perché fanno così, come motivarlo? Come poter dare una informazione così dura, ingiusta, contro natura. a una bimba cosi piccola e amorevole? Grazie.