Fable domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 05/12/2016

Cosenza

Odio e amore verso mia madre

Buongiorno. Ho un grosso problema nel rapporto con mia madre. Da premettere che l'adoro come ogni figlia credo ami i propri genitori. Il problema sta nei comportamenti di mia madre. Ha 67 anni e ha avuto un'infanzia difficile e poco felice che, purtroppo, non ha saputo affrontare e, con il passare degli anni è peggiorata. Parto dall'inizio per spiegare al meglio ed avere un aiuto da voi su come comportarmi. Circa 40 anni fa ha perso un fratello di 28 in un incidente e tutto è cominciato da li. Lei era giovane con 3 figli e incinta di me. All'inizio mia madre andava tutti i giorni dal fratello a cambiare i fiori poi, non so di preciso quanto tempo dopo morì anche la madre giovane (se non erro 54 anni o giù di li). Da li lei ha la fobia dei cimiteri, dei funerali che ha inculcato un po anche a noi figli. Per esempio se non possiamo farne a meno e andiamo ad un funerale, ci vestiamo con abiti vecchi che non metteremo più o al massimo useremo per quelle occasioni. È superstiziosa al massimo e questo credo sia dovuto al fatto che quando morì la madre le passò un gatto nero davanti e tornata a casa ebbe la notizia. Il padre beveva e, poco tempo fa, ho saputo che anche la madre, dopo la perdita del figlio, ha cominciato a bere. Mia nonna aveva un figlio piccolo che, dopo la sua morte, è cresciuto con una sorella poco più grande che le ha fatto da madre e un padre alcolizzato. Mia mamma e l'altra sorella avevano la propria famiglia. Questo bambino (il fratello piccolo di mia madre) prese una brutta strada, cominciò a bere anche lui e, forse, anche qualcos'altro. Dalla Germania è tornato in Italia perché non poteva più stare li da solo. Qui le sorelle hanno cercato, senza successo, di aiutarlo. Lo hanno portato in una comunità dalla quale è scappato più di una volta e, all'età di 42 anni, è morto anche lui (nel frattempo mio nonno era già morto). Secondo me mia madre si sente un po in colpa per questa morte, crede che non lo abbia aiutato abbastanza. A casa mia, tranne me perché proprio non mi piace, hanno sempre bevuto il vino a tavola ma, è da qualche mese che mia madre ha cominciato a bere anche di mattina. C'è stata un po una lotta per questa cosa. Io non abito con i miei, me ne sono andata circa 8 anni fa proprio per i comportamenti di mia madre. Ho pregato mia sorella di non comprare nulla di alcolico e lei diceva "tanto lo compra da sola". L'altro giorno mamma è stata molto male con bruciori forti alla testa e adesso è circa una settimana che non beve (ma ci credo poco che duri perché era già successo ma appena è stata meglio ha ricominciato). Ho cercato di parlarle e sono usciti fuori i suoi drammi mentali. Lei si chiede perché è morto il fratello a soli 28 anni e li è uscito anche il fatto che la madre beveva tenendo in braccio il fratellino piccolo (quello morto a 42 anni). Mi auguro che questa volta il problema dell'alcool sia superato ma rimane cmq il problema che mi tormenta quando sono a casa con loro. Spiego un episodio di ieri per essere più chiara. Ho la macchina dal meccanico e quindi ho dovuto dormire li. Ci siamo scontrate su un paio di cose senza senso dove lei dice una cosa ed io ne dico un'altra. Ovviamente è come dico io ma lei insiste e non vuole sentire ragioni fino a quando, metaforicamente, ce la sbatto con la testa. Mi chiama il meccanico dicendo di mandare papà (santo uomo) a comprare i pezzi per la macchina e lei, puntualmente, li compriamo domani (era 30 novembre ieri, il mese dei morti, e a novembre non si fa nulla, neanche dal parrucchiere si va, per dire). Ma i pezzi della macchina sono miei, io non credo in quello che crede lei. Voglio vedere nell'anno nuovo che succede ... 2017. Oddio, non ci voglio pensare! Io vivo la mia vita con tranquillità quando sono da sola ma con lei proprio non mi riesce e ha la capacità di innervosirmi così tanto che le alzerei le mani addosso (e questo mi fa paura). Con gli episodi potrei andare avanti fino a domani ma, credo che ho espresso bene il mio disagio. Stamattina ci ho litigato sempre per una scemenza, lei diceva é così ed io la contraddivo e avevo sempre ragione io ma lei insiste. È sempre come dice lei, a casa non puoi toccare niente, deve fare tutto lei. Lei è la più brava, la sua casa è la più bella di tutte, quello che dice lei è sempre giusto. Se cambi colore di capelli o acquisti qualcosa è difficile che è d'accordo, deve sempre dire la sua nella maggior parte dei casi contraria alla tua. Onestamente ho paura anche per mio nipote di 12 anni che sta sempre a casa sua (va be qui ci sarebbero altre 10 pagine per spiegare il motivo per cui mio nipote preferisce stare a casa di mia mamma con mia sorella e non con la madre e il padre, magari affrontiamo un problema alla volta). Spero di essere stata esaustiva e mi scuso se mi sono prolungata molto ma era inevitabile. Spero di ricevere presto una risposta perché non so più che fare. Sicuramente mia madre non è psicologicamente serena ma ammetto che non lo sono neanche io. Grazie di cuore.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Silvia Rotondi Inserita il 07/12/2016 - 14:35

Salve Fabiola la storia di sua mamma è costellata di dolori e lutti che come un onda d'urto passano di generazione in generazione come se non ci fosse la possibilità per nessuno di essere veramente felice e di lasciar andare i morti nel regno dei morti, per far si che i vivi possano vivere pienamente. La mia è solo una metafora dei processi di elaborazione dei tanti lutti che ad oggi da quanto descrive non appaiono risolti arrivando purtroppo fino a lei in una catena senza fine. La terapia familiare è uno strumento che coinvolge l' interà famiglia proprio là dove ad avere disagio è l'intera famiglia: il santo papà, lei che non ce la fa più, mamma che beve e sua sorella che probabilmente sta sorreggendo il carico da sola confrontandosi tutti i giorni con l'impotenza. Le consiglio pertanto un approccio complessivo alla famiglia e degli incontri familiari.
Dott.ssa Silvia Rotondi
www.silviarotondi.it

Dott.ssa virginia verbicaro Inserita il 06/12/2016 - 17:03

Ciao Fable, posso solo immaginare dalle tue parole lo stato di tensione che può causarti sapere che tua mamma non vive una vita serena ma contornata da un disagio. Anche se hai messo distanza da lei, evidentemente c'è qualcosa che ancora non vi siete dette, quel non detto può causare tensione. Io credo che la rabbia sia il più potente antidepressivi e che rappresenti l'altra faccia dell'amore. Quando siamo tanto arrabbiati con le figure importanti della nostra vita, stiamo facendo loro delle richieste di affetto, primordiali, ma pur sempre richieste di attenzioni. E questo tra voi potrebbe accadere reciprocamente. Mi colpisce che nella tua domanda ci sia tanto spazio per la vita di tua madre e poco per te. Io rifletterei su che effetto fa su di te sapere che tua madre si porta con se una storia come quella da te descritta e come puoi evitare che questa interferisca sulla tua vita. Mi auguro di esserti stata utile. A presto. Dott.ssa Virginia Verbicaro

Dott.ssa Daniela Balletta Inserita il 06/12/2016 - 09:14

Buongiorno Fabiola,
accade spesso che quando i genitori presentano un disagio, quest'ultimo si ripercuote sulla vita dei figli.
Tu hai scritto:"Mi auguro che questa volta il problema dell'alcool sia superato ma rimane cmq il problema che mi tormenta quando sono a casa con loro". E' in queste parole che traspare la tua preoccupazione, il tuo timore.
Da quello che scrivi la vita di tua madre è stata particolarmente segnata da vicissitudini, e anche da "lutti importanti" (come la morte prematura del fratello)
Vivere accanto ad una persona che presenta diversi livelli di sofferenza quali un lutto prematuro, una problematica legata all'alcool e una radicale credenza in superstizioni che si traducono in comportamenti quasi stereotipati (indossare specifici abiti in occasione dei funerali) comporta un notevole impegno in termini di carico familiare.
Pur lasciando la casa familiare, il rapporto che lega genitori e figli permane ma con modalità diverse...riconoscere che al momento non si è "psicologicamente sereni"(utilizzando le tue parole) è un passo importante...il riconoscimento del proprio status è il primo step per chiedere aiuto.
Non ci sono soluzioni prefigurate e preconfezionate che possono dare una risposta alla tua domanda...tuttavia la tua sensibilità per la sofferenza di tua madre può essere una risorsa su cui lavorare...
ti auguro una serena giornata.
Dott.ssa Daniela B.