Annie  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 07/08/2020

Rapporto madre figlia

Salve, scrivo probabilmente per sfogo personale o alla ricerca di consigli. Ho 29 anni convivo con il mio compagno da diversi anni, non ho un lavoro stabile ma riesco a mantenermi senza chiedere aiuto ai miei genitori. Ho un rapporto da sempre conflittuale con mia madre. Fin da bambina ho sempre ricevuto per la maggior parte delle volte ordini e non consigli sulle scelte da prendere e se non prendevo la direzione giusta (per mia madre) cascava sempre il mondo quindi ho iniziato ad assecondarla dalla scelta delle scuole superiori dove ho dovuto ripetere un anno ed è successo il finimondo in casa, mi ha spedito dalla psicologa e anche lei ha dovuto fare delle sedute. Mi ha sempre messo a confronto con tutti gli altri, il fatto che io fossi bocciata per lei era una sconfitta personale, una vergogna.
Ho scelto l’università e lei ne era contenta (chi è che non vuole un figlio ingegnere?) ma dopo poco ho capito che non era la scelta giusta per me ed ho deciso di cambiare ma quando le espresso il desiderio di cambiare totalmente indirizzo e studiare ciò che mi piaceva ho dovuto ripiegare su un altro percorso di studi perché la mia scelta per lei sarebbe stata inutile per il mio futuro lavorativo. Sono stata debole, ancora una volta ho preferito assecondarla per non sentirmi in colpa nei suoi confronti che non mi ha fatto mai mancare niente.
Nel mentre ho sempre lavorato ma ora mi ritrovo sempre iscritta all’università (che mi pago da sola), bloccata perché nella mia testa sono consapevole di aver sbagliato tutto. Questo ovviamente comporta malessere ai miei genitori ed in particolare a mia madre ma anche a me stessa, mi sento una fallita che non riesce a portare a termine niente.
Si aggiunge a tutto ciò il rapporto di mia madre con il mio compagno: stiamo insieme da più di 8 anni e i primi 4/5 anni lei non ne ha voluto sapere a tal punto che lui non era mai venuto a casa mia. All’inizio potevo anche capire, era affezionata al mio ex. Ma è stato davvero un inferno, mi ha detto della poco di buono perché aveva saputo che lui prima di stare con me era stato con molte altre ragazze di cui una molto più grande di lui inoltre del mio compagno non le andava bene nulla, per lei era un nullafacente e un nullatenente perché non aveva continuato a studiare dopo le superiori (ora ha un lavoro ed un contratto a tempo indeterminato).
Quindi è scattata la competizione del “preferisci lui a me, della tua famiglia non te ne frega niente ecc ecc” ogni volta dovevo inventare le peggio scuse per uscire e molto spesso omettevo la sua presenza.
Il mio compagno sa soltanto che lei era affezionata al mio ex e che per questo motivo lo avevo tenuto a distanza probabilmente si immagina che ci sia altro sotto ma non ha mai avuto il coraggio di chiedermelo ed io non ho il coraggio di raccontare come stanno davvero le cose.
In tutto ciò mio padre non aveva niente in contrario ma è sempre stato succube delle decisioni di mia madre e molto spesso le nostre litigate avvenivano mentre lui non era in casa.
Dopo anni hanno deciso di invitarlo a casa ed il mio compagno ci ha messo un pò per iniziare a frequentare casa mia ma quando lui non era presente mia madre mi continuava a chiedere quando lo avrei lasciato. Ed anche il fatto che subito non aveva accettato il loro invito a lei non andava bene. Ovviamente le cene e il tempo passato con i miei erano molto sporadiche ed il clima a volte un po pesante non perché succedesse qualcosa in particolare ma ovviamente c’era un po di imbarazzo per tutta la situazione.
L’anno scorso è morto il nostro cane a cui mia madre era molto legata ed è andata in depressione, adesso è seguita da una psicoterapeuta. Ha continui sbalzi di umore, appena le viene detto qualcosa in un modo secondo lei sbagliato si arrabbia, piange e non rivolge la parola ne a me ne a mio padre.
Io ho cercato di starle vicino a modo mio, sono una persona abbastanza chiusa e credo di avere del risentimento nei suoi confronti. Ha richiesto la mia vicinanza, passare del tempo insieme e io per lei ci sono stata ma a quanto pare non è abbastanza. Nonostante io viva per conto mio quasi tutti i giorni vado a pranzo a casa dei miei e a volte lo sento come un obbligo perché se non vado ci rimane male e mi rinfaccia che probabilmente ho di meglio da fare. Se vado li a pranzo e magari ci rimango 2/3 ore per lei non è abbastanza.
Ora ce l’ha di nuovo con il mio compagno perché quando è morto il nostro canino lui non le ha scritto neanche un messaggio ma si è sempre informato da me sulla situazione e su come stava mia madre ma per lei non era abbastanza.
Mi sento bloccata nelle sue scelte, nella mia incapacità di capirla nei sensi di colpa che mi fa venire, nel malessere che provo perché lei sta male e anche io ne sono la causa. Mi sembra di non riuscire a prendere in mano la mia vita e a volte penso che se a 29 anni non ho una lavoro stabile e non mi sento realizzata in parte sia anche colpa sua. Cosa fare?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Katarina Faggionato Inserita il 08/08/2020 - 11:50

Buongiorno Annie,
descrive un rapporto conflittuale da sempre. La mamma decideva per Lei e Lei lasciava che decidesse. Questa modalità disfunzionale continua anche a distanza, nonostante Lei sia una persona adulta e autonoma in altri ambiti della Sua vita. Sembra che Lei desideri e allo stesso tempo tema il distacco da Sua madre. Provi a riflettere su cosa ha paura che succederebbe se prendesse una decisione che la mamma non approva. Ce la sta mettendo tutta ma continua a stare male in questa relazione che a sua volta influenza anche la relazione di coppia. Ha spiegato con molta chiarezza cosa succede ma purtroppo non è un problema da risolvere in poche righe. Per stare meglio è necessario conoscere ulteriori dettagli, comprendere meglio come è e come si è instaurato questo rapporto, cosa Le impedisce di cambiare, quale sarebbe la situazione per Lei accettabile o meglio desiderata e poi cominciare a percorrere la strada verso il Suo obiettivo. Non è facile cambiare le cose quando "è sempre andata così" ma non è certo un'impresa impossibile, anzi e per affrontarla può farsi aiutare.
Dott.ssa Katarina Faggionato